Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13951 del 04/02/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 13951 Anno 2015
Presidente: SIOTTO MARIA CRISTINA
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MAROTTA COSIMO N. IL 15/01/1966
avverso l’ordinanza n. 1566/2013 TRIB. SORVEGLIANZA di
SALERNO, del 09/10/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
lette/9~e le conclusioni del PG Dott.
r/U-110

Uditi difensor Avv.;

irtAA.A-L1

Data Udienza: 04/02/2015

RILEVATO IN FATTO
Con ordinanza in data 9.10.2013 il Tribunale di sorveglianza di Salerno revocava il beneficio
della detenzione domiciliare concessa a MAROTTA COSIMO, collaboratore di giustizia, dal
Tribunale di sorveglianza di Bologna con ordinanza del 24.5.2005, disponendo l’espiazione
della pena in regime ordinario.
Il Tribunale di sorveglianza premetteva che il Marotta era autorizzato ad uscire di casa nella
fascia oraria dalle 17,30 alle 19,00 e che il giorno 20.8.2013 era stato visto dai Carabinieri nei

predetto era uscito di casa dieci minuti prima dell’orario consentito. Il Marotta aveva addotto a
giustificazione il cattivo funzionamento del suo orologio.
Riteneva che, avendo il Marotta violato gli obblighi impostigli senza che vi fosse una situazione
di assoluta necessità, il beneficio della detenzione domiciliare dovesse essere revocato.

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il difensore, chiedendone
l’annullamento per i seguenti motivi.
Il Marotta, collaboratore di giustizia, aveva espiato otto anni della pena inflittagli in regime di
detenzione domiciliare osservando puntualmente le prescrizioni impostegli. Non poteva essere
presa in considerazione una diffida del Magistrato di sorveglianza emessa il giorno 11.8.2013,
poiché era stata notificata al detenuto successivamente al fatto di cui al presente
procedimento.
Il Tribunale aveva omesso di accertare il dedotto cattivo funzionamento dell’orologio del
ricorrente, e comunque non aveva considerato il complessivo comportamento serbato dal
Marotta durante il lungo periodo di detenzione.
Illogicamente e immotivatamente aveva ritenuto che una violazione delle prescrizioni di tale
esiguità rendesse incompatibile la prosecuzione della misura.
La motivazione del Tribunale di sorveglianza era del tutto carente nell’indicazione delle ragioni
per le quali la violazione contestata aveva reso incompatibile la prosecuzione della detenzione
domiciliare.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato.
Il Tribunale di sorveglianza ha revocato a Marotta Cosimo il beneficio delle detenzione
domiciliare, poiché lo stesso aveva violato l’ obbligo di non uscire dalla sua abitazione prima
delle ore 17,30.
Risulta dalla motivazione dell’ordinanza che il Marotta è uscito dalla sua abitazione, con un
figlio minore di età, dieci minuti prima dell’orario in cui gli era consentito di uscire.
Il sesto comma dell’art.47-ter dell’O.P. prevede che la detenzione domiciliare debba essere
revocata se il comportamento del soggetto, contrario alla legge o alle prescrizioni dettate,
appare incompatibile con la prosecuzione della misura.
1

pressi della sua abitazione, insieme ad uno dei suoi figli minori, alle ore 17,21. Quindi il

Risulta evidente dal testo della suddetta norma che la revoca non deve essere disposta
automaticamente in qualsiasi caso di violazione delle prescrizioni, ma solo quando il
comportamento del soggetto appare incompatibile con la prosecuzione della misura.
Il Tribunale di sorveglianza, pertanto, avrebbe dovuto valutare non solo la gravità della
prescrizione, considerando la credibilità della giustificazione data dal Marotta, ma anche il
complessivo comportamento del predetto durante la sottoposizione al regime di detenzione
domiciliare.

essendo stato spiegato perché la violazione in questione sarebbe incompatibile con la
prosecuzione della misura, l’ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio al Tribunale
di sorveglianza per nuovo esame.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di
Salerno.
Così deciso in Roma in data 4 febbraio 2015
Il Consigliere estensore

Il Presidente

Non essendo stato compiuta la prescritta valutazione del comportamento dell’imputato e non

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