Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14189 del 29/10/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 14189 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
SCUTERI FRANCESCO N. IL 10/07/1986
SCUTERI ANTONIO N. IL 12/08/1988
avverso la sentenza n. 4223/2012 CORTE APPELLO di MILANO, del
19/11/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 29/10/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. SILVANA DE BERARDINIS
Udito il Procuratore Ge erale in persona del I ott.
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Uditi difensor Avv.

Data Udienza: 29/10/2014

Con sentenza del 19.11.12 la C.A. di Lecce confermava la sentenza emessa nei
confronti di SCUTERI Francesco e SCUTERI Antonio dal Tribunale di Milano,in
data 9.11.11,con la quale gli imputati erano stati dichiarati colpevoli del reato di
lesioni aggravate(art.110-582-585 CP) in danno di Gheorghe Bobi Daniel e Matei
Cornel Valentin(il Gheorghe aveva riportato ferita alla mano giudicata guaribile in
gg.10,ed il secondo aveva riportato trauma cranico,guaribile in gg.30)Si desume dal testo del provvedimento che l’evento lesivo si era verificato nel corso
di una lite,tra un gruppo di italiani e i rumeni ,dalla quale era derivata una
colluttazioneAvverso la sentenza proponeva ricorso la difesa ,deducendo:
1-violazione di legge inerente all’art.521 CPP. per vizio di correlazione tra accusa e
sentenza.
Sul punto rilevava che dal dibattimento era emerso un fatto diverso da quello
contestato(rissa alla quale avevano preso parte almeno cinque persone),e che pertanto
il giudice di primo grado avrebbe dovuto adottare i provvedimenti di
rito,trasmettendo gli atti al PM2-violazione dell’art.192 CPP.,rilevando che il giudice di appello aveva ritenuto
attendibili le dichiarazioni delle persone offese,senza tener conto di altri elementi che
avrebbero dovuto indurre a dubitare della loro attendibilità (tra cui,in particolare,la
documentata esistenza di lesioni riportate anche dagli attuali ricorrenti),tanto da aver
dato luogo all’assoluzione di tale Barone Natino.

Il ricorso risulta inammissibile.
Invero,deve premettersi che la sentenza impugnata risulta adeguatamente motivata,in
primo luogo per ciò che concerne la sussistenza del reato contestato,atteso che il
giudice di merito-disattendendo con logiche argomentazioni i rilievi degli appellanti
circa la diversa qualificazione del fatto emerso in dibattimento- ha specificato come
la condotta lesiva sia da ritenere autonoma,nella specie,dalla contesa avvenuta tra due
gruppi di persone prospettata dalla difesa.
Pertanto non vi è luogo per ritenere configurabile il denunciato vizio di correlazione
ex art.521 CPP.e il motivo di gravame si deve ritenere manifestamente infondato,dato
che il giudice di appello ha posto in luce le prove della condotta contestata,con
riferimento alla deposizione di un teste che aveva avuto modo di intervenire per
separare i due fratelli Scuteri da coloro con i quali era nata la colluttazione,rilevando
altresì l’inverosimiglianza della tesi difensiva(inerente al carattere accidentale delle
lesioni patite dalle persone offese)D’altra parte ,quand’anche fosse stata da ritenere sussistente,nella specie,secondo
quanto sostenuto nel ricorso,l’ipotesi della rissa,questa non avrebbe certamente
escluso la configurabilità dell’autonomo e concorrente reato di lesioni addebitato agli

FATTO E DIRITTO

PQM
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna i ricorrenti ciascuno al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore della Cassa delle
AmmendeRoma,deciso in data 29 ottobre 2014.

imputati,di tal che non si vede neppure da quale interesse possa ritenersi sostenuta la
doglianza in questione.
Quanto poi alla denunciata violazione dei criteri di valutazione della prova dettati
dall’art.192 CPP.,le proposte doglianze si caratterizzano per assoluta ed evidente
genericità,non confrontandosi,in particolare,le stesse in alcun modo con quanto
specificamente posto in luce nell’impugnata sentenza,a sostegno della ritenuta
credibilità della ricostruzione accusatoria,circa il fatto che erano stati i romeni a
chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e circa la conferma che la suddetta
ricostruzione aveva trovato nelle dichiarazioni del teste Cocciolo.
Né ,d’altra parte,può attribuirsi,in questa sede,alcun decisivo rilievo al fatto,appena
accennato nel ricorso,che anche gli imputati avrebbero riportato delle lesioni,non
risultando neppure evocata l’ipotesi della legittima difesa,come pure al fatto che tale
Barone Natino,facente parte dello stesso gruppo del quale facevano parte i due attuali
ricorrenti,sarebbe stato assolto,senza che peraltro risulti fornita ,a quest’ultimo
proposito,la benché minima indicazione circa il tenore degli addebiti che sarebbero
stati mossi al detto Barone e circa le ragioni della sua assoluzione.
Ciascun ricorrente va condannato,come per legge,a1 pagamento delle spese
processuali ed al versamento della somma di euro 1.000,00 a favore della Cassa delle
Ammende-

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