Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14355 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14355 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SCAGLIOSO ANTONIO N. IL 07/04/1975
avverso la sentenza n. 3371/2013 TRIBUNALE di BARI, del
13/09/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 06/02/2015

RITENUTO IN FATTO
– che con l’impugnata sentenza, pronunciata ai sensi dell’articolo 444
cod.proc.pen., venne applicata a Scaglioso Antonio, per il reato di violazione

Accusa nella misura di mesi otto di reclusione;
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione
l’imputato, a mezzo del proprio difensore, denunciando una carenza di
motivazione in ordine alla affermazione della penale responsabilità.

CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso va dichiarato inammissibile, in quanto si dà espressamente
atto, nell’impugnata sentenza, della ritenuta sussistenza delle condizioni tutte,
positive e negative, previste dall’articolo 444 cod.proc.pen. per l’applicazione
della pena su richiesta, ivi compresa quella costituita dalla mancanza dei
presupposti per darsi luogo a pronuncia assolutoria ai sensi dell’articolo 129
cod.proc.pen., come pure quella costituita dalla ritenuta congruità della pena
proposta dallo stesso odierno ricorrente; e ciò, in difetto di elementi, ricavabili
dal testo della medesima sentenza, dai quali possa invece desumersi l’assenza di
alcuna delle condizioni anzidette, basta ad escludere ogni violazione di legge e a
soddisfare le esigenze di motivazione proprie delle pronunce del genere di quella
impugnata (v. Cass. Sez. IV 13 luglio 2006 n. 34494 e Sez. I 10 gennaio 2007 n.
4688);
– né, d’altra parte, risulta indicata, nel ricorso, alcuna specifica ragione di
diritto per la quale, nella specie, l’articolo 129 cod.proc.pen. avrebbe dovuto
trovare applicazione ovvero l’accordo raggiunto fra le parti (e non modificabile in
alcun modo dal Giudice) sarebbe stato da respingere anche per eccessività della
pena (peraltro, all’evidenza, tutt’altro che esorbitante dalla media); il che, in
linea con il consolidato orientamento di questa Corte, costituisce appunto causa
di inammissibilità del gravame (v. Cass. Sez. IV 11 maggio 1992 n. 7768 e Sez.
H 21 maggio 2003 n. 27930);
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di
cui all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che
1

degli obblighi della sorveglianza speciale la pena concordata con la Pubblica

valgano ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta
sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende;

P. T. M.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al

della Cassa delle Ammende.

Così deciso il 6 febbraio 2015.

pagamento delle spese del processuali e della somma di euro 1.500,00 in favore

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