Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14579 del 15/12/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14579 Anno 2015
Presidente: PALLA STEFANO
Relatore: MICCOLI GRAZIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CATALDO EDUARDO N. IL 11/08/1966
CATALDO ANTONIO N. IL 30/10/1970
CATALDO VINCENZO N. IL 13/03/1976
avverso il decreto n. 8/2014 CORTE APPELLO di TORINO, del
10/04/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GRAZIA MICCOLI;
lette/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 15/12/2014

Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, dott. Paolo CANEVELLI, ha concluso
chiedendo la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO
1. Con il decreto impugnato la Corte di Appello di Torino, in data 10 aprile 2014, ha
confermato il decreto del Tribunale della stessa città con il quale era stata applicata la misura
di prevenzione della sorveglianza speciale a Eduardo Cataldo, Antonio Cataldo e Vincenzo

2.

Hanno proposto ricorso i suddetti soggetti, deducendo la inosservanza ed erronea

applicazione della legge sotto il profilo del requisito della pericolosità sociale, con censure al
sistema delineato dal legislatore in materia di prevenzione, che valorizza anche situazioni che
giustificano meri sospetti, la cui compatibilità con i principi costituzionali e sovranazionali i
ricorrenti affermano di dubitare.

3. Con memoria del 26 giugno 2014 il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ha
chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso

CONSIDERATO IN DIRITTO
I ricorsi sono manifestamente infondati e, di conseguenza, ne va dichiarata l’inammissibilità.

1.

Il ricorso contiene censure di carattere generale al sistema delineato dal legislatore in

materia di prevenzione, mentre non indica motivi specifici di violazione di legge scaturenti dalla
motivazione del provvedimento impugnato.
I deducenti, inoltre, si limitano a contestare genericamente alcune delle circostanze di fatto
valutate nel provvedimento della Corte di Appello, cosicché le relative censure risultano prive
di concretezza e specificità in violazione del disposto di cui all’art. 581 cod. proc. pen.

2. Alla declaratoria di inammissibilità segue, per legge, la condanna dei ricorrenti al pagamento
delle spese processuali e di euro 1000 ciascuno in favore della Cassa delle Ammende.

P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti ciascuno al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1000 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 15 dicembre 2014
Il consigliere estensore

Il Presidente

Cataldo.

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