Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13932 del 07/01/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 2 Num. 13932 Anno 2015
Presidente: PETTI CIRO
Relatore: BELTRANI SERGIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
ALOISI EMANUELE N. IL 21/04/1950
avverso l’ordinanza n. 516/2014 TRIB. LIBERTA’ di GENOVA, del
19/09/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SERGIO BELTRANI;
l e/sentite le conclusioni del PG Dott.

012,4 JM,

chim-±0 Ye/vvv.”2,Qk

O

(MA /1■Z t o

Autuks,Ato

tvAtrcrg-

dek

Uditi difensor Avv.;

Q.0

tL

kRil rtA) doku.ve«.49:0

Data Udienza: 07/01/2015

RITENUTO IN FATTO
Con l’ordinanza indicata in epigrafe, il Tribunale del riesame di Genova, adito
ex art. 310 c.p.p., ha rigettato l’appello presentato nell’interesse di EMANUELE
ALOISI, in atti generalizzato, contro l’ordinanza con la quale in data 12 agosto
2014 la Corte di appello di Genova aveva rigettato una richiesta di declaratoria
di inefficacia della misura cautelare degli arresti domiciliari (applicatagli per i
reati di rapina a mano armata commessa il 10 maggio 2010 in Loano ed altro,

di anni dieci di reclusione).
Contro tale provvedimento, l’imputato (con l’ausilio di un difensore iscritto
nell’apposito albo speciale) ha proposto ricorso per cassazione, deducendo il
seguente motivo, enunciato nei limiti strettamente necessari per la
motivazione, come disposto dall’art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.:
– violazione degli artt. 12, lett. B), – 16 – 297, comma 3 – 303, comma 1,
lett. A), n. 3 c.p.p. e mancanza di motivazione (lamentando che non sia stata
considerata, quale fondamento della richiesta di retrodatazione dell’impugnato
termine di custodia cautelare, la sussistenza di ragioni di connessione
qualificata ex art. 12, lett. B), c.p.p., ovvero del vincolo della continuazione con
reati di competenza di altra A.G.).
All’odierna udienza camerale, celebrata ai sensi dell’art. 127 c.p.p., si è
proceduto al controllo della regolarità degli avvisi di rito; all’esito, la parte
presente ha concluso come da epigrafe, e questa Corte Suprema, riunita in
camera di consiglio, ha deciso come da dispositivo in atti.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato, e va, pertanto, rigettato.

1. A fondamento dell’istanza rigettata dal giudice procedente e dal Tribunale
del riesame, il ricorrente (detenuto nell’ambito del procedimento dal 20 aprile
2011 in forza di una OCC emessa dal GIP del Tribunale di Savona in data 15
aprile 2011, per fatti commessi in data 10 maggio 2010 quanto alla rapina, ed
in data antecedente quanto alla ricettazione) aveva invocato la sussistenza di
ragioni di connessione c.d. qualificata (per continuazione) con reati (rapina
aggravata ed altro) asseritamente commessi in esecuzione del medesimo
disegno criminoso (in data 15 marzo 2010, 30 marzo 2010 e tra il 14 febbraio
ed il 30 marzo 2010) in ordine ai quali pure si trovava ristretto in forza di OCC

in ordine ai quali aveva riportato, in primo e secondo grado, condanna alla pena

emessa da diversa A.G. (il GIP del Tribunale di Mondovì) in data 4 giugno 2010
ed eseguita in data

10 luglio 2010, conclusivamente deducendo che

«l’Autorità Giudiziaria di Mondovì, ben prima della formulazione della richiesta
di rinvio a giudizio, era a conoscenza dei fatti di cui al procedimento penale
pendente davanti all’Autorità genovese e che la stessa Autorità Giudiziaria di
Savona, già in data 30 settembre 2010, era a conoscenza dei fatti di reato per i
quali stava procedendo l’Autorità Giudiziaria di Mondovì» (f. 2 del ricorso).

emessa nel procedimento pendente dinanzi alle AA.GG. liguri (Tribunale Savona
e Corte di appello Genova): si discute, pertanto, della eventuale decorrenza dei
termini di custodia cautelare relativamente alla misura coercitiva emessa dal
GIP del Tribunale di Savona in data 15 aprile 2011 in danno del ricorrente per
la rapina commessa in Loano il 10 maggio 2010, e per la ricettazione
concorrente commessa in data antecedente.
In virtù di ciò, risulta del tutto privo di rilievo il fatto che, in ipotesi,
«l’Autorità Giudiziaria di Savona, già in data 30 settembre 2010», fosse a
conoscenza «dei fatti di reato per i quali stava procedendo l’Autorità
Giudiziaria di Mondovì», potendo, piuttosto, assumere rilievo, come si vedrà,
unicamente la circostanza che «l’Autorità Giudiziaria di Mondovì, ben prima
della formulazione della richiesta di rinvio a giudizio»

ovvero alla data di

emissione della prima ordinanza coercitiva del 4 giugno 2010, fosse

<

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA