Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13896 del 27/01/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 13896 Anno 2015
Presidente: BEVERE ANTONIO
Relatore: POSITANO GABRIELE

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MATTE’ LORENZO N. IL 06/09/1942
avverso la sentenza n. 3/2013 TRIBUNALE di ROVERETO, del
27/06/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 27/01/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GABRIELE POSITANO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 27/01/2015

Il Procuratore generale della Corte di Cassazione, dr Francesco Salzano, conclude chiedendo il
rigetto del ricorso
Per la parte civile è presente l’Avvocato Alessio Pezcoller, il quale conclude chiedendo rigettarsi
il ricorso e chiede la condanna al pagamento delle spese di lite.
RITENUTO IN FATTO
1. I difensori di Mattè Lorenzo propongono ricorso per cassazione contro la sentenza

decisione emessa dal Giudice di pace di Rovereto, impugnata, ai soli effetti civili, da
Gambari Liana, che aveva mandato assolto l’imputato Mattè, dichiarava la civile
responsabilità dello stesso in relazione alla reato di ingiuria, ai sensi dell’articolo 594 del
codice penale, condannandolo al pagamento, in favore della parte civile, di euro 500,
oltre interessi e spese legali del doppio grado di giudizio.
2. Mattè Lorenzo era stato assolto dal primo giudice e avverso tale decisione aveva
proposto appello, ai soli effetti civili, la persona offesa.
3. Il Tribunale, ritenendo priva di fondamento la tesi del Giudice di pace, secondo cui le
dichiarazioni della teste Cristale Maria Grazia non sarebbero state sufficienti a
confermare la ricostruzione dei fatti operata dalla parte civile, Garbari Liana, ha
affermato la responsabilità dell’imputato ai soli effetti civili.
4. Avverso tale decisione propone ricorso per cassazione l’imputato, per il tramite dei
propri difensori, lamentando vizio di motivazione e violazione di legge, avendo il giudice
di secondo grado omesso di confutare in modo specifico gli argomenti della motivazione
della sentenza riformata, limitandosi a prospettare un’analisi, in termini differenti, delle
prove acquisite.
5. Con memoria depositata il 30 maggio 2014 il difensore della parte civile, Garbari Liana,
contesta i motivi di ricorso concludendo per il rigetto dello stesso.
6. Con memoria depositata il 22 gennaio 2015 il nuovo difensore dell’imputato rileva la
violazione anche dell’art. 6 della CEDU atteso che la decisione del giudice di appello si
fonda su una rivalutazione del profilo dell’attendibilità delle dichiarazioni rese dai
testimoni escussi in primo grado.
7. In data 27 gennaio 2015, il difensore della parte civile deposita in Cancelleria nota
spese.
CONSIDERATO IN DIRITTO
La sentenza impugnata

emessa dal Tribunale di Rovereto, in data 27 giugno 2013 che, in parziale riforma della

•1. Con l’unico articolato motivo i difensori lamentano difetto di motivazione e violazione di
legge, con riferimento agli articoli 194 e seguenti del codice di rito, poiché il giudice di
secondo grado, contrariamente all’orientamento della giurisprudenza di legittimità in
materia, non ha provveduto a contestare, in modo specifico, gli argomenti della
motivazione del Giudice di pace, dando conto delle ragioni della ritenuta incompletezza,
limitandosi, invece, ad esaminare in termini differenti le prove acquisite senza
pronunziarsi in merito alla circostanza fondamentale costituita dal contenuto delle
dichiarazioni del teste Scrinzi, che aveva escluso la presenza del teste Cristale al

