Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14426 del 06/03/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14426 Anno 2015
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MANCA ANDREA N. IL 19/03/1971
avverso l’ordinanza n. 690/2012 CORTE APPELLO di CAGLIARI, del
20/09/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 06/03/2015

RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di Appello di Cagliari, con ordinanza del 20 settembre 2012,
ha dichiarato l’inammissibilità dell’appello proposto nell’interesse di Manca

il delitto di lesioni personali aggravate.
2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a
mezzo del proprio difensore, lamentando una motivazione illogica per la mancata
concessione delle attenuanti generiche.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile.
2. Questa Corte, infatti, affrontando la problematica della identificazione
dei requisiti minimi che l’atto di impugnazione deve presentare per superare il
preliminare scrutinio di ammissibilità, e segnatamente del tasso di
determinatezza dei motivi, a tal fine, necessario, ha avuto modo di evidenziare
che la verifica deve essere volta ad accertare la presenza, in concreto, dei
connotati della “chiarezza” e “specificità”, in rapporto ai principi della domanda,
della devoluzione e del diritto di difesa, il cui rispetto quei criteri mirano a
presidiare, sì che la “forma dell’impugnazione” ne soddisfi anche la “sostanza”.
In tale prospettiva è stato opportunamente precisato che la valutazione
del contenuto dell’atto di impugnazione non può prescindere dalla considerazione
che, da un lato, esso debba perimetrare l’esatto tema devoluto, così da
permettere al Giudice ad quem di individuare il contenuto e la ratio essendi dei
rilievi proposti, ed esercitare, quindi, il proprio sindacato; dall’altro, e di riflesso,
debba essere tale da consentire agli eventuali “controinteressati” di
adeguatamente resistere alla domanda di gravame e alla portata demolitoria che
il suo eventuale accoglimento avrebbe rispetto alla decisione impugnata, in
ipotesi per essi favorevole (v. Cass. Sez. IV 30 settembre 2008 n. 40243).
In fatto, questa volta, la mera lettura dell’atto d’impugnazione oggetto del
presente giudizio di legittimità permette di chiarire immediatamente, con ciò
determinando il giudizio d’inammissibilità, come l’appellante non abbia affatto, in

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Andrea avverso la sentenza del Tribunale di Oristano che l’aveva condannato per

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maniera chiara e specifica, indicato i motivi di doglianza da proporre per ottenere
la riforma della sentenza del primo grado.
Anche la richiesta di concessione delle attenuanti generiche non può
limitarsi ad una non specifica richiesta e in ogni caso nell’impugnata decisione si
da del pari conto della mancata concessione delle suddette attenuanti.
3. Il ricorso va, in definitiva, dichiarato inammissibile e il ricorrente

favore della Cassa delle Ammende.
P.T.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 6 marzo 2015.

condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in

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