Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14300 del 06/02/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 14300 Anno 2015
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
RONZITTI ANTONIO N. IL 12/09/1977
avverso la sentenza n. 88/2011 CORTE APPELLO di CAMPOBASSO,
del 04/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 06/02/2015

Ronzitti Antonio ricorre avverso la sentenza 4.3.14 della Corte di appello di Campobasso con la
quale, in riforma di quella in data 10.5.10 del Tribunale di Larino-sezione di Termoli, concesse
attenuanti generiche prevalenti, con la già ritenuta continuazione tra i reati di violenza privata,
lesioni personali e danneggiamento, è stata rideterminata la pena in mesi nove di reclusione.
Deduce il ricorrente violazione dell’art.606, comma 1, lett.b) ed e) c.p.p., per non avere il giudice di

Cimini Daniela rimesso la querela e revocato la costituzione di parte civile comportava
l’inutilizzabilità degli atti dalla stessa prodotti con la stessa costituzione, cioè la documentazione
fotografica attestante i danni riportati dalla propria autovettura, con riferimento ai quali peraltro la
Cimini, in sede testimoniale, nulla aveva riferito e comunque non era configurabile la contestata
aggravante, per cui il reato doveva ritenersi estinto per remissione di querela.
Quanto alla violenza privata, la stessa p.o. aveva precisato di essere stata sì inseguita allorchè era
alla guida della propria autovettura, ma di essere riuscita a raggiungere la propria abitazione, per cui
non era configurabile il reato di cui all’art.610 c.p.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Con motivazione del tutto congrua ed immune dai lamentati profili di illegittimità, la Corte
molisana ha evidenziato come la responsabilità del Ronzitti riposi sulle dichiarazioni della p.o. — la
cui attendibilità non è sostanzialmente contestata – , secondo cui l’imputato aveva dato luogo ad un
vero e proprio inseguimento nelle vie del centro cittadino, fino a posizionarsi, con la propria vettura,
di traverso rispetto a quella condotta dalla p.o. Cimini che si era data alla fuga.
Tale comportamento, legittimamente è stato ritenuto integrare il reato di cui all’art.6 10 c.p., tanto
che la Cimini, in seguito proprio alla spericolata manovra del Ronzitti, si era dovuta arrestare per
non causare un incidente e solo riuscendo ad innestare prontamente la retromarcia si era potuta
sottrarre — hanno precisato i giudici di secondo grado — alla violenza dell’ex fidanzato, il quale
aveva però continuato l’inseguimento tentando di far uscire di strada la vettura della Cimini,
tamponandola da tergo e causandole i danni di cui alla documentazione fotografica allegata all’atto

appello motivato in ordine al reato di danneggiamento aggravato, senza considerare che l’avere

di costituzione di parte civile, documentazione pienamente utilizzabile a nulla rilevando ovviameIte
l’intervenuta revoca di detta costituzione.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese proceSsuali
della somma di C 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 6 febbraio 2015

P.Q.M.

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