Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14138 del 12/11/2014


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 14138 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: ESPOSITO LUCIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
D’ARIES CIRO N. IL 05/08/1980
nei confronti di:
RUSSO ERCOLE N. IL 10/09/1974
avverso la sentenza n. 22/2013 TRIBUNALE di LUCERA, del
26/11/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. ali
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che ha concluso per
(141 ,1
(1).”
rIJ c_01.40 P

Due

Udito, per la p e civile, l’Avv
Uditi dif sor Avv.

Data Udienza: 12/11/2014

Ritenuto in fatto

1.11 Giudice di Pace di Lucera aveva giudicato Russo Ercole colpevole del reato di cui all’art.
590 c.p., per avere cagionato, per colpa generica e violazione delle norme del codice della
strada, lesioni personali a D’Aries Ciro, passeggero nell’autovettura condotta dall’imputato. Con
la sentenza il predetto era condannato alla pena di giustizia e al risarcimento dei danni in
favore della costituita parte civile.
2. Con sentenza del 26/11/2013 il Tribunale di Foggia aveva assolto l’imputato dal reato in

provvedimento ex art. 130 c.p.p. in data 18/12/2013 era disposta la condanna del querelante
al pagamento delle spese del procedimento avanzate dallo Stato e alla rifusione delle spese di
lite sostenute dall’imputato per i due gradi di giudizio.
3. Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione la parte civile D’Aries Ciro. Rileva che la
sentenza non aveva valutato il dato emergente dalle prove, costituito dalla posizione avanzata
del sedile del lato conducente, con riguardo alla circostanza che il Russo è persona di
bassissima statura e per guidare deve avanzare il sedile al massimo sotto lo sterzo. Osserva
che in motivazione era stata omessa l’analisi di numerosi elementi risultanti dall’istruttoria e, in
particolare, la deposizione della persona offesa, la quale aveva dichiarato che al tempo
dell’incidente aveva da otto mesi alla gamba sinistra un tutore che gli creava problemi e non
gli consentiva di guidare. Deduce, in via pregiudiziale, l’inosservanza di norme processuali con
riferimento al disposto procedimento di correzione, non ammesso nel caso in cui manca o è
incompleto il dispositivo letto in udienza.
4.Con memoria gli eredi dell’imputato evidenziano l’inammissibilità, sotto vari profili,
dell’impugnazione.

Considerato in diritto

1.11 ricorso è inammissibile.
2. Va premesso che costituisce principio consolidato nella giurisprudenza di questa Corte quello
in forza del quale “La morte dell’imputato sopravvenuta alla sentenza di condanna al
risarcimento dei danni e alla rifusione delle spese in favore della parte civile, non ancora
divenuta irrevocabile, determina la caducazione delle statuizioni civili e ne impedisce la
conferma nel successivo grado del giudizio” (Cass., Sez. 2, Sentenza n. 11073 del 17/02/2009
Rv. 243865). Specificamente, è stato affermato al riguardo che “la morte dell’imputato, se
determina il difetto di legittimazione del difensore a proporre impugnazione, determina anche il
venir meno delle eventuali statuizioni civilistiche e, quindi, il venir meno sia dell’interesse degli
eredi dell’imputato a farle eliminare, sia l’interesse della parte civile a vederle riaffermate
(Cass. Sez. 4 n. 49457/2003, Rv 227069; Cass. Sez. 4 n. 58/2000, Rv 219149).

2

ragione della ritenuta non univocità della prova riguardo alla responsabilità penale. Con

3.La situazione descritta è ravvisabile nella specie, posto che con provvedimento del
18/12/2013 si è provveduto alla condanna del querelante alla rifusione delle spese di lite
sostenute dalle parti civili nei due gradi di giudizio. La suddetta statuizione, pur ritenuta
consentita in sede di procedura di correzione ex art. 130 c.p.p., (cfr. da ultimo: Sez. 2^,
Ordinanza 17326 del 24/01/2013 Cc. dep. 16/04/2013 Rv. 255534), riapre inevitabilmente il
termine d’impugnazione con riferimento alle statuizioni in essa contenute, talché, in mancanza
di prova dell’avvenuta comunicazione del provvedimento alle parti civili, la sentenza, con

in giudicato al momento del decesso dell’imputato (16/3/2014).
4. Ne discende, con il venir meno delle statuizioni civili, la carenza di interesse del destinatario
delle stesse all’impugnazione. Conseguentemente il ricorso va dichiarato inammissibile,
rimanendo assorbite nella pronuncia le censure poste con il ricorso, con esonero del ricorrente
dal pagamento delle spese e della sanzione ex art.616 C.P.P. in ragione del carattere
sopravvenuto della causa d’inammissibilità.

P. Q. M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.
Così deciso in Roma il 12/11/2014
Il Consigliere relatore

Il Presi ente

riferimento alle statuizioni civili adottate nei confronti di queste ultime, non era ancora passata

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