Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14111 del 12/03/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 14111 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: CARRELLI PALOMBI DI MONTRONE ROBERTO MARIA

SENTENZA
Sul ricorso proposto dal Pubblico Ministero presso il Tribunale di Bari avverso
l’ordinanza del Tribunale di Bari, in sede di appello ex art. 310 cod. proc.
pen. in data 20/11/2014 nel procedimento nei confronti di:
Rondinone Raffaele nato a Bari il 2/4/1971
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Roberto Maria Carrelli Palombi di
Montrone;
udito il Pubblico Ministero in persona dell’Avvocato Generale dott. Carmine
Stabile, che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza
impugnata;
udito per l’indagato l’avv. Manfredi Piazza che ha concluso chiedendo il
rigetto del ricorso;

RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 11/7/2014 il Tribunale di Bari accoglieva parzialmente
la richiesta di applicazione di misura cautelare avanzata dal Pubblico
Ministero nei confronti di Rondinone Raffaele, indagato per il reato di cui
all’art. 75 comma 2 d. Igs. n. 159 del 2011, applicando la misura degli
arresti domiciliari.

1

Data Udienza: 12/03/2015

1.1. Avverso tale provvedimento proponeva appello il Pubblico Ministero
presso il Tribunale di Bari censurando l’ordinanza applicativa della misura
cautelare sotto il profilo motivazionale, per non avere esposto con la dovuta
concretezza le ragioni per le quali la pena irroganda sarebbe sicuramente
inferiore o pari a tre anni di reclusione nonché per avere ignorato il disposto
dell’art. 284 comma 5 bis cod. proc. pen. che sancisce l’inadeguatezza della
misura degli arresti domiciliari per i soggetti che, già sottoposti al suddetto

1.2.

Il Tribunale di Bari rigettava il gravame proposto, confermando

l’ordinanza impugnata.

2.

Ricorre per Cassazione il Pubblico Ministero presso il Tribunale di

Bari, sollevando i seguenti motivi di gravame: violazione di legge ed in
particolare violazione dell’art. 284 comma 5 bis cod. proc. pen., per essere
stati concessi gli arresti domiciliari nonostante l’imputato avesse subito più
condanne per evasione nel quinquennio precedente la commissione del
fatto.

CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Il ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Bari risulta fondato e merita accoglimento.
La questione sottoposta all’esame del Collegio attiene al rapporto fra
la previsione contenuta nell’art. 275 comma 2 bis cod. proc. pen. nel testo
novellato dal d.l. 26 giugno 2014 n. 92 convertito con modificazioni nella
legge 11 agosto 2014 n. 117 e quella contenuta nell’art. 284 comma 5 bis
cod. proc. pen., norma aggiunta dall’art. 16 comma 4 d.l. 24 novembre
2000 n. 341 convertito, con modificazioni, nella legge 19 gennaio 2001 n. 4
e poi sostituita dall’art. 5 della legge 26 marzo 2001 n. 128. La prima di
queste disposizioni, nell’ambito di un intervento normativo volto, fra l’altro,
a fare cessare le condizioni di sovraffollamento carcerario, ha, per quel che
qui rileva, introdotto, con le eccezioni previste per alcune categorie reati e
per le ipotesi in cui la misura degli arresti domiciliari non sia concretamente
applicabile per la mancanza di uno dei luoghi di esecuzione di cui all’art.
284 comma 1 cod. proc. pen., il divieto di applicazione della misura della

2

regime restrittivo, vi siano sottratti.

custodia cautelare in carcere se il giudice ritenga che, all’esito del giudizio,
la pena detentiva irrogata non sarà superiore a tre anni. Viceversa l’art.
284 comma 5 bis cod. proc. pen. prevede il divieto di concessione della
misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un soggetto che
sia stato condannato per il reato di evasione nei cinque anni precedenti al
fatto per il quale si procede.

prima delle citate disposizioni, l’art. 275 comma 2 bis cod. proc. pen.,
considerata norma di portata generale giustificata dalla volontà di ridurre
l’affollamento delle carceri, non essendo stata prevista per il soggetto
condannato per evasione nei cinque anni precedenti al fatto per cui si
procede una specifica deroga, introdotta, invece, per altre fattispecie, in
sede di conversione del decreto legge, al richiamato principio generale di
divieto di applicazione della misura custodiale.
Ritiene il Collegio che la soluzione prospettata nel provvedimento
impugnato, come puntualmente evidenziato dal Pubblico Ministero
ricorrente, si ponga in violazione della legge processuale e segnatamente
della previsione contenuta nell’art. 284 comma 5 bis cod. proc. pen., che
conserva tutto il suo valore cogente anche in seguito all’entrata in vigore
dell’art’art. 275 comma 2 cod. proc. pen.
Difatti, come già ritenuto da questa Corte con affermazione
condivisa dal Collegio (sez. 4 n. 31434 del 4/7/2013, Rv. 255954), l’art.
284 comma 5 bis cod. proc. pen. assume il significato di una presunzione
assoluta d’inaffidabilità del soggetto che, avendo violato le prescrizioni allo
stesso già in precedenza imposte, sulla base di quanto risulta da una
sentenza definitiva di condanna per il delitto di evasione, appare
immeritevole dell’applicazione della misura degli arresti domiciliari. In
sostanza al giudice, nel caso in esame, viene sottratto qualsiasi potere
discrezionale in ordine all’individuazione della misura cautelare da
applicare, essendosi introdotta una presunzione di adeguatezza della sola
misura della custodia in carcere. Detta presunzione, del resto, ha già

3

Il Tribunale di Bari ha ritenuto di dovere dare la prevalenza alla

superato il vaglio di costituzionalità avendo, il giudice delle leggi
espressamente ritenuto incomprimibile il potere del legislatore, nel rispetto
dei limiti della ragionevolezza e del corretto bilanciamento dei valori
costituzionali coinvolti, di procedere in termini generali alla valutazione
dell’adeguatezza del tipo di misura cautelare in concreto necessaria in
relazione a casi o particolari situazioni, non potendosi disconoscere al

concreto del giudice di adottare una specifica misura cautelare, fra quelle
previste dalla legge (Corte Cost. ord. n. 130 del 2003).
Deve, quindi, affermarsi la sopra indicata presunzione legislativa
contenuta nell’art. 284 comma 5 bis cod. proc. pen. non può, in assenza di
una disposizione specifica, considerarsi superata dalla norma di carattere
generale contenuta nell’art. 275 comma 2 bis cod. proc. pen., che
impedisce l’applicazione della misura della custodia in carcere nei casi di
prognosi di condanna inferiore ai tre anni.

4. Il provvedimento impugnato deve essere, quindi, annullato con rinvio al
Tribunale di Bari per nuovo esame. Al riguardo, in base a quanto previsto
dall’art. 173, comma 2 disp. att. cod. proc. pen., il giudice di rinvio dovrà
attenersi al principio di diritto secondo cui l’art. 284 comma 5 bis cod. proc.
pen., anche in seguito all’entrata in vigore della nuova formulazione dell’art.
275 comma 2 bis cod. proc. pen., assume il significato di una presunzione
assoluta di adeguatezza della sola misura della custodia in carcere nei
confronti del soggetto che ha riportato una condanna per il reato di
evasione nei cinque anni precedenti al fatto per cui si procede.

P.Q.M.

annulla l’ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Bari per nuovo
esame.

Così deciso, il 12 marzo 2015

Il Consiglir estensore

Il Presidente

legislatore la facoltà di vincolare, con scelte non irragionevoli, il potere in

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA