Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14359 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14359 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CORTESI IVAN N. IL 01/01/1980
avverso la sentenza n. 393/2014 GIP TRIBUNALE di VERBANIA, del
21/05/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 06/02/2015

a

Cortesi Ivan ricorre avverso la sentenza 21.5.14, emessa dal G.i.p. del Tribunale di Verbania ai
sensi degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata, per il reato di furto aggravato in
abitazione, concesse attenuanti generiche equivalenti e ritenuta la continuazione con il reato
giudicato con sentenza (irr.le) 17.10.13 del Tribunale Novara, la pena di anni uno, mesi sei di
reclusione ed € 600,00 di multa.

comma 1, lett.b) c.p.p. per mancata valutazione della congruità della pena come concordata tra le
parti, in considerazione della tenuità sia dei fatti che della lesione patita dal bene giuridico tutelato.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art. 129 c.p.p.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 6 febbraio 2015

Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

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