Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14416 del 06/03/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14416 Anno 2015
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DAROSI UMBERTO N. IL 23/03/1960
avverso la sentenza n. 2499/2012 CORTE APPELLO di MILANO, del
05/11/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 06/03/2015

RITENUTO IN FATTO
1. La Corte di Appello di Milano, con ordinanza del 5 novembre 2012, ha
dichiarato l’inammissibilità, per genericità dei motivi, dell’appello proposto da
Darosi Umberto avverso la sentenza del Tribunale di Monza del 1 dicembre 2012,

2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, a
mezzo del proprio difensore, lamentando quale unico motivo, una motivazione
illogica per essere, al contrario, l’impugnazione pienamente ammissibile, ai sensi
dell’articolo 581 cod.proc.pen..

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile.
Questa Corte, infatti, affrontando la problematica della identificazione dei
requisiti minimi che l’atto di impugnazione deve presentare per superare il
preliminare scrutinio” di ammissibilità, e segnatamente del tasso di
determinatezza dei motivi, a tal fine, necessario, ha avuto modo di evidenziare
che la verifica deve essere volta ad accertare la presenza, in concreto, dei
connotati della “chiarezza” e “specificità”, in rapporto ai principi della domanda,
della devoluzione e del diritto di difesa, il cui rispetto quei criteri mirano a
presidiare, sì che la “forma dell’impugnazione” ne soddisfi anche la “sostanza”.
In tale prospettiva è stato opportunamente precisato che la valutazione
del contenuto dell’atto di impugnazione non può prescindere dalla considerazione
che, da un lato, esso debba perimetrare l’esatto tema devoluto, così da
permettere al Giudice ad quem di individuare il contenuto e la ratio essendi dei
rilievi proposti, ed esercitare, quindi, il proprio sindacato; dall’altro, e di riflesso,
debba essere tale da consentire agli eventuali “controinteressati” di
adeguatamente resistere alla domanda di gravame e alla portata dernolitoria che
il suo eventuale accoglimento avrebbe rispetto alla decisione impugnata, in
ipotesi per essi favorevole (v. Cass. Sez. IV 30 settembre 2008 n. 40243).
In fatto, questa volta, la mera lettura dell’atto d’impugnazione oggetto del
presente giudizio di legittimità permette di chiarire immediatamente, con ciò
determinando il giudizio d’inammissibilità, come l’appellante non abbia affatto, in
1

con la quale era stato condannato per il delitto di bancarotta fraudolenta.

maniera chiara e specifica, indicato i motivi di doglianza da proporre per ottenere
la riforma della sentenza del primo grado.
Analogamente del tutto generico è il ricorso presentato avanti questa
Corte di legittimità.
2. Il ricorso va, in definitiva, dichiarato inammissibile e il ricorrente
condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in

P.T.M.
La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 6 marzo 2015.

favore della Cassa delle Ammende.

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