Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13821 del 17/12/2014


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 13821 Anno 2015
Presidente: DI VIRGINIO ADOLFO
Relatore: DI STEFANO PIERLUIGI

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
DUCA ALESSANDRO N. IL 09/06/1975
avverso l’ordinanza n. 1892/2014 TRIB. LIBERTA’ di ROMA, del 7/07/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere PIERLUIGI DI
STEFANO;
sentite le conclusioni del Sostituto Procuratore Generale nella persona del dr.
EUGENIO SELVAGGI che ha chiesto dichiararsi la inammissibilità del ricorso
sentite le conclusioni dell’avvocato Angela porcelli che ha chiesto l’accoglimento
del ricorso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il tribunale del riesame di Roma con ordinanza del 7 luglio 2014 ha confermato
la misura della custodia in carcere applicata a Duca Alessandro per la
partecipazione ad una associazione finalizzata allo spaccio di cocaina ed hascish
nonché per singoli reati di violazione dell’art. 73 d.p.r. 309/1990..

P

Avverso tale ordinanza Duca Alessandro propone ricorso con atto firma del
proprio difensore deducendo con primo motivo l’ inutilizzabilità delle intercettazioni
telefoniche per essere stati utilizzati gli impianti di una Procura della Repubblica di
altra sede rispetto a quella titolare delle indagini e con secondo motivo l’ assenza
di elementi indiziari a tale fine procedendo alla disamina degli elementi acquisiti
per rilevarne la inidoneità per dimostrare il reato associativo.
Il ricorso è inammissibile.

Data Udienza: 17/12/2014

Il primo motivo è manifestamente infondato in quanto la disciplina richiamata
dalla difesa nel disporre che le intercettazioni vengano, di norma e salvo situazioni
eccezionali, disposte mediante impianti installati negli uffici di Procura non
impedisce affatto che la attività di captazione sia svolta presso un ufficio di Procura
diverso da quello procedente; la necessità di autorizzazione alla utilizzazione di
impianti esterni è riferita al caso in cui le operazioni vengano ad essere svolte in
luoghi non in controllo diretto della A.G..
Il secondo motivo è caratterizzato da genericità, limitandosi ad una generica

argomenti dei giudici di merito e, dall’altro, chiedendo che questa Corte valuti nel
merito il materiale indiziario, attività che esula dai poteri del giudice di legittimità.
Valutate le ragioni della inammissibilità, la sanzione pecuniaria va determinata
nella misura di cui in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento e della somma di euro 1000 in favore della cassa delle
-TER

ammende. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 941tlisp. att.
cod. proc. pen.
Roma così deci • nella camera di consiglio del 17 dicembre 2014

contestazione della motivazione da un lato non considerando gli specifici

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