Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13690 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13690 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MARCHETTI MARCO LORENZO N. IL 05/10/1963
avverso la sentenza n. 3023/2010 CORTE APPELLO di MILANO, del
19/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Marchetti Marco Lorenzo ricorre avverso la sentenza 19.12.13 della Corte di appello di Milano che
ha confermato quella, in data 22.1.10, del Tribunale di Voghera con la quale è stato condannato, per
il reato di furto aggravato continuato, alla pena di anni uno di reclusione € 500,00 di multa, oltre al
risarcimento dei danni in favore della costituita parte civile.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

giudizio probabilistico, laddove la teste Simonini aveva solo dichiarato di aver visto in un’occasione
l’imputato ,
come confermato anche dal teste Scarani, ma tali dichiarazioni non costituivano prove a carico
dell’imputato il quale aveva restituito allo Scarani il ricavato della vendita di detti beni e, quanto
agli altri, era risultata incerta la collocazione temporale delle visite al bar da parte del Marchetti, per
il quale si lamentava infine il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e di quelle di cui
all’art.62 nn.4 e 6 c.p., equivalenti anche alla contestata recidiva.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia in quanto con esso la difesa
intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti attinenti al merito, che risultano preclusi in questa
sede, sia perché reiterativo delle doglianze avanzate con l’atto di appello e puntualmente disattese
dai giudici di secondo grado, nonchè manifestamente infondato, avendo il giudice di appello, con
motivazione del tutto congrua ed esente dai lamentati profili di illogicità, evidenziato come la
responsabilità dell’imputato riposi sulle dichiarazioni della p.o. Carbone Paola — la cui attendibilità
non è in discussione – , secondo cui , dopo che il Marchetti aver ottenuto le chiavi per visionare il
bar che intendeva prendere in gestione dalla predetta, erano risultati — dopo l’avvenuta restituzione
delle chiavi — mancanti gli arredi del locale e le attrezzature di cui all’imputazione.
Le dichiarazioni della p.o. avevano poi trovato riscontro — hanno rimarcato i giudici di appello — in
quelle rese dalla teste Simonini, che aveva avuto modo di vedere il Marchetti in un paio di
circostanze caricare su un camion materiale prelevato dal locale (tavoli, seggiole e bancone),

comma 1, lett. e) c.p.p. per avere i giudici basato l’affermazione di responsabilità su un mero

nonchè in quelle rese dal teste Scarani che si era detto l’acquirente del materiale prelevato dal
Marchetti presso i locali della Carbone, dei cui arredi l’imputato si era dichiarato il proprietario.
Legittimamente, poi, è stato negato il riconoscimento dell’attenuante di cui all’art.62 n.6 c.p.
(mentre la doglianza circa la mancata concessione dell’attenuante di cui all’art.62 n.4 c.p. è stata
formulata per la prima volta in questa sede), in considerazione dell’avvenuta parziale restituzione

attenuanti generiche anche in considerazione dei precedenti penali specifici dell’imputato,
trattandosi di parametro considerato dall’art.133 c.p. ed applicabile anche ai fini di cui all’art.62-bis
c.p.
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 4 dicembre 2014

(dall’acquirente Scarani) di quanto sottratto, mentre del tutto correttamente sono state negate le

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