Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 14048 del 20/03/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 14048 Anno 2015
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: VITELLI CASELLA LUCA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GIUSTI ANDREA N. IL 26/07/1969
avverso la sentenza n. 13/2012 TRIBUNALE di PARMA, del
21/11/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 20/03/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCA VITELLI CASELLA
r”-‘4″:.(4Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. CCW A-1TV
che ha concluso per A_
9tA-A-e
‘ -#

Udito, per la parte civil , ‘Avv
UdiVi(difensoreAvv.

f.

1.-e-1,”-1(-4,

‘Ar-efet-.9C..&

.”-:?..”–Fq_,« ■.

e—w–,/te”

,PZ*–ZA

C‘,

Data Udienza: 20/03/2014

Ricorrente GIUSTI Andrea

Ritenuto in fatto

Con sentenza in data 21 novembre 2012, il Tribunale di Parma in funzione di
giudice monocratico d’appello riformava la sentenza 20 gennaio 2012 con la

pen. – perché il fatto non sussiste – GIUSTI Andrea dal delitto di cui all’art.
590 cod. pen. a lui ascritto per aver cagionato a Graiani Mattia, per colpa
generica e specifica, lesioni personali guaribili in giorni trentuno a seguito di
incidente stradale dallo stesso provocato allorchè, alla guida di autocarro,
venne a collisione con il ciclomotore guidato dalla parte offesa, sopraggiunto ed
affiancatosi dal lato destro, nell’atto in cui l’autocarro si accingeva ad effettuare
manovra di svolta a destra dopo che l’impianto semaforico aveva proiettato luce
verde, omettendo peraltro di accertarsi che altri veicoli non provenissero da
tergo; fatto accaduto in Parma il 14 novembre 2005.
Ricorre per cassazione l’imputato a mezzo del difensore, articolando quattro
motivi di annullamento per vizi motivazionali e di violazione di legge, così
riassunti.
Con la prima, con la terza e con la quarta censura lamenta il difensore come il
Tribunale abbia sostanzialmente disatteso le risultanze dell’espletata istruttoria
ed in particolare la deposizione dell’unico teste oculare Vajani che, transitando
come pedone all’incrocio teatro dell’incidente, ebbe a riferire di aver veduto
l’autocarro fermo al semaforo rosso, con l’indicatore luminoso di svolta a destra
in funzione. Il mezzo commerciale fu affiancato a destra dal ciclomotore. Allo
scattare della luce verde entrambi i veicoli ripartirono: il ciclomotore in linea
retta; mentre l’autocarro allargò la propria traiettoria a sinistra, verso la
mezzeria perché, date le rilevanti dimensioni, solo compiendo una siffatta
manovra sarebbe riuscito ad entrare nel cancello di un cantiere edile posto alla
sua destra. Sostiene il ricorrente che l’incidente doveva farsi risalire a fatto e
colpa esclusiva della parte offesa che,incurante della previa segnalazione
luminosa tempestivamente azionata dall’imputato, superò l’autocarro a destra e
non a sinistra, così violando l’art. 154 cod. strada.
Con il secondo motivo, denunzia la difesa il travisamento delle prove per avere il
Tribunale disatteso il parere espresso dal consulente medico legale che ebbe ad
escludere la sussistenza del nesso di causalità tra le lesioni e l’incidente, posta
l’aspecificità del disturbo alla spalla destra,lamentato dalla parte offesa e posta
la mancanza di qualsivoglia documentazione medica successiva all’infortunio.

quale il Giudice di pace di Parma ebbe ad assolvere, ex art. 530 cpv. cod. proc.

Con memoria depositata in cancelleria in data 19 novembre 2013, il difensore
dell’imputato ha reso noto che, nelle more, erano state definite le questioni civili
con l’integrale risarcimento della parte civile. Costei, sottoscrivendo atto di
quietanza, ebbe poi a dichiarare di rinunziare a qualsiasi azione civile e penale
nei confronti di chicchessia,in dipendenza dell’incidente.Ha eccepito quindi il
difensore la sopravvenuta improcedibilità dell’azione penale per remissione di
querela espressa extraprocessuale.

precedente, lo stesso difensore ha prodotto copia delle dichiarazioni di
remissione di querela e di accettazione, rese dalle parti interessate dinanzi ad
Ufficiale di P.G.

