Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14580 del 15/12/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14580 Anno 2015
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: MICCOLI GRAZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PEER KARL N. IL 25/09/1969 parte offesa nel procedimento
c/
AMBROSI GABRIELLA N. IL 06/11/1950
avverso il decreto n. 84/2014 GIUDICE DI PACE di BOLZANO, del
05/03/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GRAZIA MICCOLI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 15/12/2014

Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, dott. Aldo POLICASTRO, ha concluso
chiedendo l’annullamento del decreto di archiviazione senza rinvio, con trasmissione al Giudice
di Pace di Bolzano per nuovo esame.

RITENUTO IN FATTO
1. Con decreto del 5 marzo 2014 il Giudice di Pace di Bolzano, con funzioni di G.I.P., disponeva
l’archiviazione del procedimento a carico di Gabriella AMBROSI e Andrea INGUSCI, indagati per
i reati di cui agli artt. 581, 582 e 594 cod. pen., ritenendo inammissibile l’opposizione per
mancanza di richieste istruttorie e ritenendo che sulle osservazioni contenute nella stessa in

potendo essere oggetto di opposizione.
2. Hanno proposto ricorso le persone offese Karl Peer e Heike Oberrauch, difesi dall’avvocato
Herwig Neulichedl, che ha sottoscritto l’atto munito di procura speciale.
I ricorrenti hanno lamentato la violazione del contraddittorio e l’abnormità del decreto
impugnato, non avendo il giudice motivato sulle specifiche osservazioni contenute
nell’opposizione riguardanti la ricostruzione del fatto e la valutazione delle prove sia in
relazione alle lesioni che alle ingiurie.
3. Con atto depositato in data 10 luglio 2014 il Procuratore Generale della Corte di Cassazione
ha concluso chiedendo l’annullamento del decreto di archiviazione senza rinvio, con
trasmissione al Giudice di Pace di Bolzano per nuovo esame.
4. In data 5 giugno 2014 gli indagati, con atto sottoscritto dal loro difensore, hanno chiesto il
rigetto del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il decreto impugnato va annullato, con trasmissione degli atti al Giudice di Pace competente
per nuovo esame, in accoglimento del motivo di ricorso con il quale è stata dedotta la
violazione di legge per inosservanza dell’art. 17, comma 4, D.Igs 274/2000 e 409, sesto
comma, cod. proc. pen. e, in particolare, per violazione del contraddittorio.
Giova in proposito evidenziare che, in tema di procedimento dinanzi al giudice di pace,
l’omessa valutazione dell’atto di opposizione – proposto dalla persona offesa avverso la
richiesta di archiviazione – integra una violazione del principio del contraddittorio, che
determina la nullità del decreto di archiviazione deducibile con ricorso per cassazione (Sez. 5,
n. 35504 del 20/06/2013, Rv. 256526; Sez. 5, Sentenza n. 43755 del 06/11/2008, Rv.
241803).
Nel caso di specie le persone offese hanno presentato un articolato atto di opposizione alla
richiesta di archiviazione e nel decreto impugnato il Giudice di Pace si è limitato a dare atto
dell’opposizione, ma non ha fornito alcuna argomentazione capace di dimostrare che essa sia
stata presa in considerazione e che quindi il contraddittorio, seppure cartolare, abbia prodotto i
suoi effetti.
E tutto ciò ha fatto sebbene fosse stato annullato da questa Corte un precedente decreto di
archiviazione nello stesso procedimento, proprio, per violazione del contraddittorio (sentenza
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punto di fondatezza della notizia di reato non vi fosse necessità di alcuna interlocuzione non

n. 8 del 10 gennaio 2014 di questa stessa Sezione) in quanto non risultava espressa alcuna
valutazione, né esplicita né implicita, in ordine alla opposizione avverso la richiesta di
archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero proposta dalle persone offese.
Ancora una volta il Giudice di Pace, a fronte -come si è detto- di una opposizione articolata,
non ha espresso alcuna reale valutazione degli elementi prospettati dalle persone offese,
limitandosi a ritenere solo ininfluente la testimonianza dei due dipendenti delle stesse persone
offese, senza alcun riferimento alle specifiche deduzioni in ordine a tale prova fatte dagli
opponenti.

giudice deve valutare la pertinenza e la rilevanza degli elementi di prova su cui l’opposizione si
fonda, e, quindi, l’idoneità delle prove richieste ad incidere sulle risultanze delle indagini
preliminari, senza effettuare alcun giudizio prognostico sull’esito della investigazione suppletiva
richiesta (Sez. 5, n. 566 del 21/11/2013, Rv. 258667; Sez. 5, n. 7437 del 27/09/2013, Rv.
259511).
2. Erroneamente, peraltro, il Giudice di Pace ritiene inammissibile l’opposizione perché si
limiterebbe a sostenere che nei fatti denunciati siano configurabili reati, “essendo quella una
qualificazione dei fatti di potestà esclusiva del p.m.”.
In tema di opposizione alla richiesta di archiviazione, alla parte offesa deve essere riconosciuta
la facoltà di contrastare la richiesta di archiviazione non solo per il profilo della completezza
delle indagini, ma anche per quello della fondatezza della notizia di reato; ciò comporta che,
laddove non vi sia luogo ad ulteriori accertamenti, le censure dell’opponente possono essere
comunque rivolte al contenuto della richiesta in ordine a quest’ultimo aspétto. Ne consegue
che l’indicazione delle investigazioni suppletive non è conditione necessaria di ammissibilità
dell’opposizione e la mancanza di detto elemento non esaurisce, pertanto, l’onere
motivazionale sull’adozione “de plano” del provvedimento di archiviazione (Sez. 5, n. 13676
del 17/01/2011, Rv. 250161; Sez. 6, n.19039 del 14.1.2003, D’Angiolella, Rv.225248).
3. Il decreto impugnato deve quindi essere annullato senza rinvio e gli atti devono essere
trasmessi al Giudice di Pace di Bolzano per nuovo esame.
P. Q. M.
La Corte annulla senza rinvio il provvedimento impugnato e dispone trasmettersi gli atti al
Giudice di Pace di Bolzano per nuovo esame.
Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2014
consigl’ere estensore

Il presidente

Ai fini dell’ammissibilità dell’opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione, il

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