Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14607 del 23/10/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14607 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: POSITANO GABRIELE

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LORANDI CESARE N. IL 07/12/1969
avverso la sentenza n. 2466/2013 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
07/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO;

Data Udienza: 23/10/2014

IN FATTO E DIRITTO
Lorandi Cesare propone ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di
Brescia del 7 novembre 2013 che, in parziale riforma della decisione del Tribunale di Brescia
concedeva all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena, confermando nel
resto la condanna per furto aggravato dalla destrezza. Lamenta il ricorrente violazione di legge
e vizio di motivazione riguardo al riconoscimento dell’aggravante, nonostante il permanere di
una vigilanza e di un contatto con la cosa da parte del proprietario.

motivazione del provvedimento impugnato, manifestamente infondate, sono nella sostanza
generiche e si rivolgono a considerazioni di fatto insuscettibili di rivalutazione in questa sede.
La Corte territoriale ha correttamente applicato il principio secondo cui, in tema di furto,
sussiste l’aggravante della destrezza quando l’agente approfitti, come nel caso di specie, di
una condizione contingentemente favorevole o di una frazione di tempo in cui la parte offesa
ha momentaneamente sospesa la vigilanza sul bene perché impegnata a curare attività di vita
(Sez. 6, n. 23108 del 07/06/2012 – dep. 12/06/2012, Antenucci, Rv. 252886). Nel caso di
specie, la sottrazione del denaro della vittima è avvenuta, con mossa fulminea, mentre lo
stesso era intento a pagare la consumazione, alla cassa, con il portafogli aperto.
Alla pronuncia di inammissibilità consegue ex art. 616 cod. proc. pen, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento, in favore della Cassa
delle ammende, di una somma che, in ragione delle questioni dedotte, appare equo
determinare in euro 1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 23/10/2014

Osserva il Collegio che il ricorso è inammissibile perché le censure appaiono, alla luce della

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