Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14223 del 09/03/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 14223 Anno 2015
Presidente: LOMBARDI ALFREDO MARIA
Relatore: DE MARZO GIUSEPPE

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PICCHIRALLO ALFONSO N. IL 11/10/1959
avverso la sentenza n. 8/2013 TRIBUNALE di VICENZA, del
12/03/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 09/03/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GIUSEPPE DE MARZO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per ,,ft ‘
4A-A”g-

U ito, per la parte civile, l’Avv
Udiddifensmi Avv.
9
clult ‘ 94.u,
»

2 Qo

vt • ~_e_.

,

Ch,J, AZ- (1,9
iQ .

ttA

eli

Data Udienza: 09/03/2015

Ritenuto in fatto
1. Per quanto ancora rileva, con sentenza del 12/03/2014 il Tribunale di Vicenza
ha confermato l’affermazione di responsabilità di Alfonso Picchiralio in relazione
al reato di cui all’art. 594, commi primo e quarto, cod. pen., commesso in danno
di Maurizio Motta, all’epoca dei fatti presidente della cooperativa Newcoop, al
quale il primo, nel corso di un’assemblea sociale, aveva rivolto le seguenti
espressioni: “Motta è un bugiardo; ha rubato trentamila euro; rubando i soldi
della Newcoop si è comperato un’autovettura da trentasettemila euro, anziché

2. Il Picchirallo ha personalmente proposto ricorso per cassazione, affidato ai
seguenti motivi.
2.1. Con il primo motivo, si lamenta erronea applicazione dell’art. 51 cod. pen.,
in relazione all’art. 21 Cost., sottolineando che egli aveva espresso le proprie
critiche all’interno di un contesto societario, fondando le proprie affermazioni su
un documento attestante il prelievo, da parte del Motta, in assenza di un vaglio
del consiglio di amministrazione, di somme dal conto corrente della cooperativa,
senza che l’esistenza di un previo prestito da parte della famiglia Motta alla
cooperativa stessa rappresentasse un elemento di fatto conosciuto:
l’infondatezza della contestazione mossa al Motta sarebbe emersa molto tempo
dopo, a seguito di apposita consulenza tecnica disposta nell’ambito di altra
controversia giudiziaria.
2.2. Con il secondo motivo, si lamentano vizi motivazionali, in relazione al
mancato riconoscimento della scriminante del diritto di critica, tenuto conto del
fatto che l’attribuzione al Motta di un fatto determinato contrastava con la
mancata contestazione della circostanza aggravante di cui al comma terzo
dell’art. 594 cod. pen. e che nessun fondamento obiettivo aveva la ritenuta
conoscenza, da parte dell’imputato, della falsità di quanto affermato.
2.3. Con il terzo motivo, si lamentano vizi motivazionali in relazione alla
sussistenza dell’elemento soggettivo del reato contestato, ancora una volta
ribadendo che l’esistenza di un prestito da parte della famiglia Motta alla
cooperativa era sconosciuta e che era opinione comune che comunque il prelievo
avrebbe dovuto essere assistito da un’autorizzazione del consiglio di
amministrazione.
2.4. Con il quarto motivo, si lamentano vizi motivazionali, in relazione alla
determinazione della pena, esorbitante dai limiti edittali e comunque non
accompagnata da un adeguato discorso giustificativo.
2.5. Con il quinto motivo, si lamentano vizi motivazionali in relazione alla
valutazione delle deposizioni dei testi Boro ed Angotra: con riferimento al primo,
si osserva che il Tribunale non ha spiegato le ragioni per le quali ha ignorato le
1

lavorare sta sempre con le mani in tasca…”.

parti della deposizione favorevoli all’imputato; con riguardo alla Angotra, si rileva
che il giudice di appello ha ridotto al rango di mera valutazione l’apporto della
teste, la quale aveva escluso che l’imputato avesse offeso il Motta, trascurando
di considerare il significato di tali affermazioni al fine di apprezzare il comune
sentire e la percezione dei fatti da parte dei presenti.
2.6. Con il sesto motivo, si lamentano vizi motivazionali, in relazione alla
richiesta sospensione condizionale della pena.
2.7. Con il settimo motivo, si lamentano vizi motivazionali in relazione alla

considerazione del danno morale, ma anche su profili, quali la revoca dalla carica
di amministratore subita dal Motta, la quale, per un verso, era estranea alla
condotta contestata, correlandosi piuttosto alla decisione dell’assemblea, e, per
altro verso, promanava da un’assemblea viziata per un difetto di regolarità nella
convocazione.
2.8. Con l’ottavo motivo, si sottolinea l’intervenuta estinzione per prescrizione

del reato.
Considerato in diritto

1. In difetto di evidenti cause di inammissibilità del ricorso, va rilevato che, come
sottolineato nell’ottavo motivo di ricorso, il 17/04/2014, successivamente alla
sentenza di secondo grado, il reato contestato si è estinto per prescrizione, con
la conseguenza che, agli effetti penali, la sentenza impugnata va annullata senza
rinvio.
Da tale pronuncia discende l’assorbimento del quarto e del sesto motivo di
ricorso che investono il trattamento sanzionatorio.
E, tuttavia, in presenza della richiesta risarcitoria avanzata dalla parte civile,
occorre esaminare i restanti motivi, ai sensi dell’art. 578 cod. proc. pen.
2. I primi tre motivi e il quinto motivo di ricorso, esaminabili congiuntamente per
la loro stretta connessione logica, sono infondati.

