Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13928 del 07/01/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 13928 Anno 2015
Presidente: PETTI CIRO
Relatore: BELTRANI SERGIO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
BERTOLDO MARCO N. IL 07/08/1979
avverso l’ordinanza n. 243/2014 TRIB. LIBERTA’ di MILANO, del
08/08/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SERGIO BELTRANI;
1,4é/sentite le conclusioni del PG Dott. yt 4. • u„4.0
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Data Udienza: 07/01/2015

RITENUTO IN FATTO
Con l’ordinanza indicata in epigrafe, il Tribunale del riesame di Milano, adito
ex art. 324 c.p.p., ha confermato il decreto di sequestro preventivo finalizzato
alla confisca per equivalente emesso in data 8.7.2014 dal GIP della stessa città
nei confronti di MARCO BERTOLDO, in atti generalizzato, in riferimento ai reati
di cui agli artt. 640-bis e 483 c.p. (come da dettagliate imputazioni provvisorie
riportate in epigrafe del provvedimento impugnato).

per cassazione, deducendo il seguente motivo, enunciato nei limiti strettamente
necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173, comma 1, disp. att.
c.p.p.:
– inosservanza e/o erronea applicazione degli artt. 640-quater c.p. e 321
c.p.p., nonché dell’art. 23, comma 3, D. Lgs. n. 28 del 2011 e dell’art. 21 D.M.
5.5.2011 (c.d. IV Conto Energia), con conseguente erronea quantificazione del
profitto sottoponibile a sequestro per equivalente.
All’odierna udienza camerale, celebrata ai sensi dell’art. 127 c.p.p., si è
proceduto al controllo della regolarità degli avvisi di rito; all’esito, la parte
presente ha concluso come da epigrafe, e questa Corte Suprema, riunita in
camera di consiglio, ha deciso come da dispositivo in atti.

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato e va rigettato.

Il ricorrente ha espressamente indicato di voler lamentare in questa sede (f.
2 del ricorso) <>.
Al ricorrente si contesta di aver ricevuto la c.d. tariffa incentivante con
contributo maggiorato nella misura del 10% per l’energia prodotta da pannelli
solari di provenienza industriale europea, laddove sarebbe stata falsamente
dichiarata l’origine comunitaria di 18 pannelli.
Ciò premesso, il ricorrente lamenta che, ai fini della quantificazione
dell’importo da sequestrare in vista della futura confisca per equivalente, si sia
tenuto conto dell’intera somma percepita, e non soltanto della maggiorazione in
misura pari al 10%, poiché, a suo avviso, la tariffa incentivante di base gli
sarebbe comunque allo stato dovuta.

Contro tale provvedimento, l’indagato (personalmente) ha proposto ricorso

In senso contrario, peraltro, il Tribunale ha correttamente (nonostante i
contrari e diffusi rilievi difensivi, apprezzabilmente articolati, ma ciononostante
infondati) valorizzato quanto previsto dall’art. 21 D.M. 5.5.2011, che prevede,
per i casi in cui risulti accertata la non veridicità di dati, documenti o
dichiarazioni, resi dai soggetti responsabili ai fini dell’ottenimento delle tariffe
incentivanti di cui allo stesso D.M., la decadenza dal diritto alla tariffa
incentivante con ripetizione di quanto in ipotesi già indebitamente percepito:
«e del resto l’incolpazione è quella di aver, in concorso, posto in essere artifici

e, per 18 sui 26 impianti, anche la maggiorazione del 10%, apparendo chiaro,
sulla scorta dell’articolo sopra citato del D.M. 5.5.2011, che la non veridicità di
qualsivoglia dato rappresentato, attestato, certificato, nell’ambito della
procedura volta all’ottenimento della tariffa incentivante, è destinata a
cagionare la perdita del diritto all’intero e non solo alla eventuale
maggiorazione» (ultima pagina della motivazione del provvedimento
impugnato, purtroppo non numerata, come sarebbe opportuno per migliore
ordine espositivo).
Invero, questo essendo l’insieme delle disposizioni applicabili in materia, in
fase cautelare la prognosi sulla,eventualtfutur&decadenza dal diritto alla tariffa
incentivante, coeteris paribus, appare non soltanto legittima, ma doverosa.

Il rigetto del ricorso comporta, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
Così deciso in Roma, udienza camerale 7 gennaio 2015

Il Compo ente estensore

e raggiri al fine di indurre l’ente pagatore GSE ad erogare la tariffa incentivante

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