Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13892 del 18/11/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 13892 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
OTTAVIANO ROBERTO N. IL 07/05/1963
avverso la sentenza n. 4217/2010 CORTE APPELLO di FIRENZE, del
05/07/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 18/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. SILVANA DE BERARDINIS
Udito il Procuratore G nerale in persona del Dott. efituct -ab \fN
che ha concluso per

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

SC12ef\A

Ce

Data Udienza: 18/11/2014

RITENUTO IN FATTO

Con sentenza in data 5-7-2013 la Corte di Appello di Firenze riformava parzialmente la
sentenza emessa dal Giudice monocratico del Tribunale del luogo,in data 8.10.2009,nei
confronti di OTTAVIANO Roberto,imputato dei reati di lesioni,violenza privata,tentata e
consumata,nonché di sequestro di persona in danno di Cosa Medhi,e dichiarava non doversi

violenza privata)perché estinti per prescrizione(essendo i fatti risalenti al 25.6.2005);
rideterminava la pena in riferimento all’imputazione di sequestro di persona(capo B) della
rubrica,in anni uno e mesi due di reclusione,confermando le ulteriori disposizioni(con le quali
l’imputato aveva avuto i benefici di legge ed era stato condannato al risarcimento del danno
patito dalla parte civile,con la provvisionale di €6.000,00)Secondo quanto emerge dal testo del provvedimento il fatto risultava essersi verificato presso
il locale del quale l’Ottaviano era titolare,in Firenze,essendo insorta una rissa tra avventori che
vi si erano recati insieme al Medhi:-i predetti si erano poi allontanati,ed il Medhi che si trovava
insieme alla fidanzata era stato bloccato dall’Ottaviano e costretto a fornire le proprie
generalità , e trattenuto contro la propria volontà nel locale;in tale frangente egli era stato
vittima di un’aggressione realizzata da persone che erano state inviate dall’imputato,fatto dal
quale era derivata una ferita da coltello all’addome; inoltre la persona offesa aveva subito
minacce,a mezzo del telefono.
Il giudizio di colpevolezza dell’imputato risultava fondato sulle dichiarazioni della persona
offesa,che il giudice di appello aveva ritenuto attendibili,in quanto riscontrate da deposizione di
un teste(Vojo) e dal referto medico inerente alle lesioniEra stata disattesa la richiesta di rinnovazione del dibattimento(rilevando che la stessa era
inammissibile,in quanto la richiesta di prova testimoniale era stata proposta
tardivamente,senza giustificare come mai non fossero stati individuati per tempo i testi
oculari)Inoltre era stata disattesa la richiesta di ritenere prevalenti le attenuanti generiche.

Avverso detta sentenza proponeva ricorso per cassazione il difensore,deducendo:
1-la mancata assunzione di prova decisivaA riguardo il ricorrente rilevava di avere richiesto la rinnovazione del dibattimento,all’udienza
del 5.7.2013,per sentire due testi,menzionati nell’atto di appello,evidenziando che le
deposizioni erano state assunte ai sensi dell’art.391 bis CPP.,in data 14.10.2009,e dalle stesse
risultava l’estraneità dell’imputato ai fatti contestati.
Evidenziava altresì che l’imputato aveva appreso,solo a seguito della sentenza di primo grado
di potere assumere ulteriori prove testimoniali.

procedere per i capi A),C),E),F) della rubrica(violenza privata, lesioni aggravate,tentata

Pertanto il ricorrente riteneva censurabile il mancato accoglimento della richiesta di
rinnovazione del dibattimento ,evidenziando che la Corte avrebbe potuto acquisire le
deposizioni assunte ai sensi dell’art.391 bis CPP.
In tal senso deduceva la violazione del diritto di difesa,richiamando gli artt.24 e 111
Cost.,ritenendo che il giudice di appello avesse l’obbligo di sentire i testi proposti dalla difesa.
2-violazione ed erronea applicazione dell’art.605 CP,in riferimento all’art.192 CPP.
La difesa negava che ricorressero i presupposti del reato ,evidenziando che l’Ottaviano secondo

rissa si era allontanata dal locale-essendosi solo limitato a chiedere le generalità del soggetto
,essendo interessato ad agire per ottenere un risarcimento dei danni causati dalla rissa.
Per tali motivi la difesa chiedeva l’annullamento della impugnata sentenza.

