Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14590 del 07/01/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 3 Num. 14590 Anno 2015
Presidente: MANNINO SAVERIO FELICE
Relatore: SAVINO MARIAPIA GAETANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
AMORELLI RICCARDO N. IL 26/04/1984
avverso la sentenza n. 2581/2011 GIP TRIBUNALE di PISA, del
24/05/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 07/01/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. MARIAPIA GAETANA SAVINO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per fx-,

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 07/01/2015

Ritenuto in fatto e diritto

Con sentenza di patteggiamento il GUP presso il Tribunale di Firenze in data 24 maggio 2012
applicava ad Amorelli Riccardo la pena di anni uno e mesi 4 di reclusione ed euro 4.000,00 di multa
in relazione ai reati di cui agli artt. 81 cpv. c.p., 73 DPR 309/90 per aver effettuato attività di
coltivazione di marijuana e cessione di stupefacente del tipo predetto e di hashish ( in particolare

inoltre trovato in possesso presso la propria abitazione di un panetto di hashish del peso di gr. 99,9
nonché di un quantitativo di marijuana del peso di gr. 140,4 lordi ed un altro del peso di gr 3,5
lordi).
Avverso tale pronuncia il difensore dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione per
inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità deducendo l’irrituale notifica
dell’avviso di anticipazione dell’udienza preliminare in un luogo diverso da quello eletto come
domicilio e, quindi, omessa citazione dell’imputato all’udienza preliminare (nullità assoluta
insanabile ex art. 179 c.p.p.) e carenza di regolare costituzione delle parti.
In particolare le difesa precisa che in data 11 gennaio 2011 l’imputato dinanzi agli ufficiali di PG
nominava quale suo difensore l’avv. Chelini del foro di Livorno e, contestualmente, eleggeva
domicilio per le notificazioni presso la propria residenza (in Livorno, via dei Cappuccini n. 202).
Al termine delle indagini il GIP rinviava a giudizio l’Amorelli e fissava l’udienza preliminare in
data 31 maggio 2012 dandone rituale avviso al PM, ai difensori ed agli imputati. Tuttavia, in data
15 maggio 2012, per ragioni di natura organizzativa, veniva disposta l’anticipazione dell’udienza
alla data del 24 maggio 2012. Dello spostamento, però, a detta della difesa, venne avvisato solo
l’avv. Chellini mentre non venne inviato alcun avviso direttamente all’Amorelli presso il domicilio
da lui indicato.
Dunque, sostiene la difesa, l’Amorelli non avrebbe avuto alcuna notizia dello spostamento
dell’udienza preliminare con conseguente violazione del diritto di difesa dell’imputato in tal caso
privato della possibilità di revocare il consenso, regolarmente rilasciato, al patteggiamento (poi
effettivamente concluso). A detta del difensore “il problema si colloca a monte e concerne la
corretta formazione volitiva dell’imputato in funzione della propria difesa (…) l’aspetto patologico
si è manifestato nella preclusione del diritto di scegliere nonché di modificare la propria strategia
difensiva fintanto che questi ne risultava legittimato”.
Il ricorso appare fondato. Come è noto, infatti, l’imputato, secondo consolidata giurisprudenza, è
legittimato a revocare il consenso precedentemente prestato tramite procura speciale conferita al
proprio difensore fino al momento in cui si perfeziona l’accordo (si veda ex pluris Cass. Sez. IV n.
1

per aver ceduto ripetutamente hashish a Firriolo Vincent, Barton Justin e ad altre persone venendo

11209/2012 in base alla quale “in tema di patteggiamento, il consenso prestato alla richiesta di

applicazione della pena è sempre revocabile qualora, dopo la stipulazione del patto e prima della
pronuncia della sentenza, ex art. 444 cod proc. pen., sia sopravvenuta una legge più favorevole o
tale ritenuta dall’interessato, che alteri la precedente valutazione di convenienza sulla base della
quale la parte si sia determinata a chiedere o ad acconsentire all’accordo”;Cass. Sez. VI n.
26976/2007 a mente della quale “una volta raggiunto l’accordo sulla pena patteggiata, la

conformemente al più mite trattamento sanzionatorio, in quanto la richiesta avanzata in tal senso
dall’imputato, se non è idonea a modificare il patto intervenuto, deve intendersi come revoca del
consenso ad esso prestato, ammissibile in quanto fondata sulla “lex superveniens”, e impone al
giudice stesso di soprassedere dall’applicare la pena concordata e di invitare le parti a un nuovo
accordo o, in difetto, a proseguire nell’ulteriore corso della procedura” .Fattispecie in tema di
illecita cessione di sostanza stupefacente, in relazione alla quale, tra la data dell’accordo e quella
della sentenza era entrato in vigore il più mite trattamento punitivo previsto dal D.L. 30 dicembre
2005 n. 272, conv. in L. 21 febbraio 2006 n. 49).
Ne consegue che lo stesso deve essere avvisato dell’intervenuto spostamento della data dell’udienza
preliminare al fine di poter eventualmente esercitare il diritto di revocare il consenso al
patteggiamento. In assenza di tale specifico avviso è, quindi, configurabile una violazione del diritto
di difesa con conseguente nullità assoluta ex art. 179 c.p.p.
Tanto premesso nel caso di specie occorre verificare non la correttezza della notifica della data
dell’udienza preliminare originariamente fissata per il 31 maggio 2012 ma l’effettiva assenza di
qualsivoglia avviso all’imputato presso il domicilio dallo stesso eletto.
Orbene dalla successione cronologica degli accadimenti riportata dalla difesa nonché dal fascicolo
del merito ed in particolare dalla documentazione relativa all’udienza preliminare emerge che il
suddetto avviso è stato effettivamente omesso con conseguente mancata effettiva conoscenza da
parte dell’Amorelli dell’anticipazione dell’udienza.
In particolare si ricava che l’udienza preliminare, originariamente fissata in data 31 maggio 2012,
per ragioni di natura organizzativa, venne anticipata alla data del 24 maggio 2012. Dello
spostamento, però, venne avvisato solo l’avv. Chellini mentre non venne inviato alcun avviso
direttamente all’Amorelli presso il domicilio da lui dichiarato in Livorno, via dei Cappuccini n. 20
(luogo di residenza).
Tanto premesso il ricorso deve essere accolto con conseguente annullamento senza rinvio della
sentenza impugnata e trasmissione degli atti al Tribunale di Pisa per l’ulteriore corso.

2

sopravvenienza di una disposizione più favorevole non autorizza il giudice a ridurre la pena stessa

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata ed ordina la trasmissione degli atti al Tribunale di Pisa
per l’ulteriore corso.

Così deciso in Roma, in data 7 gennaio 2015.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA