Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14181 del 06/03/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 14181 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: MARINELLI FELICETTA

Data Udienza: 06/03/2015

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MOUBTASSIME SIMONE N. IL 24/05/1971
avverso l’ordinanza n. 60/2014 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
24/01/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. FELICETTA
MARINELLI;
lette ~ le conclusioni del PG Dott.

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Ritenuto in fatto

Moubtassime Simone- giudicato responsabile del reato
di

lesioni colpose con sentenza del 17.07.2013 del

Tribunale di Brescia-

ha proposto ricorso per

cassazione avverso l’ordinanza emessa in data
24.01.2013 con la quale la Corte di appello della

da lui proposto per tardività, chiedendone
l’annullamento per violazione della legge n.742 del 7
ottobre 1969. Secondo il ricorrente la Corte
territoriale avrebbe errato nella interpretazione
della sopra indicata normativa, in quanto il termine
di 30 giorni per il deposito della sentenza, poi
impugnata, scadeva il 16 agosto 2013, ma doveva
ritenersi protratto, per effetto dell’istituto della
sospensione feriale dei termini, sino all’1.10.2013,
con la conseguenza che il termine di 45 giorni,
previsto per la presentazione dell’appello, scadeva il
15 novembre 2013. Quindi l’atto di appello depositato
il 13 novembre 2013 sarebbe da ritenersi tempestivo
perché presentato nei termini.

Considerato in diritto

Il ricorso è manifestamente infondato, in quanto
correttamente la Corte territoriale ha dichiarato
l’inammissibilità dell’appello, essendo pacifico che
la sospensione dei termini per il periodo feriale non
si applica ai provvedimenti del giudice, e in
particolare al termine per il deposito della sentenza,
che nella specie scadeva, essendo stato fissato il
termine di 30 giorni, il 16.08.2013.

stessa città dichiarava l’inammissibilità dell’appello

Quindi il termine per proporre appello scadeva il
30.10.2013, mentre l’appello è stato presentato il
13.11.2013.
Il

ricorso

deve

pertanto

essere

dichiarato

inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento
delle spese processuali e a quello della somma di

P

Q

M

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il
ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro 1.000,00 in favore della cassa
delle ammende.
Così deciso in Roma, il 6 marzo 2015.

1.000,00 euro in favore della cassa delle ammende .

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