Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13796 del 17/12/2014


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 13796 Anno 2015
Presidente: DI VIRGINIO ADOLFO
Relatore: DI STEFANO PIERLUIGI

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
CASTELLANO NUNZIO N. IL 22/07/1987
FARRICELLI ANNA N. IL 18/04/1967
GARGIULO CATELLO N. IL 28/06/1974
ROTONDALE UMBERTO N. IL 07/09/1979
VITALE CARMELA N. IL 18/08/1986
VITALE PASQUALE N. IL 25/11/1990
VITALE RAFFAELE N. IL 04/03/1961
avverso la sentenza n. 11651/2012 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
07/11/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/12/2014 la relazione fatta dal
Consigliere PIERLUIGI DI STEFANO
sentite le conclusioni del Sostituto Procuratore Generale nella persona del
dr. EUGENIO SELVAGGI che ha chiesto il rigetto dei ricorsi
presente l’avv. ENRICA ALIFANO in sostituzione dell’avv. DOMENICO
BRANCACCIO per FARRICELLI Anna, GARGIULO Catello, VITALE Carmela,
VITALE Pasquale e VITALE Raffaele che ha chiesto l’accoglimento dei ricorsi
MOTIVI DELLA DECISIONE
La Corte di Appellodi Napoli con sentenza del 7 novembre 2013 confermava
la sentenza resa in sede di giudizio abbreviato 1’11 luglio 2012 dal gip del
tribunale di Torre Annunziata nei confronti di CASTELLANO Nunzio,

Data Udienza: 17/12/2014

FARRICELLI Anna, GARGIULO Catello, ROTONDALE Umberto, VITALE Carmela,
VITALE Pasquale e VITALE Raffaele.
Costoro erano imputati di varie ipotesi di violazione della legge stupefacenti,
fatti aggravati ai sensi del 6° comma dell’art. 73 d.p.r. 309/1990, in quanto
ponevano in vendita nelle zone di Vico Equense e comuni limitrofi cocaina ed
altri tipi di droga.
Le indagini partivano da una iniziale operazione che portava al sequestro di
cocaina in casa di Vitale Raffaele ed al suo arresto; venivano quindi svolte

consentivano di individuare i complici del Vitale. Questi si avvaleva della
collaborazione della moglie Farricelli Anna, dei figli Pasquale e Carmela, di
Castellano Nunzio e aveva rapporto con i trafficanti di droga Rotondale
Umberto e Gargiulo Catello. Nel corso delle indagini la pg riusciva a sequestrare
dello stupefacente in danno del Rotondale.
Disposte misure cautelari, i ricorrenti chiedevano poi di procedere nelle
forme del giudizio abbreviato.
I predetti imputati hanno proposto ricorso.
Ricorso di Castellano Nunzio:
Con tutti i motivi deduce la violazione di legge ed il vizio di motivazione.
Con il primo motivo innanzitutto contesta la sua corretta individuazione nel
“Nunzio” citato in varie intercettazioni; tale nome non può fare riferimento a
lui, chiamato abitualmente per soprannome. Sulla base di tale osservazione,
ritiene che vada rivalutato il complessivo materiale probatorio.
Con il secondo formula, in termini generali, una critica alla valutazione di
attendibilità delle conversazioni telefoniche laddove si fa riferimento a traffici di
droga sui quali non vi sono elementi di conferma.
Con il terzo motivo formula osservazioni sulla corretta valutazione della
intercettazione ambientale di cui al capo A2 in quanto ritiene che faccia
riferimento ad un mero proposito criminoso non punibile .
Con il quarto motivo osserva che il contenuto delle conversazioni non
consente di escludere che si tratti di una quantità di droga che rientri
nell’ambito della ipotesi di cui all’articolo 73 quinto comma
Con il quinto e l’ottavo motivo osserva che non è dimostrata la presenza i
almeno tre persone per integrare la aggravante di cui all’articolo 73 ses o
comma I. cit. e comunque questa non è applicabile.
Con il sesto motivo svolge ampie argomentazioni per ritenere il difetto di
valutazione della sussistenza di responsabilità dell’imputato per i reati
ascrittigli. Riporta la corretta lettura delle intercettazioni dalla quale desume
varie contraddizioni nell’ambito della motivazione e di travisamento delle prove.
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indagini, anche sulla scorta delle intercettazioni ambientali in carcere, che

