Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13956 del 04/02/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 13956 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: LA POSTA LUCIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
HOXHA FIDAJET N. IL 21/03/1976
avverso la sentenza n. 17/2003 CORTE ASSISE di NAPOLI, del
20/02/2004
sentita la re ione fatta dal Consigliere Dott. LUCIA LA POSTA;
lette/sen e le conclusioni del PG Dott. VAI, cAcc;,0,uz,

Uditi difensor Avv.:

Data Udienza: 04/02/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Hoxha Fidajet, a mezzo del difensore di fiducia, ha avanzato richiesta di
rescissione del giudicato, ai sensi dell’art. 625

ter cod. proc. pen., con

riferimento alla sentenza irrevocabile di condanna emessa dalla Corte di assise di
Napoli, in data 20.2.2004, all’esito del processo nel quale il predetto è stato
dichiarato contumace.

L’istituto della rescissione, ai sensi dell’art. 15

bis comma 1 legge n. 67 del

2014 introdotto dalla legge n. 118 del 2014, si applica soltanto ai procedimenti
in corso alla data di entrata in vigore della citata legge n. 67 a condizione che
non sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado; inoltre, è
stato previsto che le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore
della legge n. 67 del 2014 continuano ad applicarsi ai procedimenti in corso alla
data di entra in vigore della predetta legge quando l’imputato è stato dichiarato
contumace e non è stato emesso decreto di irreperibilità.
Del resto, ancor prima della legge n. 118 del 2014, le Sezioni unite di questa
Corte hanno affermato che l’istituto della rescissione del giudicato, di cui all’art.
625

ter cod. proc. pen., si applica solo ai procedimenti nei quali è stata

dichiarata l’assenza dell’imputato a norma dell’art. 420

bis cod. proc. pen.,

come modificato dalla legge 28 aprile 2014, n. 67, mentre ai procedimenti
contumaciali definiti secondo la normativa antecedente alla entrata in vigore
della legge indicata continua ad applicarsi la disciplina della restituzione nel
termine per proporre impugnazione dettata dall’art. 175, comma secondo, cod.
proc. pen. nel testo previgente (Sez. U, n. 36848 del 17/07/2014, Burba, rv.
259992).

3. Alla declaratoria di inammissibilità segue per legge, ai sensi dell’art. 616
cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali;
ad avviso del Collegio, deve essere esclusa la condanna al versamento in favore
della cassa delle ammende, tenuto conto che si tratta di istituto di recente
introduzione e che la richiesta è stata avanzata prima della sentenza citata e
della disposizione transitoria.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamen
spese processuali.
Così deciso, il 4 febbraio 2015.

2. La richiesta è inammissibile.

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