Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14591 del 07/01/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 14591 Anno 2015
Presidente: MANNINO SAVERIO FELICE
Relatore: SAVINO MARIAPIA GAETANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CERRETO MASSIMILIANO N. IL 06/02/1974
avverso l’ordinanza n. 4931/2011 GIP TRIBUNALE di SANTA
MARIA CAPUA VETERE, del 10/01/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 07/01/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. MARIAPIA GAETANA SAVINO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per gl.,-..1„%-3-9,./..0.9-Sì1.}.-.1—9…5-3.J\
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 07/01/2015

Ritenuto in fatto e diritto

Con sentenza emessa in data 29 aprile 2009 il GIP presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere
applicava ex art. 444 c.p. a Cerreto Massimiliano, concesse le attenuanti generiche, la pena di mesi
undici di reclusione in relazione al reato di cui all’art. 589 c.p. e concedeva allo stesso la
sospensione condizionale della pena.

sentenza limitatamente alla mancata applicazione della sanzione amministrativa accessoria della
sospensione della patente di guida rinviando sul punto al predetto Tribunale di S. Maria Capua
Vetere.
Il GIP presso il Tribunale suddetto, quale giudice del rinvio, con sentenza emessa in data 10
gennaio 2012 disponeva l’integrazione della sentenza di patteggiamento con l’applicazione della
pena accessoria della sospensione della patente per la durata di tre anni.
Avverso tale pronuncia il difensore del Cerreto ha proposto ricorso per cassazione deducendo
inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, mancanza di motivazione ed
abnormità dell’atto.
Sostiene il difensore che per effetto dell’annullamento parziale sopra menzionato il GIP, quale
giudice del rinvio, avrebbe dovuto emettere una sentenza; al contrario lo stesso, nota la difesa, ha
emesso un provvedimento del tutto mancante sia della forma sia del contenuto della sentenza. In
particolare, sottolinea il ricorrente, manca la intestazione in nome del popolo italiano, le generalità e
le altre indicazioni che valgono ad identificare l’imputato, l’imputazione, la conclusione e
soprattutto quello che è il nucleo essenziale della sentenza: la coincisa esposizione dei motivi di
fatto e di diritto sui quali la sentenza è fondata.
Stante le suddette anomalie, quindi, sostiene la difesa il provvedimento sarebbe da ritenere abnorme
per la sua totale eccentricità rispetto al sistema codicistico.
Inoltre, continua la difesa, il Giudice ha qualificato la sospensione della patente di guida una “pena
accessoria” disattendendo le indicazioni della Cassazione che la aveva qualificata, nella sentenza di
annullamento, “sanzione amministrativa accessoria”.
Infine la difesa stigmatizza la totale assenza di apparato motivazionale: in sostanza il giudice del
rinvio ha applicato la sospensione della patente nella durata massima prevista senza indicare le
ragioni che lo hanno condotto ad una così rigorosa conclusione circa la durata della sanzione
accessoria. Epilogo quest’ultimo del tutto in contrasto all’irrogata sanzione penale che ha visto
applicato il minimo della pena.

1

Proposto ricorso per cassazione dal Procuratore generale la Suprema Corte annullava l’impugnata

Inoltre nota la difesa che la mancanza di motivazione rileva anche sotto il profilo della presenza o
meno dei presupposti per la applicazione della sospensione della patente di guida: questi ultimi,
infatti, non possono desumersi dal solo fatto che è stata emessa sentenza di patteggiamento non
equivalendo la stessa ad una sentenza di condanna e quindi di accertamento pieno della
colpevolezza dell’imputato.
Il ricorso appare fondato e come tale deve essere accolto. Risulta infatti abnorme l’iter seguito dal

parziale, il giudice del rinvio è tenuto a pronunciarsi sulle questioni a lui demandate emettendo
un’altra sentenza che, in caso di annullamento parziale / andrà ad unirsi alla parte non cassata della
sentenza originaria.
Nel caso di specie, come emerge dalla stessa dizione utilizzata dal giudice del rinvio (dispone che la
sentenza sia integrata) è stato emesso un provvedimento non consono all’iter previsto dal c.p.p. ed
appena delineato. Ciò, peraltro, si ripercuote sulla stessa legittimità della ritenuta sospensione della
patente di guida peraltro per la durata massima prevista: il GIP infatti rimanda semplicemente alla
sentenza annullata parzialmente e nulla dice sulla sussistenza dei presupposti della sanzione
amministrativa in questione né sulle ragioni della scelta di applicarla nella misura massima
consentita.
Tanto premesso l’impugnata sentenza deve essere annullata con rinvio al Tribunale di Santa Maria
Capua Vetere.

P.Q.M.
Annulla il provvedimento impugnato e rinvia al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Così deciso in Roma, in data 7 gennaio 2015.

GIP : come giustamente ha notato la difesa a seguito di annullamento di una sentenza, anche solo

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