Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13720 del 04/12/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 13720 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MARINO ROBERTO N. IL 26/02/1975
avverso la sentenza n. 94/2013 TRIBUNALE di NAPOLI, del
13/11/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Marino Roberto ricorre avverso la sentenza 13.11.13, emessa dal Tribunale di Napoli Nord ai sensi
degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata, per il reato ascrittogli, concesse attenuanti
generiche equivalenti anche alla contestata recidiva, la pena di mesi sei di reclusione ed €2.000,00
di multa.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

valutazione del fatto criminoso sia in merito alla quantificazione della pena>, non avendo
considerato le ‘necessità rieducative’ della pena, in relazione alle quali avrebbe il tribunale dovuto
dar conto degli elementi indicati dall’art.133 c.p. e, tenuto conto della particolare tenuità del fatto e
del corretto comportamento processuale dell’imputato, non avrebbe dovuto irrogare una pena
‘incongrua’ ed eccessiva quale quella determinata in sentenza.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art.129 c.p.p., facendo riferimento al contenuto dei verbali di arresto, perquisizione
e sequestro.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.

comma 1, lett.b),c) ed e) c.p.p. per essere il giudice < incorso in sostanziali errori sia riguardo alla P .Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di E 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende. Roma, 4 dicembre 2014 IL CONSIGLIERE estensore

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA