Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14582 del 15/12/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14582 Anno 2015
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: MICCOLI GRAZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
AMODEO SAVERIO N. IL 18/09/1987
avverso la sentenza n. 1880/2014 TRIBUNALE di BARI, del
21/04/2014
sentita la relazione fatta dal Consi gliere Dott. GRAZIA MICCOLI ;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 15/12/2014

,

4

Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, dott.

Eduardo

SCARDACCIONE, ha concluso chiedendo la declaratoria di inammissibilità del
ricorso.

RITENUTO IN FATTO
1. Con l’impugnata sentenza, pronunciata ai sensi dell’art. 444, comma secondo,
cod. proc. pen., è stata applicata a Saverio AMODEO, imputato dei reati di furto

quattro di reclusione ed euro 200 di multa.
2. Ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, con atto redatto dal difensore
avv. Andrea CASTO, deducendo la violazione di legge processuale.
Sostiene il ricorrente che il Tribunale, nominando un difensore d’ufficio, non ha
tenuto in alcun modo della nomina del difensore di fiducia tempestivamente
espressa dall’arrestato ai carabinieri di Mola di Bari e della omessa notifica allo
stesso dell’avviso della fissazione dell’udienza di convalida dell’arresto e
contestuale giudizio direttissimo.
3. Con atto depositato in data 14 ottobre 2014, il Procuratore Generale ha
chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è manifestamente infondato.
Invero, questa Corte ha da tempo chiarito che l’omessa notifica al difensore di
fiducia dell’avviso di fissazione dell’udienza di convalida dell’arresto integra una
nullità d’ordine generale a regime intermedio, che è sanata qualora né l’indagato
né il difensore nominato d’ufficio la eccepiscano tempestivamente (Sez. 5, n.
10637 del 12/02/2009, Caushi, Rv. 243164).
Peraltro, è evidente che nel caso in esame la richiesta fatta personalmente
dall’imputato di accedere al rito alternativo ha fatto venire meno anche
l’interesse dello stesso ad eccepire la suddetta nullità.
Va allora ricordato che l’applicazione concordata della pena postula la rinunzia a
far valere qualunque eccezione di nullità, anche assoluta, diversa da quelle
attinenti alla richiesta di patteggiamento ed al consenso ad essa prestato (Sez.
2, n. 6383 del 29/01/2008, Rv. 239449).
La ragione di ciò fonda sul fatto che le parti, che sono pervenute all’applicazione
della pena su loro richiesta, non possono proporre in sede di legittimità questioni
incompatibili con la richiesta di patteggiannento formulata per il fatto contestato
e per la qualificazione giuridica risultante dalla contestazione (Sez. 3, n. 39193
del 18/06/2014, Da Silva e altri, Rv. 260392).

aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, la pena nella misura di anni due, mesi

,
%

P. Q. M.

La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e di euro 1000 in favore della Cassa delle
Ammende.
Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2014
Il presidente

Il consigliere estensore

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