Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14059 del 07/01/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 14059 Anno 2015
Presidente: CONTI GIOVANNI
Relatore: DI STEFANO PIERLUIGI

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PICCAMIGLIO ALEX n. 30/11/1975
avverso la sentenza 1927/2013 del 20/12/2013 della CORTE DI APPELLO DI
BRESCIA
visti gli atti, la sentenza ed il ricorso
udita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERLUIGI DI STEFANO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. FRANCESCO MAURO
IACOVIELLO che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio limitatamente
alla pena
Udito l’avv. PIETRO GRASSO che ha chiesto l’accoglimento del ricorso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Piccamiglio Alex è stato condannato in sede di giudizio abbreviato con
sentenze conformi del gup del Tribunale di Bergamo del 3 maggio 2013 e della
Corte di Appello di Brescia del 20 dicembre 2013, oggetto dell’odierna
impugnazione, per il reato di cui all’art. 73 5 0 comma d.p.r. 309/1990 per la
detenzione a fini di spaccio di circa 50 g di hashish, fatto commesso il 16 maggio
2008.
Il ricorrente, in una occasione in cui veniva sottoposto a controllo mentre era
in sosta con il proprio veicolo in compagnia di altra persona, risultava avere nella
autovettura 50 g di hashish, una “pallina” di cocaina ed euro 465 in contanti. In
sede di perquisizione domiciliare veniva rinvenuto “un arnese atto al trituramento
delle foglie di marijuana”.
Il ricorrente dichiarava che la droga era destinata al proprio uso personale e
forniva elementi per identificare il suo fornitore della sostanza (poi individuato e
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Data Udienza: 07/01/2015

giudicato separatamente) mentre la persona in sua compagnia dichiarava che
erano in procinto di fumare insieme uno spinello di hashish.
Secondo la Corte gli elementi determinanti della responsabilità per la
destinazione della droga all’uso di terzi erano:
– la presenza dell’autovettura del Piccamiglio di un soggetto “dichiaratosi
nell’immediatezza suo acquirente o comunque suo cessionario di hashish”.
– La disponibilità di un rilevante quantitativo di stupefacente (“peraltro in una
scatola collocata guarda caso proprio tra i due soggetti”), il rinvenimento di altra

unitamente al “trituratore” ritrovato in casa.
– La illogicità ed inverosimiglianza che il ricorrente avesse comprato la droga
in Brembate per suo uso e l’avesse ancora con sé a distanza di otto ore
dall’acquisto.
Piccamiglio propone ricorso avverso tale sentenza a mezzo del difensore.
Con il primo motivo deduce il vizio di motivazione avendo la Corte di merito
fatto uso di elementi assolutamente equivoci. Con il secondo motivo rileva la
violazione di legge essendo applicabile la nuova disciplina in tema di ipotesi
attenuata di cui all’articolo 73 5 0 comma I.cit.
Il ricorso è fondato.
Per quanto riguarda il tema della responsabilità, oggetto del primo motivo di
ricorso, la sentenza impugnata, nella sua sintesi, si caratterizza per l’assenza di
una motivazione diretta sul punto essenziale, ovvero sull’essere la sostanza in
questione destinata allo spaccio, e presenta varie illogicità che risultano
determinanti per trarre la conclusione cui è giunta. Il vizio attiene solo al profilo
della motivazione in quanto la sentenza non sembra porre in dubbio il principio in
tema di onere della prova per i reati di stupefacenti, ovvero che la destinazione
allo spaccio sia elemento caratterizzante del reato e debba, quindi, essere oggetto
di prova da parte dell’accusa e non possa certo presumersi.
La stessa Corte osserva che in realtà l’unico elemento a carico di Piccamiglio
è rappresentato fondamentalmente dalla sola circostanza della sua disponibilità di
circa 50 g di hashish, pur se considera, senza trarne conseguenze, la presenza di
una dose di cocaina che, non facendo parte della contestazione, evidentemente
era stata ritenuta destinata all’uso personale.
Non vi è però alcuna motivazione esaustiva e diretta sulla finalità di spaccio e
non di consumo personale (o, eventualmente, “di gruppo”) di tale droga.
– La Corte dà atto che sarebbe stato accertato come la droga sia stata
acquistata da uno specifico spacciatore, individuato e condannato, e quindi non
faceva parte di una maggiore partita di droga a disposizione del ricorrente; non
ha quindi considerato se il valore di quella che risultava, secondo il testo della
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droga, ovvero una singola dose di cocaina, e “la somma di denaro non esigua”

sentenza, l’unica provvista di merce per il teorico spaccio, fosse tale da consentire
una profittevole attività di vendita.
– La Corte passa illogicamente dalla premessa che il soggetto nella
autovettura riferiva di essere in procinto di prepararsi uno spinello con la sostanza
data dall’amico (“Fermi all’interno del veicolo decidevano di “rollarsi una canna)

a

Quantitativo così rilevante di hashish che

conclusioni del tutto diverse ”

incontestabilmente gli stava offrendo o con cui comunque stava pattuendo la
ricezione di siffatta droga…”,

e”

Covelli ….. dichiaratosi nell’immediatezza suo

– Indica come inverosimile ed illogico che l’imputato abbia tenuto la scorta di
droga in ipotesi appena acquistata nella autovettura per varie ore ma, al di là della
mancata indicazione della ragione per la quale ciò sarebbe così inverosimile ed
illogico, non si spiega perché ciò dovrebbe essere dimostrativo della finalità di
spaccio; se l’anomalia del trattenere la droga era la dimostrazione che, invece, era
in atto lo spaccio al minuto, non risulta alcuno strumento per la parcellizzazione
dello stupefacente e la sua vendita al dettaglio.
In conclusione il provvedimento è totalmente carente di motivazione che
possa dimostrare la destinazione allo spaccio della droga in sequestro, per cui si
impone un nuovo giudizio nel quale il giudice di rinvio valuterà se vi sia prova
positiva, ancorché solo logica, della destinazione allo spaccio della droga in
sequestro, rendendone conto con adeguata motivazione, con libertà di
valutazione, salvo tenere conto di quanto sopra detto in ordine alla irrilevanza di
circostanze in sé equivoche.
La decisione assorbe il tema posto con il secondo motivo in quanto sarà il
giudice di rinvio, laddove ritenga di giungere alla medesima conclusione di
condanna, ad applicare la norma incriminatrice secondo la attuale formulazione
più favorevole per l’imputato.
P.Q.M.
Annulla la sen enza impugnata e rinvia per nuovo giudizio ad altra sezione
della Co e Appelldfii Brescia.
R

così d so il 7 gennaio 2015
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acquirente o comunque suo cessionario di hashish”.

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