Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14188 del 29/10/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 14188 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
SCANIO CALOGERO N. IL 30/09/1952
avverso la sentenza n. 260/2013 CORTE APPELLO di PALERMO, del
22/11/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 29/10/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. SILVANA DE BERARDINIS ryk tz.
Udito il Procuratore Generale in e erson del Dott.
che ha concluso per
IX-6)-e4 ■0

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 29/10/2014

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza in data 22.11.2013 la Corte di Appello di Palermo confermava a carico di SCANIO
Calogero la sentenza emessa dal Giudice monocratico del Tribunale di Canicattì,in data
16/2/12 con la quale l’imputato era stato condannato per il reato di tentata violazione di

reato di cui all’art.4 I. n. 110 /75(ascrittogli per aver detenuto una chiave inglese- accertati in
data 12.1.2012)-alla pena di mesi 4 di reclusione,con la continuazione, essendo stato
riconosciuto il vizio parziale di menteNella specie l’imputato risultava essere stato sorpreso mentre tentava di introdursi
nell’abitazione della ex moglie(Baldanza Grazia) avendo rotto i vetri della porta di ingresso,e in
tale occasione egli era stato trovato dai carabinieri in possesso di una chiave inglese.
Tale strumento era stato adoperato per commettere il delitto di violazione di domicilio.
Avverso detta sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore,deducendo:
1-violazione di legge e carenza,e/o manifesta illogicità della motivazione in ordine alla
valutazione di responsabilità dell’imputato,ed alla esclusione del vizio totale di mente.
In primo luogo la difesa rilevava che non era emerso il compimento di atti idonei diretti in
modo non equivoco a commettere la violazione di domicilio.
A riguardo osservava che l’imputato,a1 momento del fatto,si trovava in stato di ubriachezza e
non era in grado di forzare il portone di ingresso,potendo al più,commettere un
danneggiamento.
-In secondo luogo la difesa rilevava l’erronea applicazione della fattispecie prevista dall’art.4 I.
n. 110 /75,rilevando che la “chiave inglese” non rientra nel concetto di “arma impropria”.
Riteneva altresì che nella specie,si trattasse di uno “strumento da lavoro” e che non vi erano
prove che l’imputato avesse la volontà di colpire con tale arma la propria ex moglie.
– Censurava l’impugnata sentenza rilevando che la Corte territoriale,avrebbe dovuto riconoscere
il vizio totale di mente,e che avrebbe dovuto escludere la configurabilità del reato sub
B),pronunziando il proscioglimento dell’imputato.
– 2-mancanza e/o illogicità della motivazione,in ordine alla determinazione della pena,che la
difesa riteneva eccessiva,evidenziando l’erronea contestazione dell’aggravante di cui all’art.61
n.2 CP.
A riguardo il ricorrente evidenziava che nel caso di specie l’aggravante inerente all’uso di armi
per commettere il delitto era già elemento compreso nella contestazione dell’art.614 comma IV
CP.
Infine riteneva eccessivo l’aumento inflitto a titolo di continuazione.
Per tali motivi concludeva chiedendo l’annullamento dell’impugnata sentenza.

domicilio (ascritto ai sensi degli arte.56-614 commi I e IV CP. con recidiva specifica) e per il

RILEVA IN DIRITTO

Il ricorso risulta privo di fondamento.
In ordine al primo motivo si osserva preliminarmente che appaiono prive di fondamento ,alla

carenza ed illogicità della motivazione riferite al giudizio di colpevolezza dell’imputato ,dal
momento che tali censure -che restano puramente assertive e di contenuto ai limiti della
ammissibilità-restano smentite dalla adeguata e specifica motivazione resa dalla Corte
territoriale,in ordine ai motivi di appello partitamene analizzati.
Invero il giudice di merito ha correttamente applicato la fattispecie del tentativo di violazione di
domicilio,rendendo una motivazione conforme al dettato giurisprudenziale di questa Corte
,laddove evidenzia che ai fini della sussistenza del reato non si rende indispensabile
l’accertamento del dolo “diretto”,essendo necessario soltanto che il soggetto sia stato in grado
di attivarsi in modo razionalmente concatenato per realizzare l’evento (citando sul punto
Cass.17.12.2012 n.5175-Salvaggio)Nella specie si desume dal testo della sentenza di primo grado(la cui motivazione resta
confermata dal giudice di appello),che era stata evidenziata l’univocità degli atti compiuti
dall’imputato,diretti in modo non equivoco a realizzare la violazione di domicilio,avendo egli
ripetutamente colpito con una chiave inglese la porta di ingresso della abitazione della persona
offesa,mandando in frantumi i vetri,e cercando di forzare la maniglia ,e gridando di aprire la
porta stessa.(come si desume dalla sentenza del Tribunale di Agrigento a f1.2).
In tal senso resta adeguatamente vagliata la deduzione difensiva tendente a smentire l’assunto
accusatorio,con la prospettazione meramente astratta della semplice attività di
danneggiamento da parte dell’imputato,in stato di ebrezza-Per quanti riguarda le censure,genericamente dedotte, riguardanti la valutazione del vizio
parziale di mente,va evidenziato il principio sancito da questa Corte,Sez.VI,5 maggio
2011,n.17305-RV250067-ove stabilisce che

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA