Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13954 del 04/02/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 13954 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: LA POSTA LUCIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DARNAKH ABDENBI N. IL 21/04/1986
avverso l’ordinanza n. 770/2013 TRIBUNALE di TORINO, del
04/04/2014
sentita la lazione fatta dal Consigliere Dott. LUCIA LA POSTA;
lette/s tite le conclusioni del PG Dott.
1,

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 04/02/2015

RITENUTO IN FATTO

1.

Con ordinanza del 4.4.2014 il Tribunale di Torino, quale giudice

dell’esecuzione, respingeva la richiesta di applicazione della disciplina del reato
continuato, ai sensi dell’art. 671 cod. proc. pen., avanzata da Darnakh Abdenbi.

2.

Avverso la citata ordinanza ha proposto ricorso per cassazione, il

condannato, a mezzo del difensore di fiducia, denunciando la violazione di legge

Rileva che la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione si
riferisce a reati di rapina, estorsione e violazioni in materia di stupefacenti
consumati tra il 2000 ed il 2007 ed evidenzia come, già in sede di cognizione,
era stata riconosciuta la continuazione in relazione a due dei reati commessi
quando era minorenne, mentre il giudice dell’esecuzione non ha valorizzato
adeguatamente la circostanza che i fatti sono stati commessi in un contesto di
giovane devianza, caratterizzata dall’uso di sostanze stupefacenti e che tra essi
non vi è una significativa distanza temporale.
Allo stesso modo, le ulteriori violazioni in materia di stupefacenti erano
riconducibili alla dipendenza da dette sostanze e se fossero state giudicate
unitariamente sarebbe stata certamente riconosciuta la continuazione. Afferma,
quindi, che, tenuto conto della tipologia delle condotte, l’esistenza del medesimo
disegno criminoso è ravvisabile risultando che la pluralità di azioni in esame
erano state previste in serie.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso, ad avviso del Collegio, non è fondato e, pertanto, deve essere
rigettato.
Invero, l’ordinanza impugnata ha fatto corretta applicazione dei principi più
volte affermati da questa Corte avuto riguardo ai criteri valutativi posti a
fondamento del giudizio di cui all’art. 671 cod. proc. pen..
Il giudice dell’esecuzione, infatti, ben può ritenere prevalenti, in senso
positivo o negativo, soltanto alcuni degli indici rivelatori della identità del disegno
criminoso, purchè espliciti adeguatamente, con motivazione esente da vizi di
logicità e contraddizione, le ragioni per le quali ne ha ritenuto pregnanti alcuni in
direzione del riconoscimento o del diniego del vincolo della continuazione.
Invero, nella specie, il giudice dell’esecuzione, con motivazione sufficiente e
priva di contraddizioni interne e di manifeste illogicità, ha rilevato come la
circostanza che alcuni reati fossero stati commessi quando il condannato era
minorenne non costituisce in sé elemento idoneo a dimostrare l’unicità del
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ed il vizio della motivazione.

programma criminoso, tenuto conto, peraltro, che si tratta di reati di diversa
natura. Ha, inoltre, ritenuto che le violazioni in materia di stupefacenti si
palesano, alla luce delle sentenze acquisite, come episodi di spaccio al minuto, di
cui solo alcuni cronologicamente ravvicinati, espressione di un sistema di vita più
che di un disegno criminoso unitario.
Il giudice dell’esecuzione ha dato atto, quindi, compiutamente delle ragioni
per le quali ha respinto la richiesta ed è incontrovertibile che i reati commessi da
minorenne sono distanti tra loro (2000, 2002, 2003) e non sono omogenei, né la

stupefacenti – peraltro neppure dedotta nella originaria istanza – consente di
valutare l’eventuale collegamento dell’attività illecita ad uno stato di
tossicodipendenza. Anche le violazioni della disciplina in materia di stupefacenti
sono state commesse in un lungo periodo e, fatto salvo per due episodi, sono
tutte distanti tra loro.
Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.

Così deciso, il 4 febbraio 2015.

generica indicazione della circostanza che il ricorrente facesse uso di sostanze

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