Considerato in diritto

Tutto ciò premesso, non resta alla Corte che prendere atto della ritualità della
remissione della querela, già presentata da Graiani Mattia e della contestuale
accettazione dell’imputato Giusti Andrea, come documentato da apposito verbale
redatto il 22 novembre 2013 da Ufficiale di P.G. della Sezione di Polizia di Stato
presso la Procura della Repubblica di Parma; atto prodotto in copia dal difensore
del Giusti in allegato alla citata memoria.
Ne consegue, ex art. 150 cod.pen. , l’estinzione del reato

de quo, ascritto

dall’imputato alla cui immediata declaratoria la Corte deve far luogo a sensi
dell’art. 129 cod. proc.pen. , con il conseguente annullamento senza rinvio della
sentenza di condanna impugnata ai sensi del l’art. 620 comma 1° lett.a)
cod.proc.pen..
Peraltro non diversamente che dal trattamento riservato alle altre cause di
estinzione del reato ( in primo luogo alla prescrizione ) deve procedersi, in
applicazione dell’art. 129 comma 2° cod. proc.pen., alla verifica se ricorrano, nel
caso di specie, i presupposti per il proscioglimento dell’imputato, nel merito (
Sez. 5 n. n.21201 / 2009 rv. 244635 ). Nulla invero ” consente di differenziare
gli effetti della remissione di querela da quelli delle altre cause estintive del reato
e ritenere che soltanto la prima si sottragga alla norma generale sulla prevalenza
delle formule di proscioglimento nel merito di cui al citato art. 129 c.p.p. ”
( cfr. Sez. 5 n.42260 del 2004 rv 230140 ).
Deve quindi rammentarsi, sotto un profilo d’ordine generale e sistematico, che in
presenza di una causa estintiva del reato, è precluso alla Corte di cassazione un
riesame dei fatti finalizzato ad un eventuale annullamento della decisione per vizi
attinenti alla sua motivazione (sia con riferimento alle valutazioni del compendio
probatorio, sia con riferimento al vaglio delle altre deduzioni). Il sindacato di

2

Con successiva memoria depositata il 27 novembre 2013 ad integrazione della

legittimità ai fini dell’eventuale applicazione del secondo comma dell’art. 129
cod.proc.pen. deve essere circoscritto all’accertamento della ricorrenza delle
condizioni per addivenire ad una pronuncia di proscioglimento nel merito con una
delle formule prescritte: la conclusione può essere favorevole all’imputato solo se
la prova dell’insussistenza del fatto o dell’estraneità ad esso risulti evidente sulla
base degli stessi elementi e delle medesime valutazioni posti a fondamento della
sentenza impugnata, senza possibilità di nuove indagini ed ulteriori accertamenti

estintiva, determinando il congelamento della situazione processuale esistente
nel momento in cui è intervenuta, non può essere ritardata: qualora, dunque,dal
contenuto complessivo della sentenza non emerga, ” all’evidenza ” ex art. 129,
comma 2° cod.proc.pen., l’esistenza di una causa di non punibilità più favorevole
all’imputato, prevale l’esigenza della definizione immediata del processo.
Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, qualora
già risulti una causa di estinzione del reato, addirittura la sussistenza di una
nullità (e pur se di ordine generale) non è rilevabile nel giudizio di cassazione, “in

quanto l’inevitabile rinvio al giudice di merito è incompatibile con il principio
dell’immediata applicabilità della causa estintiva” (S.U. n. 35490/2009).
Nella concreta fattispecie, il Giudice d’appello ha ritenuto la colpa esclusiva
dell’imputato per aver mancato di prestare la dovuta attenzione, pur avendo in
funzione l’indicatore luminoso di destra, nella retroispezione mediante gli specchi
retrovisori, dell’area

di percorrenza dei veicoli provenienti alla destra

dell’autocarro, prima di procedere alla svolta, nessun addebito potendo invece
ascriversi al ciclomotorista che avanzava a velocità moderata e che non fu in
condizione di evitare l’urto a cagione dell’inopinata manovra di svolta compiuta
dal mezzo commerciale.

Ha altresì motivato il Tribunale in ordine alla

sussistenza del nesso di causalità tra la condotta dell’imputato e le lesioni subite
dalla parte offesa, caduta a terra a causa dell’impatto e portatrice di trauma
contusivo all’arto inferiore destro ed alla spalla destra, con prognosi di giorni
venti, come comprovato da referto medico e dagli accertamenti svolti dal CTU.
La decisione impugnata si presenta dunque formalmente e sostanzialmente
legittima. L’apparato argomentativo, articolato su di una corretta utilizzazione e
valutazione delle risultanze probatorie, fornisce risposta ai quesiti concernenti la
vicenda oggetto del processo. Essa dà logica contezza non solo della
insussistenza della prova evidente della innocenza dell’imputato ma anche della
sussistenza di elementi di giudizio di evidente ed univoco segno contrario. In
questa sede,potrebbe tuttalpiù

trovare spazio una ” revisione ” della

motivazione da demandare al giudice di rinvio previo riesame degli atti,ma,
attesa la sopravvenuta causa estintiva del reato, s’impone al contrario l’adozione

3

che sarebbero incompatibili con il principio secondo cui l’operatività della causa

della immediata declaratoria di estinzione ex art. 129 cod. proc.pen. come testè
ricordato.
Segue ex lege la condanna del querelato al pagamento delle spese processuali.

PQM

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per

processuali.
Così deciso in Roma,lì 20 marzo 2014.

remissione di querela e condanna il querelato al pagamento delle spese

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA