Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13901 del 18/11/2014


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 13901 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI PAOLA
nei confronti di:
HABEDI HOSENE N. IL 16/05/1991
HAKIM ABAZIR N. IL 09/09/1980
avverso l’ordinanza n. 202/2013 TRIBUNALE di PAOLA, del
03/03/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SILVANA DE
BERARD IS;
lette/se ite le conclusioni del PG Dott.

dtiQ

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 18/11/2014

RITENUTO IN FATTO

Con ordinanza in data 3.3.2014 il Giudice monocratico del Tribunale di Paola, nel procedimento
a carico di:
HAKIM Abaziz,e ABEDI Hosehe-imputati del reato di cui all’art.582 CP.- -pronunziandosi
sull’eccezione proposta in udienza dal difensore ,inerente alla nullità del decreto di citazione a
giudizio per genericità del capo di imputazione,dichiarava la nullità del decreto di citazione

Avverso tale provvedimento pcopowva tricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica
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la contestazione,per cui agli imputati era
presso il Tribunale di Paola,
addebitato il reato di cui agli artt.582 e 585,in relazione all’art.577 co.I n.7 CP(ascritti -perché
all’interno del cortile adibito al passeggio dei detenuti della Casa Circondariale di Paola,si
aggredivano con calci e pugni e L’Abedi facendo uso di una lametta che deteneva celata colpiva
al volto l’Hakim,nel corso della quale gli stessi medicati presso l’ufficio Sanitario della
CC.,riportavano lesioni descritte in rubrica-)Fatto acc.in data 12.7.2010Con i motivi di gravame il PM rilevava la violazione di cui all’art.606 Co.I lett.B) CPP ,ritenendo
I’ abnormità del provvedimento impugnato,
del quale chiedeva l’annullamento.

RILEVA IN DIRITTO

Il ricorso risulta dotato di fondamento.
Invero nella specie deve ritenersi condivisibile il contenuto delle censure articolate dal PM
ricorrente,alle quali va fatto riferimento,dovendo rilevarsi che il giudice aveva motivato la
dichiarazione di nullità del decreto di citazione osservandoARilevato che il capo di imputazione
per come formulato non consente un adeguato diritto di difesa,non essendo agevole
comprendere se e quali circostanze aggravanti risultano contestate e che tale incertezza non
consente neppure di valutare la procedibilità del reato ascritto,per quanto motivato ex art.522
co.2 CPP9.
Il PM evidenziava a riguardo che il capo di imputazione enunciava la condotta dell’imputato
Abedi che,utilizzando un’arma impropria aveva causato le lesioni all’Hakim,e che la
formulazione dell’accusa avrebbe consentito al giudice di procedere al dibattimento;d’altra
parte evidenziava che il provvedimento di restituzione degli atti al PM aveva determinato la
paralisi della azione penale,non essendo possibile avere una pronunzia
giurisdizionale,suscettibile di impugnazione,a1 di fuori del ricorso per cassazione,ponendo in
luce che il giudice ,nella ritenuta indeterminatezza dell’ipotesi di accusa,avrebbe potuto
sollecitare il PM di udienza a riformulare in termini più corretti l’imputazione.

disponendo trasmettersi gli atti al PM.

Tali osservazioni si rivelano consone ai principi recepiti dalla dottrina e all’indirizzo
giurisprudenziale di questa Corte (rilevandosi che il vigente codice di rito autorizza il giudice
nel corso del dibattimento,a trasmettere gli atti al Pubblico Ministero in due sole ipotesi:quando
rilevi che non si è provveduto alla necessaria modificazione dell’imputazione(art.521,comma
secondo CPP);quando rilevi che il Pubblico Ministero ha operato la modificazione senza la
sussistenza dei necessari presupposti(art.521 comma terzo CPP);e solo in tali ipotesi il
provvedimento del giudice è inoppugnabile( Fassone,Illuminati,Corsero ,Ribecchi).Ma allorché

dall’ordinamento (provvedimento abnorme).
In tal senso si ritiene pertinente il richiamo reso dal PG in sede al principio sancito da questa
Corte,con sentenza Sez.III del 9 luglio 2013-n.42161-PM in proc.LindeggIn virtù del quale è da ritenere “abnorme”,per la sua attitudine a determinare una indebita
regressione del procedimento,l’ordinanza del giudice del dibattimento che,nell’ipotesi di
genericità o indeterminatezza dell’imputazione,restituisca gli atti al pubblico ministero senza
averlo preventivamente sollecitato ad integrare o precisare la contestazione.
Va dunque pronunziato l’annullamento senza rinvio del provvedimento impugnato,e va
disposta la restituzione degli atti al Tribunale di Paola per il corso ulteriore.

PQM

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone la restituzione degli atti al Tribunale di
Paola per il corso ulteriore.

Roma,deciso il 18 novembre 2014.

tale restituzione avvenga per altri motivi,trattasi di ipotesi assolutamente non prevista

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