Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13700 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13700 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
TAGLIENTE VINCENZO N. IL 21/03/1940
avverso la sentenza n. 11/2012 TRIBUNALE di CUNEO, del
11/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Tagliente Vincenzo ricorre avverso la sentenza 11.10.13 del Tribunale di Cuneo che ha confermato
quella in data 28.5.12 del Giudice di pace di Venasca con la quale è stato condannato, peri! reato di
lesioni, concesse attenuanti generiche equivalenti alla contestata recidiva, alla pena di € 750,00 di
multa e al risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile, liquidati in € 200,00.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art. 606,

che la p.o. Opezzo Natalino era stata attinta alla guancia destra, anziché alla sinistra come dal
predetto affermato, contraddizione non spiegata dal giudice di appello che pur aveva ritenuto la
Alagia teste chiara e decisiva, laddove poi i carabinieri intervenuti non avevano riscontrato alcun
segno visibile sul volto dell’Opezzo.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia in quanto con esso la difesa
intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti attinenti al merito, che risultano preclusi in questa
sede, sia perché manifestamente infondato, avendo il giudice di appello, con motivazione del tutto
congrua ed esente dai lamentati profili di illogicità, evidenziato come la responsabilità dell’imputato
riposi sulle dichiarazioni della p.o. Opezzo Natalino — la cui attendibilità è adeguatamente
argomentata – , che ha affermato essere stato colpito dall’imputato con un pugno in pieno volto,
riscontrate sia dalle risultanze della certificazione medica attestante una , che dalle dichiarazioni della teste Alagia, secondo cui il Tagliente aveva al suo compagno, mostrando incertezza solo sul lato del volto colpito <...mi pare sulla guancia destra >, mentre non decisiva doveva ritenersi la circostanza — ha non certo illogicamente
concluso il giudice del gravame — che i carabinieri non avevano notato alcun segno sul volto
dell’Opezzo, in quanto la ‘contusione’ ben poteva non essere stata notata dai militi preoccupati in
principalità di riportare la calma in una situazione molto concitata.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

comma 1, lett.b),c) ed e) c.p.p. per non avere i giudici considerato che la teste Alagia aveva riferito

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 4 dicembre 2014
IL C SIGLIERE estensore
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