Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14079 del 20/02/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 14079 Anno 2015
Presidente: PETTI CIRO
Relatore: CAMMINO MATILDE

SENTENZA
sul ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di appello di Brescia
avverso la sentenza emessa il 10 aprile 2014 dal Tribunale di Mantova

Visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere dott. Matilde Cammino;
udita la requisitoria del pubblico ministero, sost. proc. gen. dott. Mario Fraticelli, che
ha chiesto l’annullamento con rinvio;
osserva:

Data Udienza: 20/02/2015

Considerato in fatto
1. Con sentenza in data 10 aprile 2014 il Tribunale di Mantova ha dichiarato
l’improcedibilità dell’azione penale nei confronti di Corleo Natale in ordine ai reati di
percosse e danneggiamento a lui ascritti, commessi il 4 dicembre 2005, per decorso
del termine prescrizionale alla data del 4 giugno 2013. Il Tribunale ha ritenuto che nel
caso di specie dovesse applicarsi la disciplina della prescrizione anteriore alla legge

detta legge.
2. Avverso la predetta sentenza ha proposto appello il Procuratore generale
deducendo l’erronea applicazione dell’art.157 cod.pen. in quanto anche prima della
riforma della legge n.251/2005 doveva tenersi conto della recidiva ai fini del calcolo
del termine di prescrizione, in mancanza di bilanciamento con circostanze attenuanti,
e nella fattispecie in esame si sarebbe dovuto applicare la disciplina sulla prescrizione
introdotta dalla legge n.251 del 2005, più favorevole. Secondo il calcolo effettuato nel
ricorso, in cui si evidenzia anche la mancata considerazione da parte del giudice di
merito della sospensione della prescrizione prevista a seguito degli eventi sismici dal
D.L.74/12 e successive leggi, il termine di prescrizione ordinaria di sei anni doveva nel
caso di specie essere aumentato di 2/3 per la recidiva contestata, così pervenendosi al
termine di anni otto e mesi quattro da aumentare ulteriormente di 1/4 un quarto per
gli atti interruttivi, con la conseguenza che il termine massimo di prescrizione
decorrerebbe il 4 maggio 2015. Nel ricorso si osserva, infine, che l’aumento per la
recidiva va calcolato anche se la contestazione dell’aggravante sia avvenuta, come nel
caso in esame in cui la notifica del decreto di citazione a giudizio era successiva al 4
dicembre 2010, dopo il decorso del termine di prescrizione per il reato non aggravato.
Ritenuto in diritto
3. Il ricorso è fondato per quanto riguarda la mancata considerazione, ai fini del
calcolo del termine di prescrizione, della recidiva reiterata specifica infraquinquennale
contestata.
La Corte rileva che erroneamente il giudice di merito non ha tenuto conto nel
calcolo del termine di prescrizione della contestata recidiva reiterata, specifica ed
infraquinquennale che, anche secondo la disciplina antecedente alla legge n.251/2205,
avrebbe dovuto essere considerata in mancanza di giudizio di comparazione (Cass.
sez.II 8 ottobre 2004 n.42552, P.G. in proc.Quadri).

n.251 del 2005, trattandosi di reati commessi precedentemente all’entrata in vigore di

3

Va rilevato che la recidiva nel caso di specie è stata contestata con il decreto di
citazione a giudizio, emesso in data successiva alla scadenza del termine ordinario di
prescrizione (8 aprile 2011). Questa Corte ha tuttavia affermato il principio, condiviso
dal collegio, che l’aumento di pena per la recidiva, ai fini del calcolo del termine
prescrizionale, è valutabile ancorché essa sia contestata per la prima volta dopo

contestazione preceda la pronuncia della sentenza (Cass. sez.V 19 ottobre 2005
n.9769, Sbrana; sez.VI 4 novembre 2008 n.44591, P.M. in proc. Nocco e altri; sez.II 2
luglio 2010 n.33871, RG., RM. e parte civile in proc. Dodi; sez.V 13 marzo 2014
n.19008, Calamita e altri).
Di conseguenza il termine massimo di prescrizione in relazione ai reati di
percosse e danneggiamento, commessi il 4 dicembre 2005, nel caso in esame non era
decorso alla data del 1° aprile 2014 in cui è stata pronunciata la sentenza impugnata,
sia nel caso di applicazione della disciplina introdotta dalla legge n.251 del 2005
(previo aumento per la recidiva contestata di 2/3 del termine di prescrizione ordinario
di sei anni, dieci anni, con l’ulteriore aumento di 1/4 per l’atto interruttivo), sia ove si
ritenga di applicare la disciplina previgente (previo aumento di 2/3 sul termine di
prescrizione ordinario di cinque anni, otto anni e quattro mesi, con l’ulteriore aumento
della metà per l’atto interruttivo).
Si impone pertanto l’annullamento della sentenza con rinvio, ex art.569 co.4
cod.proc.pen., alla Corte di appello di Brescia per il giudizio.
P.Q.M.
annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte di appello di Brescia per il giudizio.
Roma 20 febbraio 2015

il cons. est.
Il Presi

trascorso il termine di prescrizione previsto per l’imputazione non aggravata, purché la

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