Muovendo dalle censure sviluppate nel quinto motivo, che hanno priorità logica
in quanto investono la ricostruzione dei fatti operata dal giudice d’appello,
osserva la Corte che non è dato cogliere alcuna manifesta illogicità nel percorso
argomentativo del Tribunale, che, per un verso, non ha attribuito rilevanza alle
valutazioni espresse dalla testimone Angotra, quanto al fatto che l’imputato non
avesse offeso il Motta, essendo rimesso evidentemente al giudice, al di là delle
soggettive interpretazioni dei testi, apprezzare il significato offensivo delle frasi
adoperate e, per altro verso, non ha colto, al di là delle più caute sfumature
espressive del teste Boro (e naturalmente della valutazione dei fatti dei quali
ciascun protagonista è portatore), una sostanziale incompatibilità con le
dichiarazioni degli altri testi, dalle quali emerge non solo l’irregolare
2

conferma della statuizioni civili, che apparivano fondate non sulla sola

convocazione dell’assemblea – sulla quale lo stesso ricorrente conviene nel
settimo motivo di ricorso (pag. 18) e che connota il contesto in cui si è
sviluppata l’azione dell’imputato, ma anche

il fatto che il Picchirallo non si è

limitato a contestare presunte ed in realtà insussistenti irregolarità gestionali, ma
più specificamente ha attribuito al Motta di essersi portato “via i soldi della
cooperativa”, con i quali aveva acquistato un’autovettura e con i quali si stava
arricchendo a scapito di quest’ultima (teste Orietta Lovato), o ancora di avere
rubato 30.000 euro e di essere un bugiardo (teste Manuela Moda).
riguardo, va ribadito che gli aspetti del giudizio che consistono

nella

valutazione e nell’apprezzamento del significato degli elementi acquisiti
attengono interamente al merito e non sono rilevanti nel giudizio di legittimità,
se non quando risulti viziato il discorso giustificativo sulla loro capacità
dimostrativa, con la conseguenza che sono inammissibili in sede di legittimità le
censure che siano nella sostanza rivolte a sollecitare soltanto una rivalutazione
del materiale probatorio (di recente, v. Sez. 5, n 18542 del 21/01/2011, Carone,
Rv. 250168 e, in motivazione, Sez. 5, n. 49362 del 19/12/2012, Consorte).
Quanto ai primi due mezzi di ricorso, che, rispettivamente sotto il profilo della
violazione di legge e dei vizi motivazionali, denunciano la mancata applicazione
dell’art. 51 cod. pen., in correlazione al diritto di critica protetto dall’art. 21
Cost., va ribadito che quest’ultimo si concretizza in un giudizio valutativo che
postula l’esistenza del fatto assunto ad oggetto o spunto del discorso critico ed
una forma espositiva non ingiustificatamente sovrabbondante rispetto al
concetto da esprimere, e, conseguentemente, esclude la punibilità di coloriture
ed iperboli, toni aspri o polemici, linguaggio figurato o gergale, purché tali
modalità espressive siano proporzionate e funzionali all’opinione o alla protesta,
in considerazione degli interessi e dei valori che si ritengono compromessi (di
recente, v. Sez. 1, n. 36045 del 13/06/2014, Surano, Rv. 261122).
Proprio su tali profili si è concentrata la puntuale valutazione del giudice
d’appello, che, in relazione alle espressioni sopra ricordate e all’irregolare
contesto nel quale sono state pronunciate, ha colto, da un lato, la non veridicità
del fatto – inammissibile essendo la pretesa di frazionare il dato del prelievo
rispetto a quello, preesistente, del prestito e del conseguente diritto alla
restituzione – e, dall’altro, ha valorizzato il fatto che la condotta del Picchirallo si
era tradotta nel gratuito attacco alla persona del Motta e nell’arbitraria

aggressione al suo patrimonio morale.
3. Inammissibile è il settimo motivo di ricorso, giacché non coglie la

ratio

decidendi del capo di sentenza relativo alla determinazione del danno, che,

proprio nel quadro della valutazione del pregiudizio alla credibilità professionale
della persona offesa, ha sottolineato l’illegittima revoca del Motta dalla carica di

Al

amministratore, per effetto dei fatti che gli erano stati illegittimamente attribuiti
dinanzi alla platea dei soci. Nella prospettiva del ristoro del danno morale, non
assume alcun rilievo che la convocazione dell’assemblea sia stata ritenuta
illegittima, giacché ciò che conta è la menomazione che in quella sede è stata
arrecata all’onore del Motta con tale intensità e persuasività da indurre i
partecipanti a ritenere il primo inadeguato a ricoprire la carica di amministratore.
P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali per essere il reato

Così deciso in Roma il 09/03/2015
Il Componente estensore

Il Presidente

estinto per prescrizione. Rigetta il ricorso agli effetti civili.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA