Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13851 del 12/11/2014


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 13851 Anno 2015
Presidente: ROMIS VINCENZO
Relatore: ESPOSITO LUCIA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
FATTIZZO RICCARDO N. IL 23/02/1985
avverso la sentenza n. 400/2013 CORTE APPELLO di LECCE, del
08/01/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/11/2014 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUCIA ESPOSITO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
l
che ha concluso per i e , p.A . ,o.i,
e-2dt°
., ,5c..91,,o,

i

Udito, per J

.

arte civile, l’Avv

Udit iLdifensor Avv.

Data Udienza: 12/11/2014

Ritenuto in fatto

1.Con sentenza dell’8/1/2014 la Corte d’Appello di Lecce confermava la sentenza
di primo grado che aveva ritenuto Fattizzo Riccardo responsabile del reato di cui
all’art. 186 c. 7 C.d.S. Al predetto era addebitato di essersi rifiutato, sebbene
richiesto, di sottoporsi all’accertamento per la quantificazione del tasso
alcolemico (fatto del 12/1/2010). In fatto era stato accertato che il Fattizzo,

elementi sintomatici esterni di alterazione psico-fisica correlata all’assunzione di
bevande alcoliche, quali occhi arrossati e alito fortemente vinoso. Sottoposto
all’accertamento preliminare, risultato positivo, era stato invitato a sottoporsi al
successivo accertamento presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Casarano e a
ciò si rifiutava.

2.La Corte rigettava l’assunto difensivo secondo il quale il rifiuto sarebbe stato
solo momentaneo, seguito da dichiarazione di disponibilità non raccolta dai
militari, in ragione della ritenuta irrilevanza di un eventuale consenso
manifestato a reato ormai
consumato, tanto da essere già complete le operazioni
_
di verbalizzazione. Riteneva, altresì, che l’accertamento strumentale operato ai
sensi dell’art. 187 c. 3 c.d.s. legittimava i Carabinieri a richiedere l’accertamento
strumentale ai sensi del c. 4 della predetta norma, onde di stabilire il tasso
alcolernico rilevante ai fini della esatta configurazione della fattispecie nelle tre
ipotesi previste dal comma 2° della citata norma. Dichiarava, altresì,
inammissibile la domanda di sostituzione della pena detentiva e pecuniaria con i
lavori di pubblica utilità, perché proposta con i motivi nuovi aggiunti a quelli
sviluppati con l’atto d’appello.

3.Con ricorso per cassazione l’imputato deduce:
1) Erronea applicazione della legge penale ex art. 606, c, 1 , lett. b) C.P.P. con
riferimento all’art. 186 c. 7 e 2 lett. c) D. Igs. 285/1992 e omessa ovvero
contraddittoria motivazione ex art. 606 c. 1 lett. E c.p.p. Rileva che la ratio legis
della norma va ravvisata nelle necessità di consentire l’accertamento
dell’eventuale stato di ebbrezza del guidatore, con l’ovvia conseguenza che non
può ravvisarsi alcuna violazione dell’art. 186 c. 7 c.d.s. ove sia possibile
compiere siffatta constatazione mediante la mera valutazione obiettiva della
sintomatologia tipica, che rende inutile il ricorso ad accertamenti strumentali.
Rileva la contraddittorietà dell’impianto motivazionale, posto che la Corte
territoriale dapprima riconosce l’avvenuto accertamento dello stato alcolico

fermato per un controllo dai Carabinieri di Casarano, fu notato manifestare

dell’imputato, poi ritiene contraddittoriamente integrata l’ipotesi criminosa di cui
all’art. 187 c.7 c.d.s.

2) erronea applicazione della legge penale ex art. 606, c, 1 , lett. b) C.P.P. con
riferimento all’art. 186 c. 7 e 2 lett. c) D. Igs. 285/1992 e omessa ovvero
contraddittoria motivazione ex art. 606 c. 1 lett. E c.p.p. Rileva che la Corte
territoriale ha obliterato i rilievi giuridici in ordine all’assenza degli elementi

l’accertamento strumentale sarebbe stato necessario per stabilire l’esatta
configurazione della fattispecie nelle tre ipotesi previste della norma, trascurando
che, per giurisprudenza consolidata, è consentito l’accertamento sintomatico di
tutte le ipotesi di reato previste dall’art. 186 c.d.s.