RILEVA IN DIRITTO

Il ricorso risulta dotato di fondamento per quanto di seguito viene specificato.-Il primo motivo
deve ritenersi inammissibile :invero deve evidenziarsi l’assoluta genericità della censura
attinente alla mancata assunzione di deposizioni che la difesa riteneva essere decisive,mentre
resta da evidenziare il carattere del tutto eccezionale della rinnovazione del dibattimento in
grado di appello;la giurisprudenza di questa Corte(v.Cass.Sez.III,23-2-1996,n.2012-QuarantaRV203822)-stabilisce infatti che a tal fine -non basta,pertanto,la presumibile attitudine dei
mezzi di prova richiesti ad influire sulla decisione del punto controverso per obbligare il giudice
d’appello a disporre la richiesta rinnovazione,occorrendo ,invece,che egli ritenga,nel suo
giudizio discrezionale , insindacabile in cassazione,di non poter decidere allo stato degli attiPer quanto attiene al secondo motivo di gravame si osserva che il ricorso risulta fondato.
Invero,deve rilevarsi che dal testo del provvedimento impugnato si evince la specifica
descrizione dell’episodio di cui si tratta,che deve ritenersi erroneamente inquadrato secondo la
fattispecie di sequestro di persona .
Deve infatti evidenziarsi che,secondo quanto narrato dalla persona offesa e dal teste escusso
in dibattimento ,con versione non smentita oggettivamente dall’imputato,era sorta una contesa
degenerata in vie di fatto,tra le persone che erano sul posto.
All’imputato era stata contestata la condotta tipica del reato di sequestro di persona,in quanto
la persona offesa aveva riferito di essere stata trattenuta nel locale,a seguito della patita
aggressione,ad opera dell’odierno ricorrente ,che aveva con gli altri minacciato la persona
stessa per venire a conoscenza di quali fossero coloro che si erano allontanati dopo la rissa.
Orbene,secondo quanto illustrato dal giudice di merito,che ha rilevato la sicura attendibilità
della persona offesa,la cui versione era stata confermata da deposizione di un teste ,la
condotta dell’imputato risulta erroneamente riferita alla fattispecie prevista dall’art.605
CP,piuttosto che nell’ipotesi prevista dall’art.610 CP.

le dichiarazioni dei testi,non aveva limitato la libertà della persona offesa,che-a seguito della

Infatti,va rilevato che nella specie,non vi sono elementi emersi dal dibattimento,idonei a
palesare con certezza che la persona offesa avesse subito una concreta limitazione della
“libertà di movimento”;ciò in quanto la predetta parte aveva specificato di essere stata
costretta,con violenza,esercitata da soggetti presenti nel locale, a rendere note le proprie
generalità ed il luogo di residenza.
Tale condotta,in assenza di elementi idonei a dimostrare la sia pur breve permanenza coatta in
un luogo dal quale la vittima non aveva possibilità di allontanarsi,vale ad integrare la

sequestro do persona,Cass.Sez.V,del 24.5.1987,n.5089 e conforme-Sez.V del 3 marzo
2009,n.9731,Rovere,ove si evidenzia che -le ipotesi di violenza privata e sequestro di persona
si differenziano poiché,mentre la prima ha riguardo all’autonomia della volizione e dell’azione
del soggetto ed abbraccia quindi,tutta l’area delle possibili determinazioni dello stesso ,la
seconda attiene all’autonomia dei movimenti e di locomozione del soggetto Deve pertanto ritenersi dotata di fondamento la censura avanzata con il secondo motivo di
ricorso,che impone la riqualificazione della condotta ascritta all’imputato nel quadro normativo
di cui all’art.610 CP.,e tale reato risulta estinto per decorrenza del termine di prescrizione,di
anni sei pronunzia di annullamento senza rinvio dell’impugnata sentenza.

PQM

Riqualificato il fatto come violenza privata annulla la sentenza impugnata senza rinvio perché il
reato è estinto per prescrizione.
Roma,deciso in data 18 novembre 2014.

fattispecie sussidiaria della violenza privata,(v.sulla distinzione tra tale ipotesi di reato ed il

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA