Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14479 del 10/03/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14479 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: DIOTALLEVI GIOVANNI

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SIMONELLI MARCO N. IL 14/04/1988
avverso la sentenza n. 2981/2012 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 06/06/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIOVANNI
DIOTALLEVI;

Data Udienza: 10/03/2015

Considerato che:
Simonelli Marco ricorre avverso la sentenza, in data 6

2014,

con cui è stata confermata la condanna
della Corte d’appello di R’alermo,
l
per il reato di ricettazione, e, chiedendone l’annullamento, osserva che,
è carente la motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza di
elementi in base ai quali affermare la sua responsabilità e ad escludere
la concessione dell’attenuante di cui all’art. 62 bis. c.p. e a motivare
i criteri di dosimetria dela pena;

lett. c), in relazione all’art 591 lett. c) c.p.p., a fronte delle
motivazioni svolte dal giudice d’appello, che non risultano viziate da
illogicità, visto il corretto riferimento alle dichiarazioni della p.o.
criticamente valutate; e alla sicura provenienza d elittuosa del mezzo,
all’assenza di qualsiasi giudtificfazione del possesso, ai precedenti del
ricorrente;
questa corte ha stabilito che “La

mancanza

nell’atto

di

impugnazione dei requisiti prescritti dall’art. 581 cod. proc. pen.
– compreso quello della specificità dei motivi- rende l’atto medesimo
inidoneo ad introdurre il nuovo grado di giudizio ed a produrre,
quindi, quegli effetti cui si ricollega la possibilità di emettere
una pronuncia diversa dalla dichiarazione di inammissibilità”. (Cass.
pen., sez 1, 22.4.97, Pace, 207648).
In ogni caso nel ricorso si prospettano esclusivamente valutazioni
di elementi di fatto, divergenti da quelle cui è pervenuto il giudice
d’appello con motivazioni congrue ed esaustive, previo specifico esame
degli argomenti difensivi attualmente riproposti;
Le valutazioni di merito sono insindacabili nel giudizio di
legittimità, quando il metodo di valutazione delle prove sia conforme ai
principi giurisprudenziali e l’argomentare scevro da vizi logici, come
nel caso di specie. (Cass. pen. sez. un., 24 novembre 1999, Spina,
214794);
Uniformandosi a tale orientamento che il Collegio condivide, va
dichiarata inammissibile l’impugnazione;
Ne consegue, per il disposto dell’art. 616 c.p.p., la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento, in
favore della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili
di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in E
1000;

il ricorso è privo della specificità, prescritta dall’art. 581,

PQM
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di Euro 1000 in favore della Cassa
delle ammende.

Roma, 10 mato 015

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