Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13696 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13696 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
INGRASSIA GASPARE N. IL 20/10/1977
NICOLINI ENRICA N. IL 15/02/1974
avverso la sentenza n. 1269/2013 TRIBUNALE di PISA, del
28/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Ingrassia Gaspare e Nicolini Enrica ricorrono avverso la sentenza 28.5.13, emessa dal Tribunale di
Pisa ai sensi degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale è stata applicata, per il reato di tentato furto
aggravato in concorso, all’Ingrassia, ritenuta la contestata recidiva, la pena di anni uno di reclusione
ed

e 200,00 di multa; alla Nicolini, esclusa la contestata recidiva, la pena di mesi sei di reclusione

ed € 100,00 di multa.

identico contenuto, violazione dell’art.606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p. per assenza di motivazione
circa la corretta qualificazione giuridica del fatto e la congruità della pena applicata, oltre che con
riferimento alle ragioni fondanti la pronuncia stessa.
Osserva la Corte che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, sia perché generici, sia in
quanto manifestamente infondati, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art.129 c.p.p., facendo in particolare riferimento all’avvenuto arresto in flagranza
degli imputati.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità dei ricorsi segue la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
C 1.500,00.
P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno delle spese
processuali e della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 4 dicembre 2014

DEPOSITATA

Deducono i ricorrenti, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con due distinti atti di

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