Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13672 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13672 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CIMINO GIANLUCA N. IL 27/04/1978
avverso la sentenza n. 651/2009 CORTE APPELLO di
CALTANISSETTA, del 26/09/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 04/12/2014

RITENUTO IN FATTO
– che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Caltanissetta ha
parzialmente confermato, rimodulando la pena per la concessione delle
attenuanti generiche, la sentenza di prime cure che aveva condannato Cimino
Gianluca per il reato di false attestazioni sulla propria identità personale;

l’imputato, a mezzo del proprio difensore, denunciando una violazione di legge e
una mancanza di motivazione riguardo alla mancata concessione delle attenuanti
generiche nella misura massima.
CONSIDERATO IN DIRITTO
– che il ricorso va dichiarato inammissibile, siccome costituito soltanto da un del
tutto generico richiamo alla mancanza di motivazione, senza la benché minima
indicazione circa le specifiche ragioni per le quali, nel caso in esame, detto vizio
dell’impugnata decisione sarebbe da ritenere esistente; con riguardo al diniego
della concessione delle attenuanti generiche nella misura massima di un terzo,
trattasi di doglianza che, per un verso, passa del tutto sotto silenzio la pur
esistente motivazione offerta sul punto dalla Corte territoriale e, per altro verso,
non contiene alcuna indicazione circa le specifiche ragioni che avrebbero dovuto
dar luogo alla chiesta concessione anche tenendo conto che la diminuzione, ai
sensi dell’articolo 65 terzo comma cod.pen., non può superare il terzo della pena
inflitta ma può benissimo essere quantificata in misura minore;
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui
all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano
ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione
pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.

La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 4 dicembre 2014.

– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione

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