Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13653 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13653 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SAVANI PIERO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CIUREA MIE N. IL 24/04/1992
CIUREA IONUT N. IL 25/07/1989
DIMITRIU MARIUS DOREL N. IL 25/02/1975
EPURE GEORGE VALENTIN N. IL 12/11/1991
avverso la sentenza n. 3201/2013 TRIBUNALE di VERONA, del
02/12/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERO SAVANI;

Data Udienza: 04/12/2014

IN FATTO E DIRITTO
Con la sentenza in epigrafe il Tribunale di Verona applicava, fra l’altro, a CIUREA Ilie, CIUREA Ionut, DIMITRIU Marius Dorel ed EPURE George Valentin, a norma degli artt. 444 e 448
C.P.P., la pena concordata con il Pubblico Ministero in ordine ai reati di furto pluriaggravato in
concorso e detenzione di strumenti atti allo scasso, commessi il 14 novembre 2013.
Propongono distinti ma identici ricorsi per cassazione gli imputati che deducono difetto di motivazione per non esser stato applicato il disposto dell’art. 129 cod. proc. pen.
Osserva il Collegio che i ricorsi sono destituiti di specificità e comunque manifestamente infondati o per altro verso inammissibili, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è
da un lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti, e dall’altro ha escluso che ricorressero i presupposti dell’art. 129 C.P.P., facendo riferimento al contenuto degli atti delle indagini preliminari.
E tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
bella pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez. un., u.p.
27 marzo 1992, Di Benedetto; Sez. un., u.p. 27 settembre 1995, Serafino; Sez. un., u.p. 25 novembre 1998, Messina).
All’inammissibilità dei ricorsi consegue, ai sensi dell’art. 616 C.P.P., la condanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e — per i profili di colpa correlati all’irritualità dell’impugnazione — di una somma in favore della Cassa delle ammende nella misura che, in
ragione delle questioni dedotte, si stima equo determinare in €. 1.500,00# per ognuno.
P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e ciascuno al versamento della somma di €. 1.500,00# alla Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 4 dicembre 2014.

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