Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14570 del 25/11/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14570 Anno 2015
Presidente: OLDI PAOLO
Relatore: PEZZULLO ROSA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
NACCHIO ROBERTO N. IL 26/02/1976 parte offesa nel procedimento
CORDIANO IMMACOLATA N. IL 08/12/1978 parte offesa nel
procedimento
c/
APICELLA VINCENZO N. IL 15/07/1970
avverso il decreto n. 226/2013 GIUDICE DI PACE di NOCERA
INFERIORE, del 06/11/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ROSA PEZZULLO;
lett sen

dit i difensor Avv.;

Data Udienza: 25/11/2014

RITENUTO IN FATTO
1.Con decreto in data 6.11.2013 il Giudice di Pace dì Nocera Inferiore, in
funzione di giudice per le indagini preliminari, disponeva l’archiviazione del
procedimento nei confronti di Apicella Vincenzo per i reati di cui agli artt. 581 e
635 c.p., ritenendo il fatto di particolare tenuità su conforme richiesta del
P.M..
2. Avverso tale decreto le persone offese, Nacchio Roberto e Cordìano
Immacolata, a mezzo del loro difensore di fiducia, hanno proposto ciascuna

-con il primo motivo la nullità del provvedimento in questione, in quanto
emesso senza motivare in merito alla presunta tenuità del fatto ed alla
mancanza di interesse in capo alla p.o. alla prosecuzione del processo; nel caso
di specie il giudice di Pace ha utilizzato per l’archiviazione un modulo
prestampato, omettendo del tutto la motivazione in merito all’art. 34 D.Igvo n.
274/2000; d’altra parte, la p.o. non poteva che avere interesse a perseguire
coloro che l’avevano aggredito procurandogli lesioni;
-con il secondo motivo, l’inesistenza del decreto di archiviazione, ma ancor
prima della richiesta di archiviazione, atteso che essi difettano di certezza in
ordine alla loro provenienza ed al momento del deposito.
3.Apicella Vincenzo, a mezzo del proprio difensore, ha depositato memoria, con
la quale ha dedotto l’inammissibilità dei ricorsi, siccome proposti oltre il termine
previsto dall’art. 485 c.p.p. e, comunque, perché le parti offese non avevano
chiesto dì essere avvisate.
4. Il procuratore generale in sede ha depositato requisitoria scritta,
concludendo per l’annullamento del decreto e la trasmissione degli atti
all’Ufficio del Giudice di Pace di Nocera Inferiore.
CONSIDERATO IN DIRITTO
I ricorsi sono inammissibili.
1. Ed invero anche avverso l’archiviazione disposta dal Giudice di Pace si
applica il disposto di cuì all’art. 409/6 c.p.p., a termini del quale è ammesso
ricorso per cassazione solo nei casi di nullità previsti dall’art. 127/5 c.p.p. per
violazione del contraddittorio, con la precisazione, tuttavia, che nel
procedimento innanzi al Giudice di Pace, non essendo prevista, a differenza di
quanto disposto dall’art. 410 cod. proc. pen., la celebrazione di un’udienza
camerale, la costituzione del contraddittorio è solo cartolare, con l’obbligo per
il giudice di esaminare e valutare, nell’eventuale provvedimento
di archiviazione,

la

fondatezza

dell’atto

di

opposizione.

(Sez. 4, n. 1558 del 28/11/2013, Rv. 259083). Il rimedio del ricorso per

1

ricorso per cassazione affidato a due motivi, lamentando:

cassazione, tuttavia, è previsto sempre che il denunciante abbia dichiarato di
volere essere informato dell’eventuale archiviazione, argomentando dal tenore
del secondo comma, dell’art. 17 D.Lgvo n. 274/2000, richiesta questa che non
pare essere stata avanzata dalle parti offese, anche sulla base di quanto è dato
evincere dal contenuto della denuncia dai medesimi sporta, così come
testualmente riportata in ricorso. In assenza, di tale richiesta di informazione
vanno richiamati i principi espressi da questa Corte, secondo cui è
inammissibile il ricorso per cassazione – avverso il decreto di archiviazione –

408 cod. proc. pen. e che non abbia proposto opposizione alla richiesta di
archiviazione formulata dal P.M. (Sez. 6, n. 1416 del 22/03/2000,
Rv. 217079).
In ogni caso, deve rilevarsi come i ricorrenti adducono nella fattispecie in
esame vizi motivazionali del provvedimento impugnato, che, neppure
nell’ipotesi in cui risultasse violato il contraddittorio per l’omesso avviso della
richiesta di archiviazione alla persona offesa che abbia chiesto di essere
informata, sarebbero ammissibili. Ed invero, così come ripetutamente
evidenziato da questa Corte è inammissibile il ricorso per cassazione proposto
avverso il provvedimento di archiviazione per vizi di motivazione, che non si
risolvano in violazioni del contraddittorio, ovvero per “errores in iudicando”,
fondati su una diversa interpretazione della legge sostanziale (Sez. 1, n. 9440
del 03/02/2010 Rv. 246779).
2. Per quanto concerne, poi, il secondo motivo dì ricorso, del pari esso è
manifestamente infondato, atteso che la giuridica esistenza di un atto
giurisdizionale non dipende dalla presenza, sul documento che lo contiene, del
sigillo dell’ufficio, ma dalla sua effettiva provenienza dal soggetto legittimato ad
adottarlo, nel rispetto delle regole che presiedono alla sua regolare
emanazione, ragion per cui, l’assenza di timbratura dell’atto, emesso
dall’autorità giudiziaria legislativamente qualificata ad assumerlo, non ne inficia
la regolarità sostanziale, ma si risolve in una mera irregolarità, priva di
conseguenze e sanabile mediante integrazione da parte dell’organo da cui il
documento promana (Sez. 2, n. 26015 del 04/05/2001, Rv. 219903).
4. Segue alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi proposti la condanna di
ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della
somma – ritenuta congrua – di Euro 500,00 in favore della Cassa delle
Ammende, trovandosi í ricorrenti in colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità.
p.q.m.

2

proposto dalla persona offesa che non abbia chiesto di essere avvisata ex art.

dichiara inammissibili i ricorsi e condanna ciascun ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 500,00 in favore della cassa delle
ammende.

Così deciso il 25.11.2014

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