Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14556 del 05/12/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14556 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: GUARDIANO ALFREDO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Procuratore Generale presso la corte di appello di Salerno avverso
la sentenza pronunciata in data 8.11.2013 dal giudice di pace di
Nocera Inferiore nei confronti di Tortora Gennaro, nato a Pagani il
29.4.1987;
visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere dott. Alfredo Guardiano;
udito il pubblico ministero nella persona del sostituto procuratore
generale dott. Giuseppe Corasaniti, che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso, con conseguente annullamento con
rinvio dell’impugnata sentenza.

Data Udienza: 05/12/2014

FATTO E DIRITTO

Con sentenza pronunciata 1’8.11.2013 il giudice di pace di Nocera
Inferiore dichiarava non doversi procedere per essere il reato
estinto per remissione tacita di querela in favore di Tortora

commesso in danno di Bruno Angela.
2.

Avverso tale decisione, di cui chiede l’annullamento, ha

proposto tempestivo ricorso per cassazione il procuratore
generale presso la corte di appello di Salerno, lamentando
violazione di legge in relazione all’art. 152, co. 2, c.p.p., in quanto
nel procedimento instaurato innanzi al giudice di pace ai sensi
dell’art. 20, d. Igs. n. 274 del 2000, la mancata comparizione del
querelante, pur previamente avvisato che la sua assenza sarebbe
stata concludente, nel senso che sarebbe stata interpretata come
una forma di remissione tacita della querela presentata, non
integra, in realtà, un caso di remissione tacita di querela.
3. Il ricorso è fondato e va accolto.
Ed invero, come è noto, da tempo la Suprema Corte, nella sua
espressione più autorevole, ha affermato il principio secondo cui
nel procedimento davanti al giudice di pace instaurato a seguito di
citazione disposta dal pubblico ministero ex art. 20 d.lgs. n. 274
del 2000, la mancata comparizione in udienza del querelante, pur
previamente avvisato che la sua assenza sarebbe stata ritenuta
concludente nel senso della remissione tacita della querela, al di
fuori dell’ipotesi prevista dagli artt. 21, 28 e 30 del menzionato
d.lgs. n. 274 del 2000, non costituisce fatto incompatibile con la
volontà di persistere nella stessa, sì da integrare la remissione
tacita, ai sensi dell’art. 152, comma secondo, c.p., orientamento

2

Gennaro , imputato del reato di cui all’art. 595, co. 1 e 2, c.p.

incontrastato, che, sul punto, costituisce ormai “diritto vivente”
(cfr. Cass., sez. u., 30.10.2008, n. 46088, p.m. in proc. Viele, rv.
241357; Cass., sez. VI, 25.2.2010, n. 11142, p.g. in proc.
Lombardi, rv. 247014; Cass., sez. II, 29.10.2009, n. 44709, p.g.
in proc. Santomaggio, rv. 245632).

Inferiore, che, nel provvedimento oggetto di ricorso, ha
pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti
dell’imputato, ritenendo intervenuta la remissione tacita di querela
da parte della persona offesa, in base alla circostanza che
quest’ultima non era presente all’udienza dell’8.11.2013, pur
essendo stata resa edotta dallo stesso giudice, mediante notifica
del verbale della precedente udienza del 6.2.2013, che la sua
assenza alla successiva udienza dell’8.11.2013 sarebbe stata
considerata come tacita remissione di querela, senza considerare
che il giudizio a carico del Tortora si era incardinato innanzi al
suddetto giudice al di fuori dell’ipotesi di ricorso immediato al
giudice prevista dagli artt. 21, 28 e 30 del menzionato d.lgs. n.
274 del 2000.
4. Sulla base delle svolte considerazioni il ricorso proposto dal
procuratore generale presso la corte di appello di Salerno va,
dunque, accolto, disponendosi l’annullamento dell’impugnata
sentenza con rinvio per nuovo esame al giudice di pace di Nocera
Inferiore.
P.Q.M.
annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame al
giudice di pace di Nocera Inferiore.
Così deciso in Roma il 5.12.2014.

A tali principi non si è adeguato il giudice di pace di Nocera

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