Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13815 del 16/12/2014


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 13815 Anno 2015
Presidente: IPPOLITO FRANCESCO
Relatore: DI STEFANO PIERLUIGI

SENTENZA
sul ricorso proposto da:

COCO SAMUELE n. 30/7/1978
avverso l’ordinanza 758/2014 del 18/4/2014 del TRIBUNALE DEL RIESAME DI
CATANIA
visti gli atti, l’ordinanza ed il ricorso
udita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERLUIGI DI STEFANO
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. LUIGI RIELLO che ha concluso
chiedendo il rigetto del ricorso
MOTIVI DELLA DECISIONE
Il Tribunale del Riesame di Catania con ordinanza del 18 aprile 2014
confermava la ordinanza del gip del medesimo Tribunale di applicazione della
misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di Coco Samuele, ritenuto
uno dei responsabili del trasporto di circa 2 t di marijuana l divisa in 125 sacchi
occultati a bordo di un motopeschereccio. Le indagini svolte mediante
intercettazioni e operazioni sul territorio avevano dimostrato che un gruppo di
soggetti, tra i quali il ricorrente, avevano organizzato tale trasporto di droga,
fornita da trafficante stranieri che la avrebbero consegnata in mare aperto. Il ruolo
specifico di Coco Samuele era di effettuazione del trasporto della droga utilizzando
un veicolo di provenienza furtiva.
Coco propone ricorso a mezzo del difensore,deducendo la violazione di legge
ed il vizio di motivazione.

Data Udienza: 16/12/2014

Rileva la inutilizzabilità delle sue dichiarazioni rese alla p.g., in cui affermava
di essere diretto al mercato del pesce, la mancata valutazione del dato della
assenza di intercettazioni che lo riguardino, la mancata risposta alla deduzione
sulla impossibilità di portare la droga dal battello all’autocarro, la mancata
indicazione negli atti di polizia giudiziaria della circostanza del disposto sequestro
delle chiavi del peschereccio.
Il ricorso è inammissibile.
A fronte di una motivazione completa ed adeguata per giustificare il profilo

innanzitutto ad una critica sulla utilizzabilità delle sue “spontanee dichiarazioni”
(intervenuta la pg mentre, secondo l’accusa, attendeva il carico di droga, Coco
aveva inteso dare una ragione del perché era nel dato luogo in attesa) e, sulla
scorta anche di tale asserita inutilizzabilità, effettua una generica contestazione
della adeguatezza della ricostruzione, così affrontando profili di fatto non
rilevabili in questa sede. Inoltre segnala singole circostanze apparentemente
dubbie che, in realtà, appaiono del tutto irrilevanti o, comunque, rientrano nelle
predette valutazioni in fatto di competenza esclusiva del giudice di merito.
Valutate le ragioni della inammissibilità, la sanzione pecuniaria va
determinata nella misura di cui in dispositivo.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di C 1.000,00 in favore della Cassa delle
Ammende. Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 94 comma Iter d.a. cod. proc. pen.
Roma così deciso il 16 dicembre 2014
Il

di responsabilità, unico oggetto dell’odierna impugnazione, il ricorrente si limita

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