Con il settimo motivo svolge valutazioni sulla inconsistenza degli elementi
utilizzati per escludere che ricorra l’ipotesi di cui all’articolo 73 5 0 comma dpr
309/1990.
Con nono motivo la violazione di legge in relazione all’ad 73, comma, DPR
309/90, cosi come modificato a seguito della sentenza della Corte
Costituzionale 25 febbraio 2014 nr 32.
Ricorso di Rotondale Umberto:

Con il primo motivo deduce il vizio di motivazione in relazione al mancato
riconoscimento dell’ ipotesi di cui al 5 0 comma articolo 73 legge droga.
Con il secondo motivo deduce il vizio di motivazione non avendo il giudice,
pur espressamente sollecitato con i motivi di appello, escluso la contestata
recidiva con conseguente rideterminazione della pena.
Il difensore ha depositato una memoria con la quale chiede l’annullamento
della sentenza per essere divenuta nuovamente applicabile, a seguito della
sentenza della Corte Costituzionale 32/2014. la disciplina relativa alle droghe
leggere .
Ricorso di VITALE CARMELA:
Con il primo motivo ribadisce le contestazioni in ordine alla utilizzabilità
delle intercettazioni, con riferimento in particolare alla omessa valutazione e
motivazione da parte del gip, nonostante lo avesse già fatto il pubblico
ministero nel decreto di urgenza, sulla insufficienza o non inidoneità degli
impianti installati presso la procura e quindi sulla ragione di utilizzare gli
impianti installati presso il carcere dove avvenivano le intercettazioni.
Con il secondo motivo rileva come la decisione in ordine ai capi A2 ed A4 sia
basata su una erronea valutazione del materiale probatorio.
Con terzo motivo rileva il vizio di motivazione in ordine ai capi A11 ed A14
segnalando l’erronea valutazione del materiale probatorio e la omessa
valorizzazione delle indagini difensive che trascrive nel ricorso.
Con il quarto motivo svolge argomenti a sostegno della applicabilità nel
caso di specie della ipotesi di cui al quinto comma articolo 73 legge droga
con il quinto motivo rileva gli errori di valutazione in ordine alla applicazione
dell’aggravante di cui all’articolo 73 sesto comma
con il sesto motivo richiede la applicazione della normativa precedente alla
2006 ripristinata con la sentenza Corte Costituzionale 32-2014. Rileva che, in
situazioni dubbio quali quella in esame, va ritenuta che sussista l’ipotesi più
favorevole dello spaccio di droghe leggere.
Con il settimo motivo deduce l’errore di motivazione in ordine al diniego di
applicazione delle attenuanti generiche con prevalenza sulle aggravanti
contestate.
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1\.

Ricorso di Vitale Pasquale:
Con il primo motivo svolge gli stessi argomenti del ricorso di Vitale Carmela
in ordine alle irregolarità delle intercettazioni.
Con il secondo motivo deduce l’errore della valutazione di sussistenza dei
reati di cui ai capi A16 ed A 17. Rileva la mancata risposta gli argomenti
proposti con i motivi di appello che ripropone in tale sede.
Con il terzo motivo svolge argomenti a sostegno della applicabilità nel caso
di specie della ipotesi di cui al quinto comma articolo 73 legge droga

