Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13813 del 26/03/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 13813 Anno 2015
Presidente: IPPOLITO FRANCESCO
Relatore: DE AMICIS GAETANO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D’APPELLO DI
NAPOLI
nei confronti di:
RECCE ANTONIO N. IL 26/03/1960
avverso la sentenza n. 507/2012 TRIBUNALE di SANT’ANGELO DEI
LOMBARDI, del 17/10/2012
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 26/03/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. GAETANO DE AMICIS
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
vC ,ef. 0
che ha concluso per Ì (
44,

Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 26/03/2015

-

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza emessa in data 17 ottobre 2012 il Tribunale di Sant’Angelo
dei Lombardi ha dichiarato non doversi procedere per difetto di querela nei
confronti di Recce Antonio ex artt. 129 e 529 c.p.p., in ordine al reato di cui
all’art. 388, commi terzo e quarto, cod. pen. .

2. Avverso la sentenza sopra indicata ha proposto ricorso immediato per

del disposto di cui all’art. 337 c.p., per avere il Giudice di primo grado
erroneamente ritenuto che la sottoscrizione della querela da parte della persona
offesa, pur tempestivamente presentata e seguita dalla firma del difensore che
l’aveva depositata, non potesse considerarsi autentica, mancando, tra l’altro,
anche la prova del conferimento di un mandato difensivo, o di “altro incarico
specifico”, al medesimo legale.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato e va accolto per le ragioni dal ricorrente indicate, non
avendo il Tribunale fatto applicazione del principio, affermato da questa Suprema
Corte in un caso analogo, secondo cui è valida la querela sottoscritta dalla
persona offesa e, in calce, dal difensore che la ha depositata in Procura,
considerato che, in virtù dell’art. 337, comma primo, cod. proc. pen., la querela
presentata da un incaricato deve essere munita dell’autenticazione della
sottoscrizione da soggetto a ciò legittimato e, quindi, ai sensi dell’art. 39, disp.
att., cod. proc. pen., anche dal difensore, nominato formalmente ovvero
tacitamente (Sez. 5, n. 39049 del 09/10/2007, dep. 23/10/2007, Rv. 238192, in
relazione ad un caso in cui la Corte ha affermato che la nomina tacita è
desumibile anche dalla presentazione dell’atto all’autorità competente ad opera
del legale e che l’autentica del difensore, autorizzato dall’art. 39 predetto, può
ritenersi assolta dal difensore mandatario e depositante, che abbia apposto la
sua firma sull’atto di querela di seguito a quella del titolare del diritto).
Nel caso in esame, infatti, l’atto di querela risulta esser stato presentato
presso la locale Procura della Repubblica dal difensore, con attestazione di
autenticità della sottoscrizione della persona offesa.

2. S’impone, dunque, l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata,
con la trasmissione degli atti al Tribunale in dispositivo indicato, per la
celebrazione del relativo giudizio.
1

cassazione il P.G. presso la Corte d’appello di Napoli, deducendo la violazione

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e trasmette agli atti al Tribunale
di Avellino per il giudizio.

Così deciso in Roma, lì, 26 marzo 2015

Il Presidente

Il Consigliere estensore

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