3) erronea applicazione della legge penale ex art. 606, c, 1 , lett. b) C.P.P. con
riferimento all’art. 186 co. 9 bis D. Igs. 285/1992 e omessa ovvero
contraddittoria motivazione. Osserva che la sentenza risulta viziata dall’erronea
applicazione della legge penale, oltre che errata e immotivata nella parte in cui la
Corte territoriale ha ritenuto non operare la conversione della pena detentiva e
pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità, sebbene ricorrano i requisiti di legge,
sul presupposto che l’istanza sarebbe stata formulata con motivi nuovi e
sarebbe, pertanto, inammissibile.

Considerato in diritto

1.1 primi due motivi di ricorso, da trattare congiuntamente stante l’intima
connessione, sono destituiti di fondamento. Si evidenzia, infatti, che il principio
reiteratamente affermato da questa Corte (cfr., dal ultimo, Cass., Sez. 4, n.
2241 del 26/2/2014, Rv. 259222; n. 22239 del 29/1/2014, Rv. 259214; n.
30231 del 4/672013, Rv. 255870; n. 48251 del 29/11/2012, Rv. 254078)
secondo cui lo stato di alterazione alcolica può essere accertato con qualsiasi
mezzo e, quindi, anche su base sintomatica, indipendentemente
dall’accertamento strumentale, per tutte le ipotesi di reato previste dall’art. 186
C.d.S, non collide con la ritenuta sussistenza del reato di cui al comma 7 dell’art.
186 c.d.s.. anche in ipotesi di manifestazione sintomatica della condizione di
ebbrezza alcolica del soggetto sottoposto ad accertamento, e ciò in ragione
dell’autonomia del reato di cui al co. 7 dell’art. 186 c.d.s. rispetto alle ipotesi di
cui al comma 2 (cfr. Cass. Sez. 4, Sentenza n. 43845 del 26/09/2014, Rv.
260604). Detta autonomia è confermata dalla diversa “ratio” dei due precetti,
integrata nell’ipotesi del reato di rifiuto, rispetto a quella dell’art. 186 c. 2 c.d.s.,

costitutivi del reato contestato all’imputato, sul mero presupposto che

anche dall’ulteriore intento di impedire – attraverso la sanzione del rifiuto – il
frapponimento di ostacoli nell’attività di controllo per la sicurezza stradale (Cass.
Sez. 4, Sentenza n. 6355 del 08/05/1997 Rv. 208222).

2.E’ fondato, invece, l’ultimo motivo di ricorso, alla luce della previsione
normativa – tesa a consentire, in difetto di preclusioni, la più ampia applicazione
della sostituzione della pena detentiva o pecuniaria con il lavoro di pubblica

d’ufficio dal giudice, sempre che l’imputato non si opponga.

3. Nei limiti indicati il ricorso deve trovare accoglimento, con annullamento della
sentenza in parte qua e rinvio alla Corte d’Appello di Lecce affinchè valuti la
sussistenza dei presupposti per l’accoglimento dell’istanza di applicazione della
sanzione sostitutiva dei lavori di pubblica utilità. Trattandosi si accoglimento
parziale la statuizione determina gli effetti di cui all’art. 624 CPP con riferimento
all’affermazione della responsabilità dell’imputato;

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla questione concernente la
gvtiVIo

sanzione sostitutiv

i pubblica utilità. Rigetta nel resto il ricorso. Visto l’art. 624

c.p.p. dichiara irrevocabile l’affermazione di responsabilità.
Così deciso in Roma il 12/11/2014
Il Consi
L
liere relatore

Il Pre idente

utilità – in forza della quale la stessa sostituzione può essere disposta anche

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