dell’aggravante di cui all’articolo 73 sesto comma
con il quinto motivo richiede la applicazione della normativa precedente al
2006 ripristinata con la sentenza Corte Costituzionale 32-2014. Rileva che, in
situazioni dubbio quali quella in esame, va ritenuta che sussista l’ipotesi più
favorevole dello spaccio di droghe leggere
Con il sesto motivo deduce l’errore di motivazione nella mancata
applicazione attenuanti generiche con prevalenza sulle aggravanti contestate.
Ricorso di Vitale Raffaele:
il primo motivo è identico a quello del ricorso di Vitale Carmela
con secondo, terzo, quarto motivo deduce l’erronea valutazione in ordine
alla sussistenza delle imputazioni di cui ai capi. A1, A2, A 4
Con quinto e sesto motivo deduce l’erronea valutazione quanto ai reati di
cui ai capi. A10, Ali ed A14, rilevando anche come vi siano dichiarazioni
raccolte in sede di indagini difensive
Con sesto motivo deduce l’erronea valutazione quanto alla reato di cui al
capo A11 a14 rilevando anche come vi siano dichiarazioni raccolte in sede di
indagini difensive
Con il settimo motivo svolge argomenti a sostegno della applicabilità nel
caso di specie della ipotesi di cui al quinto comma articolo 73 legge droga
con l’ottavo motivo richiedere la applicazione della normativa precedente
alla 2006 ripristinata con la sentenza Corte Costituzionale 32-2014. Rileva che,
in situazioni di dubbio, ma vada ritenuta sussistere l’ipotesi più favorevole dello
spaccio di droghe leggere.
Con il nono motivo deduce l’errore di motivazione nella mancata
applicazione delle attenuanti generiche con prevalenza sulle aggravanti
contestate.
Con decimo motivo (indicato erroneamente come nono) rileva la omessa
motivazione in tema di esclusione della recidiva reiterata richiesta con i motivi
di appello.

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con il quarto motivo rileva gli errori di valutazione in ordine alla applicazione

Con undicesimo motivo deduce il vizio di motivazione in tema di
determinazione della pena.
Ricorso di Farricelli Anna:
il primo motivo è identico a quello del ricorso di Vitale Carmela
con secondo, terzo, quarto motivo deduce l’erronea valutazione in ordine
alla sussistenza delle imputazioni di cui ai capi. Al, A2, A 4
con quinto motivo deduce il l’erronea valutazione in quanto alla sussistenza
della imputazione di cui ai capi All – A14, anche tenuto conto delle indagini

i motivi dal sesto al decimo ed il dodicesimo sono identici ai motivi dal
quinto all’undicesimo del ricorso di Vitale Raffaele.
Con l’undicesimo motivo deduce il vizio di motivazione in tema di
applicazione la circostanza attenuante di cui all’articolo 114 codice penale
Ricorso di Gargiulo Catello:
con il primo motivo rileva la presenza di gravi errori che rendono illogica la
motivazione. Al riguardo svolge valutazioni sulla corretta valutazione del
materiale probatorio.
Con il secondo motivo deduce l’errore della valutazione di sussistenza
dell’aggravante di cui all’articolo 73 sesto comma legge droga. Non vi era prova
della colpevolezza di ciascuno dei presunti concorrenti.
Con il terzo motivo richiede la applicazione della normativa precedente alla
2006 ripristinata con la sentenza 32-2014. Rileva che, in situazioni dubbio, ma
alla ritenuta sussistere l’ipotesi più favorevole dello spaccio di droghe leggere.
Rileva come il ricorrente abbia come soprannome “Catello Marijuana”
con l’ulteriore memoria il difensore ha ribadito la applicabilità della disciplina
sopravvenuta in presenza di violazioni relative a droghe leggere

Con l’ulteriore memoria nell’interesse degli imputati Vitale il difensore ha
ribadito la applicabilità della disciplina sopravvenuta in presenza di violazioni
relative a droghe leggere.
Tutti i ricorsi sono inammissibili.
Con argomentazione comune per tutti, va rilevato che
– dalla sentenza risulta accertato che il gruppo criminale trafficava in
droghe di vario genere, quindi rientranti anche nell’ambito delle droghe
“pesanti”. A parte che non è sindacabile l’accertamento quanto alla sostanza
effettivamente detenuta, poiché, non essendo rilevabili carenze od illogicità
della motivazione, non può effettuarsi da parte di questo giudice di legittimità
un diverso accertamento in fatto, non vi sono neanche conseguenze in tema di
determinazione della pena per essere parte dello stupefacente trattato del tipo
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difensive

canapa indiana. Difatti, a seguito della modifica normativa conseguente
all’intervento della Corte Costituzionale citato dai ricorrenti, al reato unico per
la detenzione dei vari tipi di sostanza si sostuisce la duplicità dei reati,
ciascuno in relazione al tipo di sostanza. L’applicazione della nuova normativa,
duplicando i reati, anche in caso di applicazione della disciplina del reato
continuato e del concorso formale, porterebbe in concreto ad applicare una
pena più rilevante. Perciò, in applicazione della disciplina della successione di
leggi penali, va confermata l’applicazione della più conveniente, nel caso

Quanto al diniego della applicazione della disciplina di cui all’art. 73 50
comma dpr 309/90, i giudici di merito con adeguata motivazione hanno
rappresentato come, a fronte della complessiva entità della attività di spaccio,
non sia configurabile l’ipotesi minore invocata, non potendosi solo tenere conto
della minima quantità di droga scambiata in alcune singole ipotesi accertate.
Anche quanto alla aggravante di cui all’art. 73 sesto comma I. cit., a fronte
di quanto motivato dai giudici di merito, i ricorrenti richiedono una nuova
valutazione in fatto, non consentita in questa sede.
In ordine alla eccezione in tema di utilizzabilità delle intercettazioni, i
relativi motivi sono generici non essendovi confronto con gli argomenti, peraltro
condivisibili, già sviluppati sul punto dai giudici di merito.
Per il resto può brevemente osservarsi:
ricorso di Castellano.
A parte quanto già detto, tutti i motivi propongono questioni di fatto
richiedendo una inammissibile nuova valutazione.
Ricorso Rotondale.
E’ inammissibile limitandosi a richiedere una nuova valutazione in fatto.
Rispetto ai motivi di appello la parte non si duole di profili di carenza della
risposta, bensì del merito della relativa risposta, anche in questo caso non
residuando ambiti di intervento di questo giudice di legittimità.
Vitale Carmela, Vitale Pasquale , Vitale Raffaele e Farricelli Anna, oltre a
proporre le questioni già sopra risolte, propongono temi tipici della
impugnazione di merito, in nessun caso individuando carenze di motivazione o
gravi vizi logici che consentano l’intervento del giudice di legittimità. Tale
inammissibilità ricorre anche per i motivi relativi a pena ed attenuanti, anche in
questo caso venendo richiesti solo accertamenti in fatto.
In ordine all’undicesimo motivo proposto dalla FArricelli la motivazione del
provvedimento impugnato è esaustiva nel definire l’attività della ricorrente nel
senso che il suo apporto non è stato minimo. Per il resto la questione riguarda
profili di merito, qui non rilevanti.
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concreto, disciplina vigente alla data della decisione del giudice di appello.

Gargiulo Catello egualmente propone solo questioni di merito non essendo
ambiti di possibile valutazione di questa Corte.
Valutate le ragioni della inammissibilità, i ricorrenti vanno condannati al
pagamento della sanzione pecuniaria determinata nella misura di cui in
dispositivo.
PQM
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle
spese processuali e ciascuno a quello della somma di euro 1000 in favore della

Roma co i deciso nella camera di consiglio del 17 dicembre 2014
ere estensore
Prlu gi i Stefano

il Presidente
olfo Di T1t1-•‘^.^‘Q

Cassa delle Ammende.

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