momento della condotta ritenuta ingiuriosa. Nello stesso modo non avrebbe
adeguatamente valutato la contraddittorietà della ricostruzione operata dal teste
Cristale, riguardo alla precedente audizione presso la Caserma dei Carabinieri,
concludendo che nell’ipotesi di dichiarazione della parte offesa che risulti contrastata da
più elementi probatori, l’esame avrebbe dovuto essere condotto con estremo rigore,
pervenendo a una diversa ricostruzione della vicenda.
2. Il motivo è fondato. Secondo l’indirizzo costante di questa Corte nel caso di riforma da
parte del giudice di appello di una decisione assolutoria emessa dal primo giudice, il
secondo giudice ha l’obbligo di dimostrare specificamente l’insostenibilità sul piano
logico e giuridico degli argomenti più rilevanti della sentenza di primo grado, con
rigorosa analisi critica seguita da convincente motivazione che, sovrapponendosi a tutto
campo a quella del primo giudice, dia ragione delle scelte operate e della maggiore
considerazione accordata ad elementi di prova diversi o diversamente valutati, non
essendo sufficiente la manifestazione generica di una differente valutazione ed essendo,
per contro, necessario il riferimento a dati fattuali che conducano univocamente al
convincimento opposto rispetto a quello del giudice la cui decisione non si condivida
(Sez. 5, n. 35762 del 05/05/2008 – dep. 18/09/2008, P.G. in proc. Aleksi e altri, Rv.
241169).
3. Orbene, il Tribunale non ha fatto corretta applicazione di tali principi nel confutare le
ragioni poste dal primo giudice a sostegno della decisione assolutoria e limitandosi a
dimostrare l’insostenibilità sul piano logico e giuridico di parte degli argomenti rilevanti
della sentenza di primo grado, attraverso una decisione, che per quello che si dirà, si
sovrappone solo parzialmente a quella della sentenza riformata, giustificando
congruamente le scelte operate e la maggiore considerazione accordata agli elementi di
prova diversamente valutati, senza verificare la tenuta della decisione di condanna
rispetto a tutti gli elementi probatori rilevanti, esaminati dal giudice di primo grado.
4. Come rilevato anche dal ricorrente, il Giudice di pace aveva assolto l’imputato ritenendo
che le dichiarazioni della teste Cristale non fossero state sufficienti a confermare la
ricostruzione dei fatti operata dalla parte civile, ma anche in considerazione della

1

esistenza di elementi probatori in apparente contrasto con le dichiarazioni della persona
offesa.
5. Il Tribunale di Rovereto ha rilevato che il giudice di primo grado aveva ritenuto
necessaria la presenza di riscontri ulteriori, oltre alla dichiarazione resa dalla persona
offesa, costituitasi parte civile, ciò in ragione della litigiosità e conflittualità esistente tra
le parti.

della persona offesa, in considerazione della particolarità della vicenda e della forte
conflittualità esistente tra i protagonisti, contestando i tre profili ritenuti inadeguati (dal
primo giudice) nella deposizione del teste Cristale, rappresentati dall’utilizzo di un
termine differente rispetto a quello riferito dalla persona offesa (guzzare e non
trombare), dalla scarsa chiarezza riguardo all’antefatto e alla circostanza di essere stata
sentita presso il domicilio o presso la Stazione dei Carabinieri in sede di sommarie
informazioni. Il Tribunale, si è limitato a confutare specificamente le ragioni poste dal
giudice di primo grado a sostegno dell’inattendibilità, con riferimento ai tre specifici
profili, rilevando che si trattava, sostanzialmente, di aspetti scarsamente significativi o
del tutto irrilevanti.
7. Il Tribunale, però, ha omesso di valutare la rilevanza probatoria delle dichiarazioni del
teste Scrinzi, che ha riferito una versione del tutto differente della vicenda, fornendo
una motivazione che, quindi, non si sovrappone pienamente a quella di primo grado e
non dà. ragione delle scelte operate e della maggiore considerazione accordata ad
elementi di prova diversi o diversamente valutati, rispetto all’insieme del materiale
probatorio valutato dal Giudice di pace (Sez. 6, n. 6221 del 20/04/2005 – dep.
16/02/2006, Aglieri ed altri, Rv. 233083).
8. In conclusione, la sentenza impugnata va annullata con rinvio, per l’esame dei punti
oggetto delle segnalate lacune motivazionali, al fine di consentire la valutazione
dell’attendibilità delle dichiarazioni della teste Scrizi e chiarire la compatibilità della
ricostruzione operata dal giudice di appello con tali ulteriori elementi probatori,
provvedendo, altresì, alla regolamentazione delle spese della parte civile.
P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo esame al giudice civile competente per
valore in grado di appello.
Così deciso il 27 gennai

6. Il giudice di secondo grado ha condiviso la necessità di un riscontro alle dichiarazioni

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