Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14185 del 06/03/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 14185 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: MARINELLI FELICETTA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
VERONA MARCO N. IL 01/02/1993
avverso l’ordinanza n. 2104/2014 TRIB. LIBERTA’ di CATANIA, del
24/11/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FELICETTA
MARINELLI;
letto/sentite le conclusioni del PG Dott. I twi-A 1°’

ck

.,

Data Udienza: 06/03/2015

Il Tribunale del Riesame di Catania, con ordinanza del
24.11.2014, rigettava la richiesta di riesame proposta
nell’interesse di Verona Marco e confermava
l’ordinanza del 10 novembre 2014 del Giudice per le
Indagini preliminari presso il Tribunale di Catania
con la quale gli era stata applicata la misura della
custodia cautelare in carcere in relazione al reato di
cui all’art.73 d.PR. 309/90.
Avverso la sopraindicata ordinanza del Tribunale del
Riesame di Catania presentava ricorso per Cassazione
Verona Marco personalmente e concludeva chiedendone
l’annullamento con le consequenziali statuizioni di
legge.
Il ricorrente censurava la sopra indicata ordinanza
per il seguente motivo:
qmancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità
della motivazione ex art.606, lett.e) c.p.p..
Sosteneva la difesa che nell’ordinanza impugnata vi
era difetto di motivazione in punto di esigenze
cautelari, non sussistendo il pericolo di fuga, né il
pericolo di reiterazione di fatti analoghi a quello
oggetto dell’odierno procedimento. In particolare non
erano state indicate le ragioni per cui era stata
applicata la misura più gravosa della custodia in
carcere.

Considerato in diritto
OSSERVA
LA CORTE DI CASSAZIONE che il proposto
motivo di ricorso è manifestamente infondato.
Il provvedimento impugnato infatti indica infatti
dettagliatamente, con congrua e adeguata motivazione,
le ragioni per cui sussistono le esigenze cautelari
di cui alla lettera c) dell’art. 274 c.p.p. (pericolo
attuale e concreto che l’indagato possa commettere
altri delitti della stessa specie di quelli per cui si
procede) desumibili dalle concrete modalità del fatto,
con particolare riferimento al non modesto
quantitativo di sostanze stupefacenti detenuto, alla
disponibilità di due diversi tipi di sostanze (fra
cui, anche, la cocaina), all’organizzazione
professionale e ben organizzata della vendita su
strada in un quartiere noto perché lo spaccio veniva
praticato su larga scala, alla predisposizione di una
casa abbandonata quale luogo di confezionamento e di
occultamento delle dosi, ai contatti dell’indagato con
ambienti criminalì in grado di procurargli sostanze

Ritenuto in fatto

PQM
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il
ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa
delle ammende.
La Corte dispone inoltre che copia del presente
provvedimento sia trasmesso al direttore dell’istituto
penitenziario competente perché provveda a quanto
stabilito dall’art. 94 c.1 ter disp.att. del c.p.p..
Così deciso in Roma il 6.03.2015

stupefacenti, alla personalità del Verona gravato da
un precedente specifico e da diversi carichi pendenti
tra i quali due in materia di sostanze stupefacenti.
Sulla base di tali considerazioni e, in particolare,
sulla
base
della
professionalità mostrata
dal
ricorrente nello svolgimento dell’attività delittuosa
e della spregiudicatezza da lui mostrata nel
commettere il delitto mentre godeva del beneficio
della sospensione condizionale della pena, i giudici
del Tribunale del riesame di Catania hanno ritenuto
che unica misura idonea soddisfare le sopra indicate
esigenze cautelari
fosse quella della custodia in
carcere,
dovendosi ritenere inadeguata qualsiasi
misura meno afflíttiva, che sarebbe insufficiente a
recidere i contatti con l’ambiente criminale da cui il
Verona si riforniva.
Il proposto ricorso deve essere, pertanto, dichiarato
inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento
delle spese processuali e al pagamento della somma di
1.000,00 euro in favore della cassa delle ammende.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA