Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13961 del 04/02/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 1 Num. 13961 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: BONI MONICA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DI GIOVINE GUGLIELMO N. IL 11/12/1965
avverso l’ordinanza n. 415/2014 GIUD. SORVEGLIANZA di
MILANO, del 05/03/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. M
lette/site le conclusioni del PG Dott.
MA Ve Ax-06 g (<12 A)0 - +AAvyw- oruldeta,- Aty Data Udienza: 04/02/2015 Ritenuto in fatto 1.Con ordinanza resa il 5 marzo 2014 il Magistrato di Sorveglianza di Milano rigettava l'istanza, avanzata dal condannato Guglielmo Di Giovine, volta ad ottenere la remissione del debito, pari ad euro 1.965,71, maturato per il mantenimento in carcere; a fondamento della decisione veniva rilevato il comportamento non corretto tenuto dall'istante, sottoposto dopo l'espiazione della pena cui si riferiva la domanda agli arresti domiciliari per altra vicenda criminosa di natura associativa. personalmente, il quale ha lamentato violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al disposto dell'art. 6 D.P.R. nr. 115/2002. Ha dedotto che il Magistrato di Sorveglianza non aveva considerato che al momento nel separato procedimento pendente non era stata ancora pronunciata alcuna sentenza di condanna, che la rilevata mancanza di buona condotta era frutto di arbitrio ed era priva di fondamento giuridico e fattuale perché avrebbe dovuto essere presa in considerazione la condotta tenuta in carcere durante l'esecuzione, come prescritto dall'art. 56 ord. pen.. Inoltre, la motivazione dell'ordinanza presenta ve altre lacune e contraddizioni, laddove considera in via discrezionale l'ammontare della somma dovuta senza porre in alcun conto le condizioni economiche del ricorrente. 3.Con requisitoria scritta depositata il 22 settembre 2014 il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, dr. Alfredo PompeoViola, ha chiesto di riqualificare il ricorso come opposizione ai sensi dell'art. 667 comma 4 c. .p. e di trasmettere gli atti al competente Magistrato di Sorveglianza per la relativa decisione. Considerato in diritto Successivamente al deposito dell'impugnazione e nelle more della sua trattazione si è verificato il decesso del ricorrente, avvenuto in data 30/8/2014, come da certificazione anagrafica agli atti. Deve dunque dichiararsi il non luogo a provvedere sul ricorso. P.Q. M. Dichiara non luogo a provvedere per morte del ricorrente. Così deciso in Roma il 4 febbraio 2015. 2. Avverso detto provvedimento ha proposto ricorso per cassazione l'interessato

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA