Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 13643 del 04/12/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 13643 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: SABEONE GERARDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
GIACOMELLI SILVIA N. IL 12/12/1975
avverso la sentenza n. 1586/2013 CORTE APPELLO di ANCONA, del
14/10/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO SABEONE ;

Data Udienza: 04/12/2014

RITENUTO IN FATTO

che con l’impugnata sentenza la Corte di Appello di Ancona ha

confermato la sentenza di prime cure nei confronti di Giacomelli Silvia ritenuta
responsabile del reato di furto pluriaggravato e di tre evasioni;
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione

circa l’affermazione della penale responsabilità e l’accertata capacità d’intendere
e di volere.
CONSIDERATO IN DIRITTO

– che il ricorso va dichiarato inammissibile, siccome costituito da un del
tutto generico richiamo alla mancanza di motivazione, senza la benché minima
indicazione circa le specifiche ragioni per le quali, nel caso in esame, detto vizio
dell’impugnata decisione sarebbe da ritenere esistente; le doglianze si
sostanziano in una generica contestazione delle risultanze probatorie e perchè
non è possibile più svolgere tale attività avanti questa Corte di legittimità;
trattasi, inoltre, di contestazioni che, per un verso, passano del tutto sotto
silenzio la pur esistente motivazione offerta sul punto dalla Corte territoriale e
inoltre, con riguardo all’accertamento della capacità d’intendere e di volere, del
pari, tralasciano di considerare l’intervenuto accertamento della sussistenza di
uno stato di tossicodipendenza inidonea a determinare l’applicazione della causa
di non imputabilità di cui all’articolo 93 cod.pen.;
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di
cui all’articolo 616 cod.proc.pen., ivi compresa, in assenza di elementi che
valgano ad escludere ogni profilo di colpa, anche l’applicazione della prescritta
sanzione pecuniaria, il cui importo stimasi equo fissare in euro mille;
P. T. M.
La Corte, dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000,00 in favore
della Cassa delle Ammende.
Così deciso il 4 dicembre 2014.

l’imputata, a mezzo del proprio difensore, denunciando un vizio di motivazione

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