Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13682 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13682 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LAGANA’ OLTINO GIUSEPPE N. IL 03/03/1933
LAGANA’ CARMELA N. IL 15/03/1960
avverso la sentenza n. 100004/2012 TRIB.SEZ.DIST. di MELITO DI
PORTO SALVO, del 19/07/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 04/12/2014

Laganà Oltino Giuseppe e Laganà Carmela ricorrono avverso la sentenza 19.7.13 del Tribunale di
Reggio Calabria-sezione distaccata di Melito Porto Salvo con la quale, in parziale riforma di quella
emessa in data 10.4.12 dal locale giudice di pace, è stata annullata la condanna degli imputati alla
rifusione delle spese di parte civile ed è stata confermata la condanna alla pena, rispettivamente, di
€50,00 e di € 300,00 per i reati di minacce e ingiurie loro rispettivamente ascritti.

analogo contenuto, con il primo motivo violazione dell’art.606, comma 1, lett.e) c.p.p. per non
avere il giudice considerato l’inverosimiglianza delle dichiarazioni accusatorie della p.o. Lembo
Annunziato, anche alla luce di quelle rese dalla teste Triolo Donatella, coniuge del Lembo, non
vagliate in maniera approfondita benchè portatrice di interesse comuni a quelli del marito.
Con il secondo motivo si lamenta l’omessa considerazione della diversa versione dei fatti offerta, in
maniera logica e coerente, dagli imputati in sede di esame.
Osserva la Corte che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, sia perché con essi la difesa
intende sottoporre al giudice di legittimità aspetti attinenti al merito, che risultano preclusi in questa
sede, sia perché manifestamente infondati, dal momento che il giudice di appello, con motivazione
del tutto congrua ed immune da vizi di illogicità, ha evidenziato come la responsabilità dell’odierno
ricorrente riposi non soltanto nelle dichiarazioni della parte lesa Lembo — la cui attendibilità è
adeguatamente argomentata – , ma altresì in quelle rese dalla teste Triolo, dalle quali è risultato che
il Laganà, dopo aver arrestato la propria vettura quasi tamponando quella del Lembo, dopo che
quest’ultimo stava scattando delle foto alla vettura dell’imputato, lo aveva minacciato con le frasi di
cui all’imputazione sub A (la cui portata minatoria non è in discussione), mentre Laganà Carmela
aveva dal canto suo proferito le minacce e le ingiurie di cui ai capi B) e C) (anch’esse non
contestate nel loro contenuto).
Alla inammissibilità dei ricorsi segue la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€1.000,00.

Deducono i ricorrenti, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, con due distinti atti di

P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento ciascuno delle spese
processuali e della somma di E 1.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 4 dicembre 2014
IL CONSIGLIERE estensore

JOI

C Y’a/11°’

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