Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14255 del 17/03/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 14255 Anno 2015
Presidente: SQUASSONI CLAUDIA
Relatore: RAMACCI LUCA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
POTESTA’ ENRICO N. IL 18/10/1986
avverso la sentenza n. 1341/2009 CORTE APPELLO di ROMA, del
21/11/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/03/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCA RAMACCI
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott5 .-rk,‘
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 17/03/2015

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte di appello di Roma, con sentenza del 21/11/2012 ha confermato
la decisione con la quale, in data 15/7/2008, il Giudice dell’udienza preliminare
del Tribunale di Civitavecchia aveva riconosciuto Enrico POTESTÀ responsabile
del reato di cui all’art. 73 d.P.R. 309\90, per l’illecita detenzione, a fine di spaccio,

Avverso tale pronuncia il predetto propone ricorso per cassazione tramite il
proprio difensore di fiducia.

2. Con un unico motivo di ricorso deduce il vizio di motivazione, lamentando
che la Corte territoriale avrebbe confermato la sentenza di primo grado senza
esaminare tutti gli elementi a sua disposizione, considerando alcuni dati fattuali
ritenuti sintomatici della destinazione dello stupefacente alla cessione a terzi, ma
trascurando di valutare l’assenza di comportamenti tipici di una cessione
avvenuta o imminente ed il mancato rinvenimento di strumenti per il
confezionamento ed il taglio della sostanza caduta in sequestro.
Aggiunge che, in assenza di consulenza tossicologica e, quindi, ignorandosi
la quantità di principio attivo e le dosi ricavabili, non assumerebbe rilievo la
circostanza che lo stupefacente fosse custodito in più involucri e che, inoltre, i
giudici del gravame avrebbero omesso di considerare il suo stato di
tossicodipendenza, che giustificherebbe il rinvenimento, da parte della polizia
giudiziaria, nella vettura dove egli si trovava unitamente ad altre persone, di
tracce di polvere bianca.
Insiste, pertanto, per l’accoglimento del ricorso.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile.
La Corte di appello, nel richiamare le conclusioni del primo giudice, il quale
aveva valorizzato le modalità di custodia e suddivisione dello stupefacente, ha
ritenuto significativa, al fine di escludere una destinazione della sostanza ad un
uso esclusivamente personale per più giorni, la circostanza che l’imputato lo
avesse tutto con sé e non lo avesse invece lasciato, almeno in parte, presso la
propria abitazione, come sarebbe stato logico.
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di gr. 14,5 lordi di cocaina, suddivisa in 10 involucri (in Ladispoli, il 16/10/2007).

Altrettanto significativa è ritenuta, dai giudici del gravame, la presenza,
nell’automobile ove si trovava anche il ricorrente, di altre persone note come
consumatori di stupefacenti e la presenza di tracce di polvere bianca sul
pavimento della vettura.
Tale evenienze, secondo la Corte del merito, rendevano superfluo
l’espletamento di accertamenti peritali sullo stupefacente, la cui necessità era
stata già esclusa dal primo giudice.

della decisione impugnata appaiono giuridicamente corrette e sostenute da
adeguata motivazione.
Va a tale proposito ricordato, in conformità con i condivisibili principi fissati
dalla giurisprudenza di questa Corte, richiamati anche in ricorso, che
effettivamente il dato relativo alla quantità di stupefacente detenuto non
consente, di per sé, di poter ritenere che la sostanza sia destinata ad uso non
esclusivamente personale, essendo richiesto, nei casi in cui il solo dato ponderale
non sia tale da giustificare inequivocabilmente la destinazione, che il giudice
valuti anche le modalità di presentazione, il peso lordo complessivo, il
confezionamento eventualmente frazionato ed ogni altra circostanza dell’azione
che possa risultare significativa (Sez. 3, n. 46610 del 9/10/2014, P.G. in proc.
Salaman, Rv. 260991; Sez. 6, n. 39977 del 19/9/2013, Tayb, Rv. 256611; Sez. 6,
n. 12146 del 12/2/2009, P.M. in proc. Delugan, Rv. 242923; Sez. 6, n. 48434 del
20/11/2008, P.G. in proc. Puleo, Rv. 242139; Sez. 4, n. 16373 del 17/12/2007
(dep. 2008), Pagliaro, Rv. 239962; Sez. 4, n. 31103 del 16/4/2008, P.M. in proc.
Perna, Rv. 242110; Sez. 6, n. 39017 del 18/09/2008, RG. in proc. Casadei, Rv.
241405; Sez. 6, n. 17899 del 29/01/2008, RM. in proc. Cortucci, Rv. 239932).
La espressa tipizzazione di alcuni elementi sintomatici dell’illecita detenzione
nella disposizione normativa è, tuttavia, meramente esemplificativa, come si
rileva chiaramente dall’espresso riferimento alle «altre circostanze dell’azione»,
che consente al giudice di apprezzare in concreto la destinazione dello
stupefacente.
Come già si è avuto modo di osservare, tale accertamento, da effettuarsi
ogni qualvolta la condotta non appaia indicativa della immediatezza del
consumo, viene effettuato dal giudice di merito considerando tutte le circostanze
oggettive e soggettive del fatto, secondo parametri di apprezzamento sindacabili
in sede di legittimità soltanto sotto il profilo della mancanza o della manifesta
illogicità della motivazione (Sez. 6, n. 44419 del 13/11/2008, Perrone, Rv.
241604; Sez. 4, n. 28785 del 12/6/2002, Biscardi, Rv. 221814; Sez. 6, n. 6282 del
19/4/2000, D’Incontro, Rv. 216315; Sez. 4, n. 2298 del 3/2/1998, Calamanti V ed

