Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13692 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13692 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DINO LETIZIA MARIA TERESA N. IL 13/10/1963
avverso la sentenza n. 6/2013 TRIBUNALE di TERMINI IMERESE,
del 29/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Dino Letizia Maria Teresa ricorre avverso la sentenza 29.10.13 del Tribunale di Termini Imerese
che ha confermato quella, in data 9.7.12 del Giudice di pace di Polizzi Generosa con la quale è stata
condannata, per il reato di percosse, alla pena di C 300,00 di multa, oltre al risarcimento dei danni in
favore della costituita parte civile Messineo Graziella, liquidati in C 500,00.
Deduce la ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impug-nata sentenza, violazione dell’art.606,

dichiarazioni della p.o. portatrice di malanimo nei confronti dell’imputata, accusata di intrattenere
una relazione extraconiugale con il di lei marito e che si era dovuta in realtà difendere dalla
condotta aggressiva della parte civile, per cui doveva essere ritenuta l’esimente della legittima
difesa.
Peraltro — si sostiene con il secondo motivo — quello dell’imputata (il ‘tirare i capelli’) era stato un
gesto istintivo, e comunque, persistendo una
situazione di dubbio circa l’invocata esimente, avrebbe dovuto trovare applicazione il disposto di
cui al comma 3 dell’art.530 c.p.p.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia in quanto con esso la difesa
intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti attinenti al merito, che risultano preclusi in questa
sede, sia perché manifestamente infondato, avendo il giudice di appello, con motivazione del tutto
congrua ed esente dai lamentati profili di illogicità, evidenziato come la responsabilità dell’imputata
riposi sulle dichiarazioni della p.o. Messineo — la cui attendibilità è adeguatamente argomentata – ,
secondo cui la Dino si era all’improvviso avventata contro di lei tirandole i capelli sì da provocarle
dolore alla testa, corroborate da quelle rese dal teste Giunta Gianfranco, marito della parte lesa, che
era stato presente ai fatti, senza che possa ritenersi configurabile l’esimente della legittima difesa in
quanto era stata la Dino — ha correttamente rimarcato il giudice di secondo grado — ad offendere
inizialmente la Messineo e a mettersi in tal modo in una situazione conflittuale, esercitando una
violenza analoga a quella posta in essere anche dalla parte civile (avendo il teste Giunta parlato

comma 1, lett.b) ed e) c.p.p. per avere i giudici basato l’affermazione di responsabilità sulle

delle due donne che si erano ‘accapigliate) e causando a quest’ultima la sensazione dolorosa dalla
stessa riferita.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

o

Roma, 4 dicembre 2014
IL CO
(TI;
y,L ERE estensore
Q Ot

P.Q.M.

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