Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13938 del 04/03/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 13938 Anno 2015
Presidente: PETTI CIRO
Relatore: PELLEGRINO ANDREA

SENTENZA
Sul ricorso proposto nell’interesse di Bogliolo Massimo, n. a Napoli il
27.08.1978, rappresentato e assistito dall’avv. Mario Bruno, di
fiducia, avverso l’ordinanza della Corte d’appello di Napoli, quinta
sezione penale, n. 1501/2013, in data 11.03.2014;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
sentita la relazione della causa fatta dal consigliere dott. Andrea
Pellegrino;
letta la requisitoria scritta in data 18.12.2014 con la quale il Sostituto
procuratore generale dott. Mario Fraticelli ha chiesto di voler
annullare l’ordinanza impugnata con rinvio al giudice di merito per
nuovo esame dell’istanza di restituzione.

RITENUTO IN FATTO

Data Udienza: 04/03/2015

L

1. Con ordinanza in data 11.03.2014, la Corte d’appello di Napoli
respingeva la richiesta presentata da Bogliolo Massimo per essere
rimesso nei termini per impugnare la sentenza pronunciata dal Tribunale
di Napoli in data 24.06.2010.
2. Con l’ordinanza de qua, la Corte d’appello interpreta la norma
ritenendo superfluo l’accertamento della effettiva conoscenza del
provvedimento (nella specie, la sentenza contumaciale), in quanto

superato dalla presunzione della conoscenza del procedimento,
confermata dalla regolarità formale della notifica del decreto di citazione
a giudizio.
3.

Avverso detto provvedimento, Bogliolo Massimo, assistito da

difensore, propone ricorso per cassazione lamentando inosservanza o
erronea applicazione dell’art. 175, comma 2 cod. proc. pen. ed omessa
motivazione sul punto.
4. Assume il ricorrente come la richiesta di restituzione nel termine si
basa esclusivamente sulla mancata conoscenza del provvedimento da
impugnare, che fu notificato presso il difensore d’ufficio ai sensi dell’art.
161, comma 4 cod. proc. pen., dopo che la notifica presso il domicilio
eletto risultò impossibile: dagli atti, non si ricava alcun elemento che
possa far ritenere che il ricorrente avesse avuto effettiva conoscenza
della sentenza non essendovi traccia di comunicazioni tra difensore
d’ufficio e cliente.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato e, come tale, meritevole di accoglimento.
2.

Si afferma in giurisprudenza come il rigetto della richiesta di

restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale
presuppone necessariamente che l’interessato abbia avuto effettiva
conoscenza del provvedimento (Sez. 1, sent. n. 26321 del 18/05/2011,
dep. 06/07/2011, Haramliyska, Rv. 250683).
2.1. Invero – afferma la Suprema Corte – una cosa è la conoscenza del
processo, altra la conoscenza del provvedimento. Come è noto, sul
punto la giurisprudenza formatasi dopo la modifica dell’art. 175 cod.
proc. pen., comma 2 (d.l. n. 17 del 2005, conv. in I. n. 60 del 2005) in
armonia con la legislazione e la giurisprudenza europea non lascia spazi
ad orientamenti difformi (cfr., Sez. 6, sent. n. 7379 del 21/12/2009,

2

dep. 24/02/2010, Halilovic, Rv. 246027).
Pertanto, per negare la rimessione nel termine per impugnare, va
accertata l’effettiva conoscenza del provvedimento da parte
dell’interessato e l’onere di ciò è a carico dell’ufficio.
2.2. Nella fattispecie, come evidenziato dal ricorrente, vi sono elementi
che, al di là della presunzione di non conoscenza, inducono a ritenere
verosimile l’effettiva mancanza di conoscenza: la non particolare

Lettieri, desumibile dalla mancata partecipazione ad alcuna udienza e
dalla mancata presentazione dei motivi d’impugnazione, rende alquanto
inverosimile che lo stesso abbia informato il condannato del
provvedimento; peraltro, il difensore d’ufficio, considerato che il Bogliolo
risultava sconosciuto all’indirizzo dichiarato all’autorità giudiziaria, non
aveva alcun modo per raggiungere l’assistito ed informarlo della notifica.
Di contro, appare verosimile che l’impossibilità a notificare l’estratto
contumaciale presso il domicilio fosse stato generato da caso fortuito
ovvero da errore dell’addetto alla notificazione, conclusione tanto più
avvalorabile in considerazione del fatto che, poche settimane prima del
tentativo di notifica dell’estratto contumaciale, altre notifiche (come si
evince del testo dell’ordinanza impugnata) andarono a buon fine, così
come successivamente non vi furono difficoltà per la notifica dell’ordine
di esecuzione.
3. All’accoglimento del ricorso consegue l’annullamento dell’ordinanza
impugnata con rinvio alla Corte d’appello di Napoli, altra sezione, per
nuovo esame

PQM

Annulla l’ordinanza impugnata e dispone trasmettersi gli atti alla Corte
d’appello di Napoli, altra sezione, per nuovo esame.
Così deliberato in Roma, udienza in camera di consiglio del 4.3.2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

Dott. Andrea Pellegrino

Dott. Ciro P ti
2 -2

attenzione per il processo da parte del difensore d’ufficio, avv. Ester

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