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2. Date tali premesse, deve rilevarsi che le argomentazioni poste a sostegno

altri, Rv. 210397).

3. Nella fattispecie, il quantitativo lordo di stupefacente, le modalità di
confezionamento e di rinvenimento, il trasporto dell’intero quantitativo
all’esterno dell’abitazione sono elementi di fatto che appaiono valutati senza
alcun cedimento logico o manifesta contraddizione da parte dei giudici del
gravame e che, per tali ragioni, restano sottratti al giudizio di legittimità.
Essi costituiscono effettivamente, nel loro complesso, quell’insieme di

destinazione della droga ad un uso strettamente personale.
Va poi ricordato che, secondo la giurisprudenza di questa Corte, in sede di
legittimità non può muoversi censura ad una sentenza che, pur non prendendo
espressamente in esame una deduzione prospettata con l’atto di impugnazione,
evidenzi comunque una ricostruzione dei fatti che implicitamente, ma in maniera
adeguata e logica, ne comporti il rigetto (Sez. 2, n. 1405 del 10/12/2013 (dep.
2014), Cento e altri, Rv. 259643; Sez. 5, n. 607 del 14/11/2013 (dep.2014),
Maravalli, Rv. 258679; Sez. 2, n. 33577 del 26/5/2009, Bevilacqua e altro, Rv.
245238; Sez. 2, n. 29434 del 19/5/2004, Candiano ed altri, Rv. 229220).
Di tali principi, che il Collegio condivide e dai quali non intende discostarsi, la
Corte territoriale ha fatto buon uso, come emerge chiaramente dal tenore della
motivazione, che esclude la possibilità di una ricostruzione alternativa degli
eventi.

4. Parimenti corretta risulta, ad avviso del Collegio, la ritenuta superfluità, ai
fini del giudizio di merito, di una perizia sulla sostanza sequestrata.
Si è infatti escluso che, per stabilire l’effettiva natura stupefacente di una
sostanza, sia necessario ricorrere ad una perizia tossicologica, ben potendo
sopperire altri elementi di prova, quali le dichiarazioni testimoniali e gli
accertamenti di polizia (Sez. 4, n. 22238 del 29/1/2014, Feola e altri, Rv. 259157;
Sez. 6, n. 43226 del 26/9/2013, Hu, Rv. 257462; Sez. 4, n. 4817 del 20/11/2003
(dep. 2004), De Lorenzo ed altri, Rv. 229364)
La sentenza impugnata risulta, pertanto, pienamente idonea a superare il
vaglio di legittimità cui è stata sottoposta.

5. Il ricorso, conseguentemente, deve essere dichiarato inammissibile e alla
declaratoria di inammissibilità – non potendosi escludere che essa sia ascrivibile
a colpa del ricorrente (Corte Cost. 7-13 giugno 2000, n. 186) – consegue l’onere
delle spese del procedimento, nonché quello del versamento, in favore della
Cassa delle ammende, della somma, equitativamente fissata, di euro 1.000,00

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parametri normativi di sicuro rilievo che la legge richiede per escludere la

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento e della somma di euro 1.000,00 (mille) in favore della
Cassa delle ammende

Così deciso in data 17.3.2015

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