Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13905 del 29/01/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 13905 Anno 2015
Presidente: NAPPI ANIELLO
Relatore: PISTORELLI LUCA

SENTENZA

sul ricorso proposto dal difensore di:
Rea Salvatore, nato a Napoli, il 28/6/1979;

avverso l’ordinanza del 26/9/2014 del Tribunale di Napoli;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Luca Pistorelli;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. Sante
Spinaci, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
udito per l’imputato l’avv. Rosario Arienzo, che ha concluso chiedendo l’accoglimento
del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1.Con l’ordinanza impugnata il Tribunale di Napoli, in parziale riforma del
provvedimento genetico e in funzione di giudice del riesame, applicava a Rea
Salvatore la misura degli arresti domiciliari in sostituzione della custodia in carcere

Data Udienza: 29/01/2015

originariamente disposta nei suoi confronti per il reato di lesioni gravi aggravate anche
ai sensi dell’art. 7 I. n. 203/1991, commesse ai danni di Gremito Roberto, vittima di un
violento pestaggio consumato nel corso di una sorta di spedizione punitiva occasionata
da una pregressa lite condominiale.
2. Avverso l’ordinanza ricorre il Rea a mezzo del proprio difensore deducendo errata
applicazione della legge penale e correlati vizi di motivazione in merito alla ritenuta

il ricorrente lamenta che il Tribunale avrebbe omesso di precisare in che modo il Rea
sarebbe concorso nel reato,una volta riconosciuto che egli non aveva materialmente
partecipato al pestaggio della persona offesa, come del resto narrato da quest’ultima.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1.11 ricorso è inammissibile.
2. Il Tribunale, come sostenuto dal ricorrente, ha effettivamente riconosciuto che il
Rea non avrebbe materialmente partecipato al pestaggio del Gremito. Non di meno il
provvedimento impugnato ha ampiamente illustrato quale sia stata la condotta
attribuita all’indagato e le ragioni della sua rilevanza penale in quanto manifestazione
del concorso morale nella consumazione del reato. In particolare i giudici del il riesame
hanno evidenziato come sostanzialmente il Rea, oltre a partecipare attivamente al
prelievo della vittima presso la sua abitazione (circostanza non contestata dal
ricorrente), abbia guidato la spedizione punitiva e ripetutamente ammonito il Gremito
– non prima di averlo reso edotto della sua “qualifica” in seno all’organizzazione
camorristica – sulla necessità che non molestasse più la persona con la quale aveva
avuto la lite. In sostanza egli ha riservato a sé stesso il compito di spiegare alla vittima
le ragioni del pestaggio che avrebbe subito dopo subito, lasciando poi ai suoi sodali (e
sottoposti) il compito di realizzarlo, secondo uno schema che l’evidenza disponibile
dimostra essere stato previamente concordato e che qualifica il rilievo causale del suo
comportamento.
3.

Tale articolata motivazione, coerente alle risultanze processuali illustrate

dall’ordinanza e che correttamente ha portato il Tribunale a considerare il Rea come
concorrente morale nel reato quale istigatore del medesimo, non trova
sostanzialmente riscontro nelle censure del ricorrente, che, lungi dal confrontarsi
compiutamente con il discorso giustificativo sviluppato dai giudici del riesame, si è
limitato in maniera assertiva a rivendicare il difetto del rilievo concorsuale della
condotta dell’indagato ovvero a prospettare l’ipotesi della desistenza attraverso

sussistenza dei gravi indizi dell’effettivo concorso dell’indagato nel reato. In particolare

l’illogica parcellizzazione del fatto, che invece è stato correttamente considerato nel
suo complesso dagli stessi giudici.
4. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue ai sensi dell’art. 616 c.p.p.
la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della
somma, ritenuta congrua, di euro mille alla cassa delle ammende.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1.000 in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 29/1/2015

P.Q.M.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA